Camminando con… al Castrum Antuni

Seconda bellissima giornata in montagna per Sara, Antonella e per me, ancora con gli amici di Camminando con, associazione affiliata a Federtrek, di cui oggi sono diventato socio a tutti gli effetti.

L’escursione era all’antico Borgo di Antuni, al Castrum Antuni, dove l’Associazione Culturale Medievale Ordo Scarabeus e l’Associazione Sportiva Lancio di Lame, hanno collaborato ad una vera e propria rievocazione medievale, con tanto di costumi, racconti, musica antica, armeggi di scherma antica e dimostrazioni di lancio di coltelli, asce e chiodi.

Sara si è persino cimentata, ovviamente assistita, con un discreto successo, nel lancio dei coltelli e dell’ascia!

Nel pomeriggio un bel gruppo si è poi diretto all’antichissimo Eremo del Santissimo Salvatore, ammirandone gli affreschi ancora visibili dopo settecento e passa anni.

Castrum Antoni o Antuni sorge sulla cima del monte omonimo prospiciente l’abitato di Castel di Tora. Collegato mediante un sottile istmo alla terraferma, il colle è proteso verso il Lago del Turano dal quale è quasi completamente circondato.
Il panorama che si può godere è di notevole suggestione soprattutto per la presenza del lago che al tempo della fondazione di Antuni non esisteva.
Il Lago del Turano è sorto tra il 1937 e il 1938 a seguito della costruzione di una diga di sbarramento posta sul Fiume Turano in corrispondenza di un marcato restringimento della valle dove un tempo scorreva il fiume.

La fondazione di Antuni sembra risalire ai primi decenni dell’XI secolo forse dovuta all’iniziativa della consorteria dei Guidoneschi che donarono a Farfa, nel 1092, il Castrum Antoni. Fino al basso medioevo le vicende legate alle sorti di Antuni non sono note. Nei documenti ufficiali se ne parla quando il borgo entra in possesso della borgo di antunifamiglia Brancaleoni.
Da ora in poi il feudo passò per vari proprietari: nel 1583 i Brancaleoni vendettero il castrum a Paolo Mattei. Poi, nel 1676, venne ceduto al duca Filippo Lante della Rovere che lo tenne fino al 1720 anno in cui passò al marchese Filippo Gentili. Il 25 ottobre 1816 la marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapaduli rinunciò ai diritti feudali su Antuni e tutti i possedimenti vennero ceduti ai Principi Del Drago. Il 19 giugno del 1832, il feudo di Antuni venne eretto a principato da Gregorio XVI a favore del principe Urbano.
La storia di Antuni, seppur non al centro di grandi avvenimenti, termina bruscamente durante il corso della Seconda Guerra Mondiale quando nel 1944 un errore di mira del pilota di un caccia che doveva abbattere il ponte sul Lago del Turano, colpì per errore l’abitato. Furono così danneggiate molte abitazioni e il Castello del Drago e andò completamente distrutta la chiesa. Dopo alcuni anni d’agonia e stenti, nel 1950 Antuni è ormai di fatto un borgo disabitato. Passato al comune di Castel di Tora, nel 1992 sono iniziati vari lavori di restauro, che dopo mezzo secolo di incuria e abbandono, stanno portando alla luce la bellezza dell’antico Castrum Antoni incastonato in un paesaggio incantevole e suggestivo a dominio del Lago del Turano.

Completamente abbandonato e quasi inaccessibile fino al 1990, l’antico borgo di Antuni sta riacquistando sempre maggior interesse grazie all’opera di restauro degli edifici più importanti quali il Palazzo del Drago e la corte bassa. Terminato il restauro nel dicembre del 1999, i lavori hanno avuto seguito grazie ai fondi del Giubileo 2000. Infatti, negli anni seguenti, iniziarono i lavori di recupero delle mura, poste nella parte destra dell’abitato, dell’antica mulattiera che conduceva al centro del borgo, della torretta, e di molti insediamenti abitativi.
Oltre ai numerosi ruderi delle case che formavano il nucleo centrale di Antuni sul colle sorge anche l’antico Eremo di San Salvatore posto su una parete che guarda a picco sul lago. Così, durante la visita di questo paese scomparso, ci si può rendere benissimo conto di che posizione godeva e quanti colpi d’occhio offre tutt’ora sul vicino Lago del Turano. Lungo l’itinerario è possibile ancora vedere le mura delle abitazioni e ricostruirne mentalmente sia l’aspetto e la che la posizione. Il Palazzo (o castello) del Drago che con la sua mole è certamente il complesso più interessante da vedere ha ospitato per diversi anni le attività della Comunità Incontro.  Completamente ristrutturato, si presenta per buona parte modificato, non solo nel suo aspetto ma anche nei suoi elementi architettonici. Il Palazzo del Drago, a cui si accede passando sotto un archetto, era composto da un gran numero di sale, molte delle quali affrescate, da scalinate di pietra e contava in tutto ben 365 finestre. Tutta la struttura è visitabile, nella facciata è rimasto nell’aspetto originale solo il portale d’ingresso. Facendo il periplo del palazzo, oltre a notare gli ambienti, è possibile osservare anche gli antichi bastioni, rimasti nel loro aspetto primitivo e i contrafforti che si affacciano sul lago.

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Informazioni su Luca Zacchi

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