Chi sono?

18 Mentre egli stava pregando in disparte, i discepoli erano con lui; ed egli domandò loro: «Chi dice la gente che io sia?» 19 E quelli risposero: «Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia, e altri, uno dei profeti antichi che è risuscitato». 20 Ed egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?» Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». 21 Ed egli ordinò loro di non dirlo a nessuno, e aggiunse:
22 «Bisogna che il Figlio dell’uomo soffra molte cose e sia respinto dagli anziani, dai capi dei sacerdoti, dagli scribi, sia ucciso, e risusciti il terzo giorno».

23 Diceva poi a tutti: «Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua. 24 Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la salverà.

(Luca 9)

bibbiaaperta

Il brano proposto dal Lezionario cattolico di questa domenica è un brano cosiddetto di “triplice tradizione”, ovvero un brano che viene riportato in modo pressocchè uguale da tutti e tre gli evangelisti sinottici (Matteo, Marco, Luca; chi vuole può vedere i paralleli in Matteo 16:13-21 e Marco 8:27-31).

Un brano quindi che, come tutta la Bibbia, è fonte della Rivelazione, è Parola di Dio. Ma altresì un brano, che la scienza degli uomini ritiene sia praticamente certo sia stato riportato così come è stato pronunciato.

Tante sono le opinioni delle folle sul Cristo, vengono riportate dai discepoli: «Chi dice la gente che io sia?» 19 E quelli risposero: «Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia, e altri, uno dei profeti antichi che è risuscitato». Tante sono le opinioni della folla, oggi come allora. La tentazione dell’uomo è sempre la stessa, farsi un Gesù su misura, cucito sulle proprie credenze personale, persino cucito sulla misura del proprio peccato!

Una sola è la risposta corretta, e i discepoli la danno, per la bocca di Pietro: «E voi, chi dite che io sia?» Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Il Cristo di Dio, l’Unto dell’Eterno, l’Unto del Signore, il Prediletto di Dio, il Servo del Signore.

Un riferimento chiarissimo ai titoli dell’Antico Testamento, non certo a caso. Perchè c’è unità tra i due testamenti, perchè il Cristo è venuto a compiere l’Antico, il Cristo è venuto a suggellare il Patto, l’Alleanza tra il Creatore e la creatura una volta per tutte.

Fate caso, la Scrittura dice che quando gli viene posta la domanda, Egli stava pregando, in disparte. Stava pregando il Padre. Era a tu per tu con il Padre.
Il Verbo, che fin dalla Creazione era con il Padre, nella preghiera rende visibile nel miglior modo possibile la loro unità di essere e di intenti.

Così, subito dopo, Gesù ribadisce quello che è volontà del Padre che si compia per il Figlio:

22 «Bisogna che il Figlio dell’uomo soffra molte cose e sia respinto dagli anziani, dai capi dei sacerdoti, dagli scribi, sia ucciso, e risusciti il terzo giorno».

Non certo quello che può sembrare un programma trionfale agli occhi degli uomini, non certo un successo di pubblico, perciò Gesù chiede ai discepoli di non fare annunci, perchè sa che il peccato degli uomini, prima che il Suo destino si compia, prima che sia effuso lo Spirito, non consentirebbe loro di accettare il mistero della volontà di Dio.

La riprova non sarà solo nella domanda fatta da Gesù ai Dodici che riporta l’evangelista Giovanni “Volete andarvene anche voi?“, nella effettiva loro fuga all’inizio della Passione, ma nella stessa preghiera di Gesù al Getsemani, “Padre, se possibile passi da me questo calice“.

Noi, credenti di oggi, facciamo parte dei tutti del versetto 23, lo Spirito lo abbiamo ricevuto, e l’ammonimento che Gesù fa ai discepoli negli ultimi due versetti, dobbiamo considerarlo come rivolto a noi direttamente.

23 Diceva poi a tutti: «Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua. 24 Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la salverà.

Come dobbiamo leggerlo? Primo, dobbiamo andare dietro a Lui, dietro al Cristo, così com’è, com’è rivelato dalla Parola di Dio, e non dalle nostre comode credenze. Secondo, dobbiamo rinunciare a noi stessi, ai nostri pregiudizi su di Lui, alle facili certezze del mondo.Questo, terzo punto, ci costringerà ad essere a nostra volta crocifissi dal mondo, che le croci le dispensa volenteri agli altri, ma non le vuole certo per sè.

Mettere in atto nella nostra vita questi tre punti comporta quindi essere considerati ‘persi’ agli occhi del mondo, perchè, scomodi, strani, fuori dalle logiche dominanti, che mai e poi mai contempleranno un Dio Onnipotente perchè Crocifisso per amore!

Fare il contrario, in tutto o in parte che sia, ci farà forse barcamenare nel mondo, ma ci farà considerare’persi’ agli occhi di Dio, perchè fuori dalla vera vita. Perchè la vera vita è quella che passa per la Croce, la accetta, la trasfigura, e alfine risorge. Per l’eternità.

Amen.

Informazioni su Luca Zacchi

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