La Visitazione

Mi è arrivata una email, per cui ringrazio chi mi ha scritto, perchè segue giornalmente il mio blog, che mi chiede conto del fatto che oggi abbia commentato Marco 12,13-17 anzichè Luca 1,39-56, la visita di Maria ad Elisabetta, proposta dal lezionario cattolico.

Riporto qui il brano:

39 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda, 40 ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel grembo; ed Elisabetta fu piena di Spirito Santo, 42 e ad alta voce esclamò: «Benedetta sei tu fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno! 43 Come mai mi è dato che la madre del mio Signore venga da me? 44 Poiché ecco, non appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo. 45 Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento».

46 E Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore,
47 e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore,
48 perché egli ha guardato alla bassezza della sua serva.
Da ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata,
49 perché grandi cose mi ha fatte il Potente.
Santo è il suo nome;
50 e la sua misericordia si estende di generazione in generazione
su quelli che lo temono.
51 Egli ha operato potentemente con il suo braccio;
ha disperso quelli che erano superbi nei pensieri del loro cuore;
52 ha detronizzato i potenti,
e ha innalzato gli umili;
53 ha colmato di beni gli affamati,
e ha rimandato a mani vuote i ricchi.
54 Ha soccorso Israele, suo servitore,
ricordandosi della misericordia,
55 di cui aveva parlato ai nostri padri,
verso Abraamo e verso la sua discendenza per sempre».
56 Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi; poi se ne tornò a casa sua.

In realtà non c’è nessun motivo recondito o nascosto. Tanto è vero questo che chi si prendesse la briga di cercare tra i post ‘arretrati’ di questo blog ne troverebbe molti in data 31 maggio che commentano l’episodio della Visitazione.

Marco 12,13-17, scrivevo stamani, ci invita a dare a Dio quel che è di Dio, a dare la priorità alla ricerca delle cose di Dio, all’obbedienza ai messaggi che il Signore dà nella nostra vita.

E in fondo, a ben guardare cos’altro fa Maria? Ricevuta la grazia di divenire Madre di Dio, ricevuta la grazia dell’Incarnazione del Verbo, non si tiene questo come un tesoro geloso tutto per sè, ma si reca, in fretta, a trovare la cugina che è prossima al parto.

Parte in fretta per servire, lei chè si è autodefinita, di fronte all’angelo annunziante, come la serva del Signore. Da lei nascerà il Salvatore del Mondo, dono di Dio agli uomini. E un dono si porta, si reca. Non si aspetta certo che sia il festeggiato che venga a prenderselo (oggi in verità a volte si fa, il che la dice lunga sul degrado dei nostri rapporti umani).

Così Maria parte e porta Gesù, dentro di sè, ad Elisabetta che ha in grembo Giovanni, il Battista. E questo sussulta nel grembo della madre, percependo la grandezza di Chi è venuto a visitarlo.

Quando i due saranno nati, le parti si rovesceranno. Sarà il figlio di Elisabetta, Giovanni, ad annunciare al mondo che quell’uomo Gesù è colui che doveva venire, è colui che deve essere seguito, è colui di fronte al quale tutti siamo chiamati a diminuire, se serve a scomparire, affinchè Lui cresca.

Non è certo un caso che la lettura del Nuovo Testamento consigliata oggi come prima lettura dal lezionario cattolico sia Romani 12,9-16:

9 L’amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male e attenetevi fermamente al bene. 10 Quanto all’amore fraterno, siate pieni di affetto gli uni per gli altri. Quanto all’onore, fate a gara nel rendervelo reciprocamente.11 Quanto allo zelo, non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore; 12 siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, 13 provvedendo alle necessità dei santi, esercitando con premura l’ospitalità.
14 Benedite quelli che vi perseguitano. Benedite e non maledite. 15 Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono. 16 Abbiate tra di voi un medesimo sentimento. Non aspirate alle cose alte, ma lasciatevi attrarre dalle umili. Non vi stimate saggi da voi stessi.

Il mondo non fa queste cose. Il mondo non ha queste priorità. L’ospitalità… mentre si costruiscono muri, l’onore reso reciprocamente… mentre si fa a gara ad insultarsi con la voce più alta, il non maledire, l’aspirare alle cose umili, il non stimarsi saggi da sè stessi…

Sono, questi, i comandamenti della Parola di Dio, non certo quelli della società degli uomini, che dice di apprezzarli ma li rispetta con il massimo dell’ipocrisia e del pervertimento.

Abbiate tra di voi un medesimo sentimento sta a significare, cercate, tutti, le cose di Dio, seguite, tutti, le sue logiche. Non solo quando pregate o dialogate con Dio, ma tra di voi, nelle parole, nei pensieri, nelle azioni concrete di ogni giorno.

Siate pronti e solleciti a partire, come Maria, quando un vostro fratello o una vostra sorella è nel bisogno, ma portategli anzitutto Dio! Non voi stessi, non le vostre soluzioni, non i vostri colpi di ingegno. Portategli Dio! E Lui che salva. Non altri. Non altro.

Rimanete finchè serve (Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi; poi se ne tornò a casa sua.), servite, poi tornate a casa vostra. Ricordate. Egli deve crescere, voi diminuire. E rimettervi umilmente al prossimo servizio che Dio vi richiederà.

Amen.

Informazioni su Luca Zacchi

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