De Brexit

Il risultato del referendum britannico, quello della cosiddetta Brexit, non è di così facile interpretazione. Come al solito qui sui social è pieno invece di “è tutto bianco, evviva!” ed “è tutto nero, aiuto!”.
Io credo che il “si, si, no, no” vada riservato alla Parola di Dio ed all’obbedienza umana ad essa. Per le cose umane bisogna fare i conti con tante cose, prima fra tutte il peccato, che fa sì che sia nel campo “bianco”, sia in quello “nero”, siano assai diffusi gli ipocriti e chi vuole semplicemente sfruttare il risultato per i propri, quasi sempre squallidi, interessi di bottega.

 

Scrive don Salvatore Lazzara:

“Gli inglesi ancora una volta confermano la loro identità di popolo fuori da ogni previsione rispetto ai pronostici dei soliti politologi e tuttogi servi dei poteri forti che in questi ultimi anni hanno trasformato le istituzioni in concessionarie dei propri interessi. Per non parlare dei continui bombardamenti mediatici a senso unico. Hanno presentato la realtà, secondo scopi di parte. Non soddisfatti, hanno pilotato l’informazione, facendo credere all’opinione pubblica che l’Inghilterra non sarebbe mai uscita dall’Unione Europea. Per non parlare della strumentalizzazione della morte della povera deputata, per forzare i risultati del referendum. Quanto siamo caduti in basso! Ma i più acuti osservatori, denigrati e messi da parte e in tanti casi trattati come matti, non era sfuggita la vera portata di ciò che stava avvenendo nel Regno Unito.

L’ Europa burocratizzata, senza anima, preoccupata solo di fare da serva alle lobby e ai poteri mondialisti per sopravvivere, non è l’Unione sognata da quanti nella storia avevano contribuito alla sua costituzione. L’UE non è possibile pensarla, demolendo sistematicamente la sua cultura che affonda le radici nel cristianesimo. Da qui sorgono tutti i mali.

Gli inglesi lo hanno capito. È questa la dura realtà che nessuno vuole pronunciare. La volontà della gente non può essere manipolata da nessuno. Anche se sembrano forti, sono edifici costruiti sulla sabbia. Non basta gridare, ostentare potere! Ricordo le parole profetiche del Cardinale Ratzinger sull’Europa: “fino a quando rinneghera’ se stessa, continuerà il suo inevitabile declino”. La Brexit è realtà dopo che per tutto il giorno, i media nostrani – dal Corriere a Repubblica – spacciavano come sicuro il dato dei favorevoli a rimanere al 52%. Segnamocelo, per ricordarci dell’imparzialità dei “giornali che contano”!”

** Quando leggerete «oggi è un venerdì nero» o «le borse stanno bruciando X miliardi di euro (o di dollari)», ecco, sappiate che state leggendo falsità per alimentare un clima di terrore che non esiste. L’uscita dell’Inghilterra dall’UE non è solo una questione economica. Il Regno Unito aveva continuato ad usare la sterlina per commerciare. I venerdì neri sono sempre colorati per chi sa operare sui mercati finanziari e la borsa non brucia denari. Semplicemente sale e scende. Oggi come tutti gli altri giorni.

*** A margine dell’esito del referendum sull’uscita dall’Unione, i media parlano di un paese diviso esaltandone la opportunità perse. Ma non è così. Cameron si dimette. Ma nessuno dice che la Spagna non ha un governo da 6 mesi e che domenica sarà costretta a tornare alle urne; che la Grecia dopo 7 anni di austerità imposta non ha fatto mezzo passo in avanti (povertà assoluta aumenta); che la crisi migratoria non è stata minimamente attenuata dopo miliardi di euro dati alla Turchia; intanto in Austria, torna il sospetto dei brogli elettorali. Come mai nessuno ne parla?

**** L’economia speculativa trema. Gli analisti asserviti all’alta finanza sono terrorizzati.

Se l’alta finanza vale più dei cittadini Europei, Brexit è la conseguenza alla crisi antropologica che stiamo vivendo. Serve una generazione che metta al centro prima di tutto l’uomo e non l’interesse economico.

Solo così l’Europa dei popoli sognata da De Gasperi, Schumann ed Adenauer potrà ricominciare ad essere costruita.

