Cristiano, evangelico, riformato

Oggigiorno le chiese evangeliche sono dominate sempre più dallo spirito del presente secolo piuttosto che dallo Spirito di Cristo. Come evangelici esortiamo noi stessi a ravvederci da questo peccato e a tornare alla fede cristiana storica.

 Nel corso della storia il significato delle parole cambia, proprio come è accaduto ai giorni nostri al vocabolo “evangelico”. Nel passato questo termine serviva come legame per unire cristiani appartenenti a diverse chiese e tradizioni. L’evangelicalismo storico era di natura confessionale, in quanto abbracciava le verità essenziali del cristianesimo definite dai grandi concili ecumenici della chiesa. Oltre a ciò, gli evangelici condividevano l’eredità della Riforma protestante del XVI secolo, riassunta nei cinque “sola”.

Oggi la luce della Riforma si è affievolita in modo notevole. Di conseguenza il termine “evangelico” è divenuto tanto inclusivo da perdere il suo significato, cosicché corriamo il pericolo di perdere quell’unità che ha richiesto secoli per essere realizzata.

A causa della crisi attuale e del nostro amore per Cristo, per il suo Vangelo e per la sua chiesa, cerchiamo di confessare ancora una volta la nostra piena adesione alle verità centrali della Riforma e dell’evangelicalismo storico. Riaffermiamo queste verità non per il ruolo che ricoprono nelle nostre tradizioni, bensì perché crediamo che esse costituiscano il cuore del messaggio della Bibbia.

Riprendo, da un post di due anni fa, il preambolo, sopra riportato, e le tesi principali della Riforma come presentate e sintetizzate nella Dichiarazione di Cambridge del 20 febbraio 1996. Trovo che questa esprima bene quello che è anche il mio sentire a riguardo.

Prima tesi: Sola Scriptura.

Riaffermiamo che la Scrittura è inerrante ed è la sola fonte della rivelazione scritta di Dio e l’unica a poter vincolare la coscienza. Solo la Bibbia insegna all’uomo ciò che è necessario affinché sia salvato dal peccato ed è l’unica regola atta a determinare la condotta cristiana.

Neghiamo che un qualche credo, concilio o individuo possa vincolare la coscienza di un cristiano, che lo Spirito Santo parli indipendentemente dalla Bibbia o in modo da contraddirne l’insegnamento e che l’esperienza spirituale individuale possa essere veicolo di una rivelazione divina.

Seconda tesi: Solus Christus.

Riaffermiamo che la salvezza dell’uomo è compiuta solo in virtù dell’opera di mediazione del Cristo storico. Solo la sua vita senza peccato e la sua espiazione sostitutiva sono sufficienti per la giustificazione del peccatore e la sua riconciliazione con il Padre.

Neghiamo che il Vangelo sia davvero predicato qualora non si proclami il sacrificio sostitutivo di Cristo e non si esortino i peccatori alla fede in lui e nella sua opera.

Terza tesi: Sola Gratia.

Riaffermiamo che nella salvezza siamo liberati dall’ira di Dio solo per la sua grazia. Solo l’opera soprannaturale dello Spirito Santo ci conduce a Cristo, liberandoci dalla schiavitù del peccato e facendoci risorgere dalla morte spirituale alla vita.

Neghiamo che in qualche senso la salvezza sia un’opera dell’uomo. I metodi umani, le tecniche o le strategie non possono compiere da soli tale trasformazione. La fede non è un frutto della natura umana non rigenerata.

Quarta tesi: Sola Fide.

Riaffermiamo che la giustificazione del peccatore è per sola grazia, mediante la sola fede e solo per Cristo. Nella nostra giustificazione la giustizia di Cristo ci è imputata come la sola che possa soddisfare la perfetta giustizia di Dio.

Neghiamo che la nostra giustificazione si appoggi su qualche merito che possa trovarsi in noi, oppure sulla base di un’infusione della giustizia di Cristo in noi e che un’istituzione che affermi di essere una chiesa che neghi o condanni Sola Fide possa essere riconosciuta come una vera chiesa.

Quinta tesi: Soli Deo Gloria.

Riaffermiamo che siccome la salvezza viene da Dio ed è stata compiuta da Dio essa lo glorifica, e che anche noi dobbiamo glorificarlo sempre. Dobbiamo vivere le nostre vite al cospetto di Dio, sotto la sua autorità ed esclusivamente per la sua gloria.

Neghiamo che sia possibile glorificare Dio se l’adorazione che gli offriamo è mischiata a qualche forma di intrattenimento, se trascuriamo la Legge o il Vangelo nella nostra predicazione e se la stima di se stessi, la realizzazione di se stessi o il benessere assumono la natura di alternative al Vangelo.

Informazioni su Luca Zacchi

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