La Netiquette, Mammona, e l’Enigma

Cos’è la Netiquette?

Riprendendo da una vecchia pubblicazione dell’Università di Padova:

Esiste un insieme di regole denominato Netiquette che si potrebbe tradurre in “Galateo (Etiquette) della Rete (Net)” che consiste nel rispettare e conservare le risorse di rete e nel rispettare e collaborare con gli altri utenti.

Entrando in Internet si accede ad una massa enorme di dati messi a disposizione il piu’ spesso gratuitamente da altri utenti. Pertanto bisogna portare rispetto verso quanti, spesso in maniera volontaria, hanno prestato e prestano opera per consentire a tutti di accedere a dati ed informazioni che altrimenti sarebbero patrimonio di pochi o addirittura di singoli.

In Internet regna un’anarchia ordinata, intendendo con questo il fatto che non esiste una autorita’ centrale che regolamenti cosa si puo’ fare e cosa no, ne’ esistono organi di vigilanza. E’ infatti demandato alla responsabilita’ individuale il buon funzionamento delle cose.
Si puo’ pertanto decidere di entrare in Internet come persone civili, o al contrario, si puo’ utilizzare la rete comportandosi da predatori o vandali saccheggiando le risorse presenti in essa. Sta a ciascuno decidere come comportarsi.

Risulta comunque chiaro che le cose potranno continuare a funzionare solo in presenza di una autodisciplina dei singoli e che incombe il rischio di una autodistruzione di tutta la struttura nel caso di comportamenti incivili di massa.

Nella pratica quotidiana della rete cosa significa Netiquette?

Ecco cosa ne scriveva, entrando nel dettaglio, il servizio NIC (oggi Registro.It) del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) che si occupa della registrazione e della regolamentazione dei domini che hanno il suffisso nazionale (.IT).

Etica e norme di buon uso dei servizi di rete

Fra gli utenti dei servizi telematici di rete, prima fra tutte la rete Internet,  si sono sviluppati nel corso del tempo una serie di “tradizioni” e di “principi di buon comportamento” (galateo) che vanno collettivamente sotto il nome di “netiquette“. Tenendo ben a mente che la entita’ che fornisce l’accesso ai servizi di rete (provider, istituzione pubblica, datore di lavoro, etc.) puo’ regolamentare in modo ancora piu’ preciso i doveri dei propri utente, riportiamo in questo documento un breve sunto dei principi fondamentali della “netiquette“, a cui tutti sono tenuti ad adeguarsi.

Quando si arriva in un nuovo newsgroup o in una nuova lista di distribuzione via posta elettronica, e’ bene leggere i messaggi che vi circolano per almeno due settimane prima di inviare propri messaggi in giro per il mondo: in tale modo ci si rende conto dell’argomento e del metodo con cui lo si tratta in tale comunita’.

Se si manda un messaggio, e’ bene che esso sia sintetico e descriva in modo chiaro e diretto il problema. Specificare sempre, in modo breve e significativo, l’oggetto (campo “Subject”) del testo incluso nella mail. Se si utilizza un “signature file”, mantenerlo breve e significativo.

Non divagare rispetto all’argomento del newsgroup o della lista di distribuzione via posta elettronica.

Evitare, quanto piu’ possibile, broadcast del proprio messaggio verso molte mailing list (o newsgroups). Nella stragrande maggioranza dei casi esiste una ed una sola mailing list che costituisce il destinatario corretto, e che include tutti e soli gli utenti che sono effettivamente interessati.

Se si risponde ad un messaggio, evidenziare i passaggi rilevanti del messaggio originario, allo scopo di facilitare la comprensione da parte di coloro che non lo hanno letto, ma non riportare mai sistematicamente l’intero messaggio originale, se non quando sia necessario.

Non condurre “guerre di opinione” sulla rete a colpi di messaggi e contromessaggi: se ci sono diatribe personali, e’ meglio risolverle via posta elettronica in corrispondenza privata tra gli interessati.

