Il soldato fedele

1 Tu dunque, figlio mio, fortìficati nella grazia che è in Cristo Gesù, 2 e le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri.

3 Sopporta anche tu le sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù.

4 Uno che va alla guerra non s’immischia in faccende della vita civile, se vuol piacere a colui che lo ha arruolato. 5 Allo stesso modo quando uno lotta come atleta non riceve la corona, se non ha lottato secondo le regole. 6 Il lavoratore che fatica dev’essere il primo ad avere la sua parte dei frutti. 7 Considera quel che dico, perché il Signore ti darà intelligenza in ogni cosa.

8 Ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti, della stirpe di Davide, secondo il mio vangelo, 9 per il quale io soffro fino ad essere incatenato come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata.

10 Ecco perché sopporto ogni cosa per amor degli eletti, affinché anch’essi conseguano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.

11 Certa è quest’affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo; 12 se abbiamo costanza, con lui anche regneremo; 13 se lo rinnegheremo anch’egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.

(2 Timoteo 2)

Per approfondire e pregare confronta anche 1Co 9:24-27 (2Ti 3:10-12; 4:5-8; Ap 2:10; Mt 10:32-33)

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Un cristiano, come un soldato fedele, un buon soldato, ha innanzitutto dei doveri verso il suo condottiero, o conduttore che dir si voglia, Cristo Gesù.

Il primo è quello di fortificarsi nella grazia che è in Cristo Gesù. Come si fa questo? Pregando e confrontandosi ogni giorno con le cose che abbiamo udite e che ascoltiamo dalla Parola di Dio.

Perchè la Parola di Dio non è semplicemente qualcosa che si legge con gli occhi e basta, è qualcosa che risuona nelle nostre orecchie, che ci spinge a muovere le mani e i piedi. Se non lo fa, probabilmente sbagliamo qualcosa… giacchè continua Paolo che tutto questo va poi affidato ad altri, va trasmesso a nostra volta.

Non tutti ascoltano, non tutti sono pronti a farlo, non tutti hanno la fede per farlo. Anzi accadrà, è normale che accada, che ci sarà chi rifiuta il messaggio della Scrittura e dell’Evangelo, e per conseguenza rifiuta anche noi. Perciò continua Paolo:

3 Sopporta anche tu le sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù.

E poi contin ua, dicendo di non immischiarci nelle faccende della vita civile. Cosa vuol dire? Non certo che ci dobbiamo disinteressare di quanto ci accade intorno, ma che ci dobbiamo sempre ricordare, nel fissare la priorità dei nostri interventi, nello stabilire chi e quando combattere, chi è il nostro solo comandante e quali sono i suoi obiettivi. Perchè non combattiamo da soli e non possiamo farci da soli le regole del combattimento.

Le regole ce le insegna il Cristo, una volta per tutte, nella Sua Parola. La Parola sarà la nostra spada a doppio taglio, che ferisce per risanare le anime dei peccatori e di chi è nell’errore. La franchezza, la parrhesia, il “si, si, no, no” sarà il modo di impugnare questa spada.

Perchè è la Sua, non è la nostra! Perchè potranno, dice Paolo, incatenare noi, ma non potranno mai incatenare la Parola di Dio!

La parola di Dio non è incatenata, noi a volte possiamo eserlo, dagli altri, ma più spesso dai noi stessi, dalle nostre indecisioni, dalle nostre paura, dalla nostra voglia di conformismo, di quieto vivere, di tran tran quotidiano, il primo nemico in verità del nostro essere uomini e donne vere, soldati di Cristo Gesù.

S-cateniamo allora la Parola! Scatenando prima di tutto noi stessi, liberandoci dai legacci del nostro peccato, rifiutando di combattere il mondo con le sue armi. Perchè dice bene la Scrittura, i figli di questo mondo sono più esperti di noi nell’usare quelle armi…

S-cateniamo la Parola, sia la Parola di Dio la nostra sola arma, la nostra sola forza, la sola fonte della nostra fede! Facciamolo come singoli credenti e facciamolo come chiesa, comunità di chiamati a lottare, a combattere per la salvezza del mondo!

11 Certa è quest’affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo; 12 se abbiamo costanza, con lui anche regneremo; 13 se lo rinnegheremo anch’egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.

Non rinneghiamo il Signore! Perchè ricordiamoci, fratelli e sorelle, ogni volta che rinneghiamo anche solo uno iota di quanto sta scritto, veniamo meno al nostro dovere verso di Lui, alla nostra obbedienza verso l’autore, il perfezionatore, il condottiero (Ebrei 12,2) della nostra vita, della nostra fede.

Accresci la nostra fede, Signore Gesù.
Amen, secondo la Tua volontà.

Informazioni su Luca Zacchi

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Una risposta a Il soldato fedele

  1. lucetta ha detto:

    11 Certa è quest’affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo; 12 se abbiamo costanza, con lui anche regneremo; 13 se lo rinnegheremo anch’egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso.

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