Il tributo e la coscienza

13 Gli mandarono alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo con una domanda.

14 Essi andarono da lui e gli dissero: «Maestro, noi sappiamo che tu sei sincero, e che non hai riguardi per nessuno, perché non badi all’apparenza delle persone, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito, o no, pagare il tributo a Cesare? Dobbiamo darlo o non darlo?»

15 Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché mi tentate? Portatemi un denaro, ché io lo veda». 16 Essi glielo portarono ed egli disse loro: «Di chi è questa effigie e questa iscrizione?» Essi gli dissero: «Di Cesare». 17 Allora Gesù disse loro: «Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio». Ed essi si meravigliarono di lui.

(Marco 12)

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Una moneta ha sempre due facce. Nell’antichità una era sempre riservata al faccione del potente di turno, al Cesare del momento. La risposta che Gesù dà a riguardo ai farisei ed agli erodiani, venuti a coglierlo in fallo, è una risposta molto chiara, in linea con tutto il suo insegnamento.

Egli non è venuto per dirimere i nostri problemi e le nostre beghe con le autorità di questo mondo. Non è uno dei tanti “liberatori” dalle tasse, dai balzelli, dalle oppressioni, che ti fanno vedere la loro faccia buona e poi, preso il potere, si trasformano a loro volta in oppressori (tutte le rivoluzioni di questo mondo hanno fatto e faranno questa fine).

Egli è venuto a liberarci davvero, non va confuso con i finti signori delle nostre vite, che in realtà non hanno alcun potere su di esse, ma solo sulle apparenze mondane di queste.

Al potere civile va dato il “suo”, finchè questo si occupa del bene comune, della retta amministrazione, dei servizi per la comunità. Ma sapendo che il potere civile non ha mai salvato nessuno, e non sarà mai in potere di farlo.

Nelle scelte della propria vita occorre obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. La priorità va data a Dio. Perchè il “Suo”, di Dio è infinitamente più grande, alto e decisivo per noi del suo degli uomini.

“A ciascuno il suo” non è, come alcuni pretenderebbero, il manifesto del “libera chiesa in libero stato”. Ma è una precisazione utile per noi peccatori. Non crediamo di poterci tirare indietro dal rispetto dei comandamenti di Dio in virtù di quanto stabiliscono le leggi degli uomini.

Se le leggi degli uomini confliggono con la legge di Dio è a questa che occorre obbedire.

Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini. (Atti 5,29)

L’obiezione di coscienza di cui tanto (poco a mio parere…) si parla di questi tempi è un dovere per il cristiano. Perchè il cristiano è chiamato a ricostruire dentro di lui e fuori di lui l’immagine e somiglianza di Dio con cui è stato creato.

Non certo il faccione, l’immagine del potente di turno, che si crede Dio o vuole farsi credere tale. Il Cesare di turno è destinato sempre a perire e ad essere sostituito da un altra illusoria effigie. E nell’effigie di chiunque non è lecito riporre qualsivoglia fiducia.

Solo in Dio il credente riporrà la propria fiducia.

17 Allora Gesù disse loro: «Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio».

Rendete a Cesare quel che è suo: il denaro, il potere, il falso successo, l’effimero del momento. E a Dio quel che è Suo. La fede, l’obbedienza della coscienza e di ogni azione in questo mondo.

E non vi preoccupate per il domani…

33 Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. 34 Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno.

(Matteo 6)

Accresci Signore la nostra fede.
Amen, secondo la Tua volontà.

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Una risposta a Il tributo e la coscienza

  1. Paul Candiago ha detto:

    Rendete a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio». Nel giusto giudizio di Cristo vi e’ un solo Cesare oggi ci sono molti cesari che per la loro cupidigia impoveriscono il popolo.
    Per cui una cosa e’ il giusto tributo=tasse per le necessita’ della societa’; vedi scuole ed ospedali. Quando invece si superanano giusti limiti di partecipazione sociale penso che il Cesare non e’ piu’ un imperatore onesto ma diventa un Tiranno da cui difendersi per non morire di fame. Chi ha occhi per vedere veda. Paul

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