Non pubblicare mai, senza l’esplicito permesso dell’autore, il contenuto di messaggi di posta elettronica.

Non pubblicare messaggi stupidi o che semplicemente prendono le parti dell’uno o dell’altro fra i contendenti in una discussione. Leggere sempre le FAQ (Frequently Asked Questions) relative all’argomento trattato prima di inviare nuove domande.

Non inviare tramite posta elettronica messaggi pubblicitari o comunicazioni che non siano state sollecitate in modo esplicito.

Non essere intolleranti con chi commette errori sintattici o grammaticali. Chi scrive, e’ comunque tenuto a migliorare il proprio linguaggio in modo da risultare comprensibile alla collettivita’.

 Alle regole precedenti, vanno aggiunti altri criteri che derivano direttamente dal buon senso:

 La rete e’ utilizzata come strumento di lavoro da molti degli utenti. Nessuno di costoro ha tempo per leggere messaggi inutili o frivoli o di carattere personale, e dunque non di interesse generale.

Qualunque attivita’ che appesantisca il traffico o i servizi sulla rete, quali per esempio il trasferimento di archivi voluminosi o l’invio di messaggi di posta elettronica contenenti grossi allegati ad un gran numero di destinatari, deteriora il rendimento complessivo della rete. Si raccomanda pertanto di effettuare queste operazioni in modo da ridurre il piu’ possibile l’impatto sulla rete. In particolare si raccomanda di: effettuare i trasferimenti di archivi in orari diversi da quelli di massima operativita’ (per esempio di notte), tenendo presenti le eventuali differenze di fuso orario; non inviare per posta elettronica grosse moli di dati; indicare (ove possibile) la locazione (URL) dei dati nel messaggio, rendendoli disponibili per il prelievo o la consultazione sulla rete.

Vi sono sulla rete una serie di siti server (file server) che contengono, in copia aggiornata, documentazione, software ed altri oggetti disponibili sulla rete. Informatevi preventivamente su quale sia il nodo server piu’ accessibile per voi. Se un file e’ disponibile su di esso o localmente, non vi e’ alcuna ragione per prenderlo dalla rete, impegnando inutilmente la linea e impiegando un tempo sicuramente maggiore per il trasferimento.

Il software reperibile sulla rete puo’ essere coperto da brevetti e/o vincoli di utilizzo di varia natura. Leggere sempre attentamente la documentazione di accompagnamento prima di utilizzarlo, modificarlo o re-distribuirlo in qualunque modo e sotto qualunque forma.

 Comportamenti palesemente scorretti da parte di un utente, quali:

violare la sicurezza di archivi e computers della rete;

violare la privacy di altri utenti della rete, leggendo o intercettando la posta elettronica loro destinata;

compromettere il funzionamento della rete e degli apparecchi che la costituiscono con programmi (virus, trojan horses, ecc.) costruiti appositamente;

costituiscono dei veri e propri crimini elettronici e come tali sono punibili dalla legge.

 

Sono attuali queste definizioni? Che differenza tra la rete di ieri e quella di oggi?

So che, purtroppo molti troveranno scontate queste cose, molti addirittura “stucchevoli” consigli come l’orario di invio degli invii voluminosi e quelli sul download (scarico) e l’upload (carico) dei documenti.

Ma credetemi, se agli inizi dell’avventura di Internet (ed io ho una età ed una professionalità che mi consentono di dire che “c’ero”!) non avessimo rispettato, tutti o quasi, queste regole, Internet come la conoscono oggi i più giovani forse non sarebbe esistita, o non sarebbe sopravvissuta.

Sono realista tuttavia, so che non è solo per questo che Internet, la rete, si è così espansa ed è diventata dominante nelle nostre giornate, nel lavoro, nel vivere quotidiano. E’ soprattutto per il business che ci gira dietro, per l’importanza che ha acquistato per l’economia, per il far girare denaro che oggi Internet è diventato un mondo solo apparentemente virtuale, nella realtà dominante.