 

Sara Manzardo, altra mia amica su Facebook, scrive che:
“Io non lo so se gli inglesi hanno fatto bene o no, sicuramente ci saranno conseguenze positive e negative. Una cosa è certa, l’‪Unione Europea‬ come la conosciamo oggi è semplicemente un sistema di dittatura finanziaria che riunisce gli Stati solo per motivi di mercato abbandonando il progetto iniziale, che voleva riunire culture e ‪valori‬ umani e cristiani contro le dittature della seconda guerra mondiale. Quando la politica mette l’‪‎uomo‬ al ‪servizio‬ del ‪mercato‬ e non il contrario, c’è da reagire.”

 

Mi trovo concorde con lei. Ed aggiungo che che c’è attualmente un inaccettabile abbandono da parte dell’Europa dei suoi valori fondanti, radici cristiane in primo luogo. Che sta producendo la crescita di fenomeni come denatalità, eutanasia, suicidio assistito, aborto, abbandono del modello familiare naturale per modelli parafamiliari basati sul mercato libero delle unioni e delle filiazioni, che tratta le persone come merci…

 

Ed assieme l’assoluta incapacità di gestire i fenomeni migratori, una povertà che va aumentando, una solitudine individuale che va di pari passo con l’accrescersi della falsa socialità virtuale, quella che dura lo spazio di un “Like”.

 

La falsa libertà dei paesi del Centro-Nord Europa, cui qualcuno appiccica, a mio avviso in modo del tutto superficiale, l’etichetta di “protestante” si rivela per quello che è, una schiavitù assoluta dell’uomo al suo sè stesso, con conseguenti fenomeni, speculari, di autoesaltazione da una parte (si pensi ai neonazisti e simili) e di profonda depressione dall’altra. Il primato della coscienza individuale, tipico della Riforma, ha senso solo e soltanto se è accoppiato all’obbedienza assoluta a Dio ed alla Sua Parola.

 

Così come è ormai fasulla l’equazione che equipara l’Europa Centro Meridonale al cattolicesimo. Perchè nella grande maggioranza il cattolicesimo è divenuto un contenitore inclusivo che tiene dentro il tutto ed il suo contrario. Come dimostrano le vicissitudini delle parti politiche che vi si richiamano, che, poichè anche la politica è sempre più mercato e sempre meno ideale,  si vendono regolarmente al miglior offerente circa il mantenimento del proprio status quo. Uno status quo che gli sta sfuggendo dalle mani senza che neppure se ne accorgano. E perchè cattolico è ormai più una etichetta da censimento che un effettivo modo di confessare la propria fede. Spagna, Francia e sempre più anche l’Italia sono terre da evangelizzare di nuovo.

 

Nord, Centro e Sud Europa sono ormai in preda ad una religiosità fai da te, mischiata di archetipi, politeismi, religiosità naturale, che si sceglie ciò che gli fà più comodo, ma non fa, mai e poi mai, una scelta di campo. Perchè quella costa. E che inevitabilmente si rinchiude nel privato, perchè come puoi costruire comunità, essere chiesa, aderire ad una confessione, se ognuno la pensa a modo suo? Ci si scanna se sia giusto mangiare carne o non mangiarne, se gli animali siano come noi o non lo siano. E si passa molto più tranquillamente sopra al fatto che al mondo sia pieno di gente che muore di fame non perchè non ci siano alimenti, ma perchè questi sono distribuiti in modo iniquo. Si spendono soldi, tempo e denaro per le colonie feline, e si lasciano al loro destino i campi dei rifugiati.

 

Ma, tornando al Brexit, mi spiace ma ritengo del tutto superficiale la visione “Scozia ed Irlanda per il “Remain” perchè i cattolici obbediscono e Inghilterra per il “Leave” perchè i protestanti sono liberi. Vedo molto più significativa la suddivisione ‘per censo’ del voto. Regioni povere per il “Remain” perchè sono convinte di avere più da perderci che da guadagnare, regioni più ricche per il “Leave” perchè convinti che possono farcela da soli. Ma anche questa è una semplificazione, e come tutte le semplificazioni è riduttiva e solo parzialmente accettabile.

 

Credo che occorrerà rifletterci ancora, e tanto, sul risultato di questo referendum.

Informazioni su Luca Zacchi

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