L’amore gratuito

9 Poi Gesù, partito di là, passando, vide un uomo chiamato Matteo, che sedeva al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli, alzatosi, lo seguì.
10 Mentre Gesù era a tavola in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. 11 I farisei, veduto ciò, dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia con i pubblicani e con i peccatori?» 12 Ma Gesù, avendoli uditi, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. 13 Ora andate e imparate che cosa significhi: “Voglio misericordia e non sacrificio“; poiché io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori».

(Matteo 9)

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Commenta il brano il fratello Robert Cheaib:

La trasformazione della vita di Matteo avviene in un lampo. Basta uno sguardo di Gesù e questo uomo è stravolto, liberato dal giogo di una ricchezza che lo distanziava dai fratelli e da Dio.

Cosa libera Matteo? Non ce lo dice esplicitamente il testo, eppure è chiaro da tutto il contesto. È la scandalosa gratuità dell’amore di Dio.

Quell’uomo abituato ad attribuire un prezzo a tutto viene amato gratuitamente con un amore senza prezzo.

E in questo amore smisurato, in questa gratuità infinita, trova il riscatto dal circolo vizioso della ricchezza che impoverisce.

Informazioni su Luca Zacchi

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