Sì, sì; no, no

33 «Avete anche udito che fu detto agli antichi: “Non giurare il falso; da’ al Signore quello che gli hai promesso con giuramento”. 34 Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio; 35 né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re. 36 Non giurare neppure per il tuo capo, poiché tu non puoi far diventare un solo capello bianco o nero. 37 Ma il vostro parlare sia: “Sì, sì; no, no”; poiché il di più viene dal maligno.

(Matteo 5)

bibbiaaperta

Le istruzioni sul giuramento sono l’argomento della pericope evangelica proposta per l’ascolto, la preghiera, la meditazione di oggi. Un brano che mi risuona spesso in mente.

Giurare, dice il Signore Gesù, non è mai lecito, perchè per quanto impegno ci possa mettere, l’uomo non è capace di sostenere il peso del giuramento, il suo peccato, in un modo o nell’altro, lo farà cadere, lo farà mancare.

Tanto più, quindi, occorre non giurare rispetto alle cose con Dio, o rispetto ad impegni che si prendono con Lui. Chi giura quindi, dirà poi l’Epistola di Giacomo riprendendo proprio questo brano dell’Evangelo secondo Matteo, corre il grosso rischio di cadere sotto il giudizio di Dio.

Soprattutto, fratelli miei, non giurate né per il cielo, né per la terra, né con altro giuramento; ma il vostro sì, sia sì, e il vostro no, sia no, affinché non cadiate sotto il giudizio.

(Giacomo 5,12)

Del resto la parola latina iurare (da cui il nostro giurare  giuramento) e la parola latina ius (da cui il nostro diritto) hanno molto in comune. Lo ius è quello che è giusto fare, e gli uomini raramente lo fanno. La Scrittura ci ripete spesso e volentieri che solo e soltanto Dio è capace di mantenere davvero gli impegni, solo e soltanto Dio è fedele a sè stesso. L’unico impegno sensato che un uomo possa prendere davvero è quello a fare del proprio meglio.

Eppure la nostra vita è piena di giuramenti.

Facciamo attenzione allora. L’unico modo per essere fedeli al Signore ed agli impegni presi con Lui e con gli altri uomini, è sforzarsi, giorno dopo giorno, momento dopo momento, di essere chiari, nel parlare come nell’agire. Di avere un parlare ed un agire che siano il meno possibile equivocabile, costi quel che costi.

Da qui le parole chiarissime di Gesù, che la lettera di Giacomo riprende: Si, si, no, no. Come ho scritto diverse volte su questo blog, tertium non datur, non esiste una opzione alternativa, una terza opzione. Non esiste con la Parola di Dio la possibilità di un compromesso.

Le terze vie, espressione cara alla politica italiana, sono una utopia persino in quella. Con Dio sono pura irrealtà. I compromessi storici possono farsi in politica, per spartirsi il potere, ma non funzionano con Dio, perchè noi, di fronte a Lui, il potere, non lo abbiamo neppure su un capello del nostro capo.

Tutti i tentativi di “accomodarsi” la fede sono, per dirla con il Vangelo, il di più che viene dal maligno.

Quanto detto vale per il singolo credente, come per ogni chiesa o comunità di credenti. Non ci si può, mai, “accomodare” la verità a seconda delle circostanze. Altrimenti si viene meno non ad un giuramento, ma alla fedeltà che soltanto al Signore è dovuta. E se ne pagano e pagheranno le conseguenze.

Accresci la nostra fede, Signore Gesù, perchè non tentiamo di aggiungere o togliere nulla, mai, alla Verità che ci è stata rivelata.

Amen, Signore, secondo la Tua volontà.

Informazioni su Luca Zacchi

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