Il fico, i mercanti e il perdono

11 Gesù entrò a Gerusalemme nel tempio; e dopo aver osservato ogni cosa intorno, essendo già l’ora tarda, uscì per andare a Betania con i dodici.

Il fico sterile; i mercanti cacciati dal tempio
=(Mt 21:12-13, 18-19; Lu 19:45-48) Gv 2:13-17; Lu 13:6-9
12 Il giorno seguente, quando furono usciti da Betania, egli ebbe fame. 13 Veduto di lontano un fico, che aveva delle foglie, andò a vedere se vi trovasse qualche cosa; ma, avvicinatosi al fico, non vi trovò niente altro che foglie; perché non era la stagione dei fichi. 14 Gesù, rivolgendosi al fico, gli disse: «Nessuno mangi mai più frutto da te!» E i suoi discepoli udirono.
15 Vennero a Gerusalemme e Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare coloro che vendevano e compravano nel tempio; rovesciò le tavole dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombi; 16 e non permetteva a nessuno di portare oggetti attraverso il tempio. 17 E insegnava, dicendo loro: «Non è scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti”? Ma voi ne avete fatto un covo di ladroni».
18 I capi dei sacerdoti e gli scribi udirono queste cose e cercavano il modo di farlo morire. Infatti avevano paura di lui, perché tutta la folla era piena d’ammirazione per il suo insegnamento.
19 Quando fu sera, uscirono dalla città.

La preghiera e la fede; il perdono
=Mt 21:20-22 (Gm 5:16-18; Mt 18:19-22) cfr. 1Gv 5:14-15
20 La mattina, passando, videro il fico seccato fin dalle radici. 21 Pietro, ricordatosi, gli disse: «Rabbì, vedi, il fico che tu maledicesti è seccato». 22 Gesù rispose e disse loro: «Abbiate fede in Dio! 23 In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: “Togliti di là e gettati nel mare”, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto. 24 Perciò vi dico: tutte le cose che voi domanderete pregando, credete che le avete ricevute, e voi le otterrete. 25 Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro, che è nei cieli, vi perdoni le vostre colpe. 26 [Ma se voi non perdonate, neppure il Padre vostro che è nei cieli perdonerà le vostre colpe.]»

(Marco 11)

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Due brevi pericopi con un versetto introduttivo. