La vigna, i servi, il figlio

1 Poi cominciò a parlare loro in parabole:

«Un uomo piantò una vigna, le fece attorno una siepe, vi scavò una buca per pigiare l’uva e vi costruì una torre; l’affittò a dei vignaiuoli e se ne andò in viaggio. 2 Al tempo della raccolta mandò a quei vignaiuoli un servo per ricevere da loro la sua parte dei frutti della vigna. 3 Ma essi lo presero, lo picchiarono e lo rimandarono a mani vuote.4 Egli mandò loro un altro servo; e anche questo insultarono e ferirono alla testa. 5 Egli ne mandò un altro, e quelli lo uccisero; poi molti altri che picchiarono o uccisero.

6 Aveva ancora un unico figlio diletto e quello glielo mandò per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio”. 7 Ma quei vignaiuoli dissero tra di loro: “Costui è l’erede; venite, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra”. 8 Così lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori dalla vigna. 9 Che farà dunque il padrone della vigna? Egli verrà, farà perire quei vignaiuoli e darà la vigna ad altri.

10 Non avete neppure letto questa Scrittura:
“La pietra che i costruttori hanno rifiutata
è diventata pietra angolare;
11 ciò è stato fatto dal Signore,
ed è una cosa meravigliosa ai nostri occhi”?»

12 Essi cercavano di prenderlo, ma ebbero paura della folla; perché capirono che egli aveva detto quella parabola per loro. E, lasciatolo, se ne andarono.

(Marco 12)

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Una parabola, quella che ci propone oggi il Vangelo di Marco, di non difficile interpretazione. Talmente chiara che, alla fine del racconto, gli avversari di Gesù se la danno a gambe, fuggono, perchè capiscono che egli aveva detto quella parabola per loro.

Il padrone della vigna è il Signore. Egli le tenta tutte, un servo dopo l’altro, un profeta dopo l’altro (ne manda tre, uno dei numeri che indica la pienezza, la completezza del tentativo; ancora oggi si dice che tre è il numero perfetto), ma questi vengono rifiutati ed uccisi, uno dopo l’altro.

Cercava di avere la sua parte dei profitti della vigna, la Creazione, che Egli aveva “affittato” o se preferite “affidato” agli uomini, perchè la custodisse e la facesse fruttare. Ma l’uomo, egoista, pensa di poter tenere tutto per sè. Anzi, pensa di sostituirsi del tutto a Dio, dicono l’eredità sarà nostra.

Allora Egli manda il Figlio. Anche questo viene ucciso, ma la sua uccisione segna, al contrario di quanto speravano i suoi assassini, un cambio netto. La vigna viene tolta ai temporanei affidatari e viene affidata ad altri. A quelli cioè che hanno avuto rispetto per la missione del Figlio, a quelli che hanno scelto di continuarne l’opera, a quelli che non si stancheranno mai di annunciare la Parola del padrone della vigna, che ne faranno l’opera principale della loro vita.

Facciamo nostra l’esortazione di Gesù, per la preghiera di oggi:

10 Non avete neppure letto questa Scrittura:
“La pietra che i costruttori hanno rifiutata
è diventata pietra angolare;
11 ciò è stato fatto dal Signore,
ed è una cosa meravigliosa ai nostri occhi”?»

Verifichiamo se il Cristo è, veramente, la pietra angolare sulla quale poggiamo tutte le scelte della nostra vita. Verifichiamo se la sequela del Cristo, l’obbedire fedele alla Parola di Dio, è veramente una cosa meravigliosa per il nostro cuore e per i nostri occhi, o non è piuttosto un semplice fastidioso richiamo della nostra coscienza…

Accresci la nostra fede, Signore Gesù.

Amen, secondo la Tua volontà.

 

Informazioni su Luca Zacchi

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