Perciò Internet oggi è così costellata di insidie come non mai. Agli inizi della rete, quando questa veniva usata solo da matematici, statistici, analisti programmatori e sistemisti (io rientravo in queste ultime due categorie), professori e studenti delle Università il problema non era certo così sentito. Da questo il tono “datato” dei due documenti che ho riportato sopra, che rimandano a quel periodo. Ma oggi Internet come buona parte del nostro mondo, più che dai tecnici come una volta è dominata dai seguaci e dagli adoratori di Mammona…

Mammon

“Mammona” ritratto da Collin de Plancy per il Dizionario infernale

 

Mammona, chi era costei? O costui?

Oggi impera il denaro, la brama per le ricchezze. “Mammona” le chiama Gesù nel Vangelo: «Non potete servire a Dio e a Mammona» (Mt 6,24 e Lc 16,13).

Diverse sono le etimologia del nome “Mammona“, oggi prevale quella che fa derivarlo da un termine fenicio, “mommon“, cioè beneficio. Nel linguaggio contemporaneo, il vocabolo viene usato con lo stesso significato nella lingua finlandese (mammona), danese (mammon), Ebraica (mamon), norvegese (mammon), polacca (mamona) e tedesca (Mammon).

E’ tuttora oggetto di discussione tra gli studiosi se esistesse una divinità siriaca con questo nome. La siriaca Mammona è comunque molto  simile alla divinità greca Ade (Plutone, da Ploutos, “ricco”, da cui il nostro plutocrate), ed al Dis Pater (padre delle ricchezze) romano. Plutone è raffigurato nella Divina Commedia come un demone della ricchezza avente sembianze di lupo, animale associato con l’avarizia durante il Medio Evo. Tommaso d’Aquino ha metaforicamente descritto il peccato d’avarizia come “Mammona, che un lupo fa risalire dall’inferno, e che giunge per infiammare il cuore umano d’Avarizia“.

Una mistica rinascimentale, Francesca Romana, nelle sue Visioni dell’Inferno, afferma che i demoni più importanti che obbediscono a Lucifero sono tre: Asmodeo, che suscita il vizio della carne; Mammona, che rappresenta il vizio dell’avarizia; e Belzebù che è a capo di tutte le idolatrie e attività oscure.

Occorre fare attenzione, Mammona oggi si è modernizzata anche lei, è in rete assieme a tutti noi.

Mammona in Internet. Che intendi?

Cosa si vuol dire allora dicendo che Internet è dominato da Mammona? Che spesso la condivisione è solo apparente, che spesso si fa finta di condividere (spazio, banda informazioni) perchè in realtà si è interessati ad accumulare, a prendere, a ritenere per sè (informazioni personali, informazioni bancarie, denaro e quant’altro). Perciò oggi le Major, le società di diverso tipo dominanti in rete, fanno finta di regalarti tutto. Perchè in realtà guadagnano molto di più di quanto ci guadagnamo noi utenti della rete.

Comprese, oggi direi soprattutto comprese, quelle che gestiscono i social network che da semplici luoghi di incontro in rete, si vanno sempre più trasformando in veri e propri mercati.

Perciò nel mio lavoro e nella mia attività in-formativa, insisto tanto sulla necessaria formazione, scusatemi il gioco di parole, che occorre avere su questi temi, ed aiuto ad organizzare eventi dove se ne parla e si studia a riguardo.

Perchè come tutte le cose umane, tutte le cose di questo mondo, Internet, la rete, è assieme una grande opportunità ma anche un grande rischio.
Dipende dagli uomini e dalle donne che ci sono dietro, dalla loro moralità, dall’etica che seguono utilizzandola.

