Lo dirò a Dio

image

Dirò a Dio cosa  mi hanno fatto. Gli dirò tutto.
Un’ immagine in bianco e nero qui a fianco di un bambino che sembra ferito e sotto una frase: Lo dirò a Dio, o come  altri blog e giornali hanno riportato, Dirò a Dio cosa  mi hanno fatto. Gli dirò tutto.
È  veramente arduo commentare queste parole pronunciate da un bambino prima di  morire dopo aver subito chissà quali indicibili  atrocità soprattutto se lo si vuole fare partendo, come intendo farlo io, da un’ ottica cristiana.

Il tragico e irrisolto dilemma che attanaglia la coscienza cristiana rimane da millenni sempre lo stesso: Perché mai tutto questo? Perché questa catena ininterrotta di delitti, di stragi senza scopo? Perché Dio non interviene? Quando Dio interverrà?

Ho la spiacevole sensazione che vi sia oggi un totale ed apparentemente irreversibile offuscamento della coscienza profetica e cristiana.

Decenni di liberalismo teologico hanno tanto evaporato la fede cristiana che le chiese non sanno e non vogliono parlare d’altro che di diritti delle coppie arcobaleno e di questioni di ecologia, come se l’incendio che sta divampando in molte parti del mondo con migliaia di cristiani trucidati e perseguitati non esistesse.

Nessuno parla del giudizio di Dio semplicemente perché questo tema non è più di moda. Per molti il giudizio di Dio è un qualcosa che riguarda i peccati personali, soprattutto e preferibilmente  quelli commessi nella camera da letto. Gli altri vengono ignorati.

Per le chiese teologicamente liberali il giudizio di Dio non esiste, perché Dio alla fine comunque perdonerà tutti, dagli stupratori, i mafiosi, i colpevoli di stragi di bambini, a coloro che diffondono la droga, a quelli che per fanatismo non esitano a crocifiggere, a decapitare o a farsi saltare in aria con l’esplosivo.

Insomma, Dio assolverà tutti indistintamente perché, si ripete ossessivamente, Dio è amore.

Si certo Dio è anche Amore, ma un Amore che non può e non deve essere disgiunto dalla Giustizia e basta soltanto consultare una qualsiasi chiave biblica per rendersi conto della diversa incidenza ed importanza di questi due termini.

Avviene invece che, al posto di attenersi alla sobria e severa testimonianza offertaci dalla Sacra Scrittura, si offrano soltanto astruse liriche e speculazioni campate in aria su un amore di Dio che altro non sono se non il puro e semplice frutto di dolciastre ed indecenti sublimazioni sentimentali, come questa attribuita a Simone Weil:
Dio è come una donna importuna che se ne sta incollata al suo amante e gli sussurra all’orecchio, per ore, senza fermarsi “io ti amo – io ti amo – io ti amo…”

Possiamo illuderci nella falsa convinzione che questa sia la testimonianza biblica, cullandoci nella speranza che ci sarà  alla fine un’amnistia generale che assolva tutti i carnefici che hanno insanguinato e stanno ancora insanguinando questo pianeta.

Per fortuna non è così. La promessa di nuovi cieli e di una nuova terra riguarda soltanto coloro che hanno sete di Dio (cfr. Salmo 42:3), sete di giustizia (cfr. Matteo 5:6), quelli che si ravvedono, che cambiano strada (cfr. Matteo 4:17), che hanno orecchie per sentire e occhi per vedere (cfr. Matteo 13:16), non, come scrive l’Apocalisse, i vili e gl’increduli, gli abietti e gli omicidi, gl’immorali, i fattucchieri, gli idolàtri  tutti i mentitori (cfr. Apocalisse 21:8).

Il Dio rivelatosi nella storia di Israele e nella persona di Gesù Cristo non è un dio che se ne sta a guardare fuori del mondo, per poi promulgare una amnistia generale, come se tutto quello che è avvenuto non fosse mai  esistito,  ma un Dio che interviene ed interverrà.

Le lacrime saranno asciugate, il pianto cesserà, la terra che è stato un inferno ritroverà la sua quiete, la sete di giustizia e di verità verrà appagata.

Che cosa dice il Credo apostolico? Che Gesù Cristo siede alla destra di Dio, di la ha da venire a giudicare i vivi e i morti.

Ecco la nostra speranza in questi momenti in cui la nostra coscienza viene così terribilmente scossa. Il testo di Apocalisse ci ricorda: Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolàtri e chiunque ama e pratica la menzogna (Apocalisse 22:14-1).

Al piccolo siriano quindi, del quale mai sapremo il nome, da credenti cristiani, vorremmo dire:

Dio ha saputo della tua sofferenza prima ancora che tu Gliela potessi riferire.

Ora che sei davanti al Suo trono, hai la certezza che le tenebre non regneranno per sempre sulla terra (Isaia 8:23)

Dr. Paolo De Petris, Pastore della Chiesa Riformata di Bellinzona

Informazioni su Luca Zacchi

http://www.lucazacchi.it - On the ancient path of God, the Holy Bible. Work in #InformationTechnology and #Communication since 1984. Project #digitalstrategy. #PlaySubbuteo since 1973
Questa voce è stata pubblicata in Fede_Cristiana. Contrassegna il permalink.