Radicali liberi e non

Si definisce radicale (o radicale libero) un’entità molecolare molto reattiva avente vita media di norma brevissima, costituita da un atomo o una molecola formata da più atomi che presenta un elettrone spaiato: tale elettrone rende il radicale estremamente reattivo, in grado di legarsi ad altri radicali o di sottrarre un elettrone ad altre molecole vicine.

I radicali giocano un ruolo importante in fenomeni come la combustione, la polimerizzazione e nella fotochimica, e molti altri processi chimici, compresi quelli che riguardano la fisiologia umana. In quest’ultimo caso il superossido e il monossido di azoto hanno una funzione importantissima nel regolare molti processi biologici, come il controllo del tono vascolare.

radicalelibero

Così la definizione scientifica di radicale libero. Mi è tornata alla mente oggi, perchè qualcuno mi ha definito in un messaggio un cristiano che “si sta radicalizzando“. Chi me lo ha detto non pensava, io credo, alla chimica, ma alla politica. Usando però a mio avviso il termine in modo improprio.

John Gallard Pollard (1871-1937), politico statunitense, affermava che: “Il radicale è un liberale che oltrepassa il limite di velocità.“. Alle origini, in Inghilterra ed in Francia, i radicali erano quei politici che si battevano per la riforma parlamentare e il suffragio universale maschile. Negli Stati Uniti divennero invece, come diceva Pollard, dei liberali che andavano a tutta velocità, una sorta di sinistra delle nostre parti, o nuova sinistra. Ancora oggi essere un radical negli Stati Uniti è essere un progressista, uno di sinistra.

Questo è anche il significato che ha il termine qui da noi, dove il Partito Radicale si definisce come “movimento liberale, liberista e libertario“. Ed in effetti i Radicali nostrani sono libertari, assai più che liberali e liberisti, e di norma sono spesso andati molto d’accordo con la sinistra estrema nostrana.

Ma in ambito cristiano cosa significa “radicale“? Significa null’altro che un cristiano che sa dove sono le sue radici. Che sa che le sue radici sono nella Bibbia, nella Scrittura, nella Rivelazione. Che sa che, solo se le sue radici sono lì, ben piantate, solo allora può dirsi veramente cristiano, ovvero alla sequela di quel Cristo che è il Verbo, la Parola Incarnata.
Solo alcune citazioni dalle tantissime che si trovano nella Scrittura:

2Re 19:30

E il rimanente della casa di Giuda che sarà scampato,
metterà ancora radici in basso e porterà frutto in alto.

Gerusalemme, scampata alla distruzione,
dovrà tornare a radicarsi nella fedeltà al Signore.

Giobbe 29:19

le mie radici si stenderanno verso le acque,
la rugiada passerà la notte sui miei rami

Giobbe riafferma la sua fedeltà al Signore ed alla sua volontà
e mette a tacere gli altri che volevano consigliarlo. 

Geremia 17:,7-8

Benedetto l’uomo che confida nel SIGNORE,
e la cui fiducia è il SIGNORE!
Egli è come un albero piantato vicino all’acqua,
che distende le sue radici lungo il fiume;
non si accorge quando viene la calura
e il suo fogliame rimane verde;
nell’anno della siccità non è in affanno
e non cessa di portare frutto».

Osea 14:5

Io sarò per Israele come la rugiada;
egli fiorirà come il giglio
e spanderà le sue radici come il Libano.

Dio esorta Israele a ritrovare la sua fedeltà.

Un cristiano, insomma, non può essere altro che radicale, ovvero radicato nella Parola di Dio.

Radicale libero, perchè è libero dalle mille schiavitù di questo mondo, perchè a nesun potere umano deve obbedienza oltre le regole comuni del buon vivere, cui tuttavia è chiamato ad obbedire finchè queste non contraddicono la volontà di Dio come questa è espressa nella Parola.

La definizione scientifica di radicale libero è perfetta per descrivere il cristiano come tale. Perchè esso ha vita breve su questo mondo, perchè esso è costituito, come ogni altro uomo, per legarsi agli altri, per acquistare e trasmettere nuove valenze.

Allora dov’è e quand’è che il cristiano, radicale libero di questo mondo, fa la differenza?

Quando l’elettrone mancante che lo cerca, che lo trova è la fede, l’elezione di Dio, che si lega a lui in modo indissolubile e che, da quel momento in poi, diventa capace di provocare processi chimici come la combustione, il bruciarsi per l’amore di Dio, il consumarsi per esso, la conversione, il cambiare completamente la propria vita, l’evangelizzazione, il portare la forza e la valenza che più di ogni altra, che sola!, è capace di invertire la polarità della vita. Da verso l’uomo, a verso Dio.

Diventa capace anche della polimerizzazione, che dice la scienza, è la reazione chimica che porta alla formazione di una catena polimerica, ovvero di una molecola costituita da molte parti uguali che si ripetono in sequenza (dette “unità ripetitive”), a partire da molecole più semplici (dette “monomeri”, o “unità monomeriche”).

La polimerizzazione del cristiano non è altro che la nascita della Chiesa, della comunità dei credenti, delle molecole, delle parti che si uniscono, che uniscono le loro forze, che moltiplicano le loro valenze per uno scopo comune che è la trasformazione del mondo a partire dalla trasformazione di sè stessi. Con la Parola, con la preghiera, con le opere che da questa sono ispirate.

Quindi si, rispondo al mio amico, io sono un cristiano radicale, ma un radicale libero, libero dalla schiavitù del sè e servo senza pretese di Dio. Impegnato, con gli altri miei fratelli a far sì che la Valenza potente della Parola di Dio impregni tutto il nostro mondo.

L’opposto di quanto fanno i radicali libertari, che lasciano l’uomo centrato su di sè, e finiscono per lavorare al contrario, spingendo ognuno al soddisfamento del proprio desiderio egoista. E di conseguenza provocano la dispersione della comunità, il solipsismo, l’insoddisfazione, una catena di desideri che ne rincorrono altri, senza fine.

Del resto, lo dice la Scrittura. Dio è l’Uno, lavora per unire, per riunire la creatura al Suo Creatore. L’avversario, a partire dal suo stesso nome (dià-bolos, terra, cocci sparsi di qua e di là) lavora per frantumare, per separare, per dividere. Ma l’avversario è stato sconfitto. Gli assi della Croce hanno riunito una volta per sempre il verticale e l’orizzontale.
Il simbolo (sun-bolos, terra, cocci rimessi insieme) è stato riunito.

Nella Parola è scritto, nella Parola va cercata ogni risposta.
Nella Parola è la radice della salvezza.
La Parola è radice di ogni vera libertà.

Amen.

Informazioni su Luca Zacchi

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