#Brexit e gli Etero-diretti d’Europa

Scrive Nicola, fratello in Cristo, e condivido il suo pensiero:

Ciò che è emerso da questa Brexit è, fra l’altro, la divisione in due gruppi di politici e cittadini comuni.

Coloro che sostengono che “certi temi” non debbano essere sottoposti alla scelta diretta dei cittadini perchè essi non posseggono gli “strumenti per capire” il bene ed il male che portano certe scelte, e coloro che sostengono che “certi temi” debbano essere sottoposti comunque alla scelta dei cittadini proprio perche i cittadini devono decidere per il loro futuro.

Nel primo gruppo vi è una visione paternalista ed elitaria di governo che, ad esempio, “cala sul popolo” gli Standard per l’educazione sessuale in Europa scritti da 21 persone auto nominate che non vogliono far decidere alle famiglie “la bontà” degli insegnamenti omosessualisti alle scuole elementari, o la pulizia etnica costituita da politiche migratorie scellerate o la sterilizzazione dei popoli determinata da economiche che rigurdano addirittura le pensioni dei singoli stati.

Nel secondo gruppo ci sono coloro che capiscono il buono e il male contenuti in tutte queste politiche europee e vorrebbero incidere con le loro idee.

Io faccio parte del secondo gruppo. Anche Nicola.

Del primo gruppo fanno parte la maggioranza assoluta dei politici nostrani, i finti liberali e libertari di casa nostra, compresi tanti miei sedicenti “amici” che la libertà altrui la difendono solo e soltanto se è compatibile con le loro idee, e che in questo caso sono nella buona compagnia (contenti loro) dei vari Monti, Prodi, D’Alema, Merkel, Confindustria, Bilderberg e soci che dicono a parole di disprezzare, mentre nel cuore sono parte di quella stessa élite di “quelli che veramente capiscono cosa c’è dietro”.

Mentre non capiscono neppure se stessi.

Io sono fiero di essere Etero-diretto:

Ma Pietro e gli altri apostoli risposero:
Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini”.

(Atti 5,29)

Giusto per la cronaca era Etero-diretto anche Alcide De Gasperi, credente, cristiano, tra i padri dell’Unione Europea, che così diceva nel lontano (dai cuori dei più prima che nel tempo, era il 12 gennaio 1951):

‘Se noi costruiremo soltanto amministrazioni comuni, senza una volontà politica superiore vivificata da un organismo centrale, nel quale le volontà nazionali si incontrino, si precisino e si animino in una sintesi superiore, rischieremo che questa attività europea appaia, al confronto della vitalità nazionale particolare, senza calore, senza vita ideale. Potrebbe anche apparire ad un certo momento una sovrastruttura superflua e forse anche oppressiva quale appare in certi periodi del suo declino il Sacro Romano Impero’.

Informazioni su Luca Zacchi

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