Figlio unico di madre vedova

11 Poco dopo egli si avviò verso una città chiamata Nain, e i suoi discepoli e una gran folla andavano con lui.

12 Quando fu vicino alla porta della città, ecco che si portava alla sepoltura un morto, figlio unico di sua madre, che era vedova; e molta gente della città era con lei. 13 Il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: «Non piangere!»

14 E, avvicinatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!» 15 Il morto si alzò e si mise seduto, e cominciò a parlare. E Gesù lo restituì a sua madre.

16 Tutti furono presi da timore, e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra di noi»; e: «Dio ha visitato il suo popolo». 17 E questo dire intorno a Gesù si divulgò per tutta la Giudea e per tutto il paese intorno.

(Luca 7)

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Dopo aver guarito, a distanza, mentre si trovava a Capernaum, il servo di un centurione romano, Gesù, racconta l’evangelista Luca, accompagnato non solo dai suoi discepoli, ma anche dalla folla che, visto il prodigio, si era allargata ed era al suo seguito, entra in Nain.

Il Vangelo la definisce città, come gli autori posteriori: “La città di Naim, dove il Signore risuscitò il figlio della vedova, si mostra al quinto miglio dal monte Tabor, presso Endor”. Con queste parole Eusebio di Cesarea, attesta la permanenza del ricordo sacro nel IV sec.

Da una testimonianza posteriore sappiamo che sulle rovine della casa della vedova, già nel VI secolo era stato costruito un luogo di culto, più volte rovinato e ricostruito, l’ultima volta nel 1881. Oggi la città è interamente di religione islamica. La chiesa esiste ancora ed è affidata alla Custodia di Terra Santa.

Il cimitero antico, dove portavano il figlio della vedova, con le tombe scavate nella roccia, esiste ancora, ad ovest del villaggio, sulle pendici della montagna.

Gesù passa vicino alla porta della città di questo piccolo centro e gli viene vicino il corteo funebre di questo figlio unico di madre vedova. Scrivevo ieri delle vedove. Non era uno scherzo per una donna rimanere da sola in quei tempi, specie se non si viveva in una grande città. Dopo il marito, quella donna aveva perso anche l’unico figlio, il suo tesosro più prezioso.

Anche nel nostro linguaggio moderno, l’espressione “figlio unico di madre vedova” ha mantenuto questo significato di preziosità, basta aprire un dizionario e leggere:

Figlio unico di madre vedova, esente perciò dall’obbligo del servizio militare; fig., scherz. cosa unica, da trattare con particolare attenzione.

Però probabilmente è andato un po’ perso il motivo di fondo, il motivo antico di questa preziosità. Era garanzia, per la vedova, non solo del proprio potersi sostenere e mantenere, ma anche della propria onorabilità, vista la fine che erano costrette a fare molte vedove, che finivano come serve o prostitute.

Restituendo il figlio alla vedova di Nain Gesù oltre che dare una gioia profondissima alla madre, si conferma Figlio di quel Dio che ama in modo del tutto particolare gli orfani, le vedove e tutte le categorie rese “sfortunate” dalla miseria e dal peccato degli uomini.

Unita alla guarigione precedente, l’episodio e tutte le numerose guarigioni che seguono (versetto 21) diventa determinante per il riconoscimento dell’identità di Gesù da parte del Battista e dei suoi discepoli. Che, non a caso, per i motivi di cui scrivo sopra, viene fatto sulla base della coincidenza di quanto accadeva con quanto era scritto nelle Scritture.

18 I discepoli di Giovanni gli riferirono tutte queste cose. 19 Ed egli, chiamati a sé due dei suoi discepoli, li mandò dal Signore a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?» 20 Quelli si presentarono a Gesù e gli dissero: «Giovanni il battista ci ha mandati da te a chiederti: “Sei tu colui che deve venire o ne aspetteremo un altro?”» 21 In quella stessa ora, Gesù guarì molti da malattie, da infermità e da spiriti maligni, e a molti ciechi restituì la vista. 22 Poi rispose loro: «Andate a riferire a Giovanni quello che avete visto e udito: i ciechi ricuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, il vangelo è annunciato ai poveri. 23 Beato colui che non si sarà scandalizzato di me!»

Beato, fratelli e sorelle, chi, oggi, non si scandalizza del Signore, chi lo ascolta, lo segue, obbedisce alla Sua Parola, non se ne vergogna, non la rispetta ‘a spizzichi e bocconi’, solo quando gli viene comodo, non sporca l’acqua viva con i rigagnoli di veleno che scorrono nel mondo.

Beato, frateli e sorelle, chi si riconosce figlio unico di madre vedova agli occhi di Dio, chi scopre di essere prezioso per Lui, chi si scopre amato da Lui, chi vede la propria vita rinnovarsi e risorgere per l’effetto di essere stato toccato dalla Sua Parola di Vita.

E, avvicinatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!»

Alziamoci anche noi, mettiamoci seduti, poi in piedi, e torniamo da nostra madre: la comunità degli uomini, la comunità dei chiamati, la Chiesa con la C maiuscola.

Amen.

 

Informazioni su Luca Zacchi

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