Attenzione a non farci dominare da nulla di esterno (rispondo in anticipo alle obiezioni che già sento… no, Dio non è esterno, è intimior intimo meo, più intimo del nostro stesso intimo).

E’ valido anche nel caso della rete l’ammonimento paolino (1 Corinti 6,12):

Ogni cosa m’è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa m’è lecita, ma io non mi lascerò dominare da cosa alcuna.

Del resto, a ben guardare, ripensando alla visione di Francesca Romana, con Mammona sono ben presenti ad attivi in rete anche Asmodeo (pensate al business del porno ed alla mercificazione dell’amore in ogni sua forma, a quanto spazio ha in rete) e Belzebù (le varie idolatrie, i guru di non-si-sa-che di cui la rete è piena, le in-formazioni de-formate e deformanti la realtà e la verità, i sondaggi truccati e spacciati per veri, la politica semplificata per chi abbocca…). Cose sempre esistite, certo, ma che in rete hanno un devastante effetto moltiplicatore.

Il cristiano in Internet, come deve comportarsi?

Deve comportarsi da cristiano. Niente di più e niente di meno. Usare Internet sapendo che tutto ciò che c’è di buono viene dal buono che è in ogni uomo, e tutto ciò che c’è di malvagio viene dal peccato che è in ogni uomo.

Deve essere attento a non farsi sviare dalle troppe parole, a non farsi sviare dalle tante immagini, non deve, mai credere, che ci sia un altro Dio all’infuori del Solo, Unico e Vero.

Deve essere prudente, alla massima potenza nei social network, dove un profilo non sempre è una persona, dove ci si può spacciare per quel che non si è, dove si realizza la società “liquida“, fluida, che tanti vorrebbero far diventare realtà anche nei rapporti veri. Dove puoi scambiare la tua identità con un avatar, scambiare il tuo sesso con quello di un altro, spacciare come normalità la deviazione di una minoranza ecc… Non avete certo bisogno che vi faccia troppi esempi.

Una volta mi sono atterrito pensando a cosa sarebbe potuto accadere se, invece che concentrare i loro sforzi sulle V2, che alla fine erano pezzi di ferro imbottito di esplosivo, ad alta tecnologia per l’epoca, ma sempre pezzi di ferro, Goebbels e il nazismo si fossero concentrati sulla comunicazione, ed oltre che macchine crittografiche geniali come Enigma avessero avuto uno strumento come la rete di oggi a loro disposizione.

L’Enigma cristiano

Il cristiano in rete, riprendo la domanda, cosa deve fare? Deve fare propria la tecnologia della macchina Enigma!

Cosa faceva questa macchina? Come tutte le macchine crittografiche, prendeva una frase, un testo e lo trasformava in un altro testo, secondo un algoritmo. Poichè l’ambito era quello militare, il testo risultante doveva risultare indecifrabile o decifrabile con il massimo della difficoltà da chi fosse riuscito ad intercettarlo.  Per apportare il massimo del danno al nemico.

Cosa deve fare il cristiano? Deve prendere ogni informazione, che gli venga dalla rete o altrove, e deve trattarla con il suo personale Enigma, che è la Parola di Dio. Ne risulterà un testo che è al massimo comprensibile, adatto ad ogni uomo, rispettoso ed amante della vita. Per apportare il massimo del beneficio al suo prossimo.

Attenti allora, quando fate il login ed entrate in rete.

Potreste ritrovarvi in un inferno, come in paradiso. Dipende solo da voi, da quale macchina Enigma usate, se vi ritrovere nelle braccia aperte del Cristo, o in quelle, chiuse, del demone Mammon della foto che correda questo post.

Grazie per la pazienza nella lettura di questo lungo post. Mi è stato ispirato, tra l’altro, dalla lettura del testo Facebook Netiquette: per un uso «cristiano» della piattaforma social più diffusa in Italia del fratello pastore Elpidio Pezzella.

 

 

 

Informazioni su Luca Zacchi

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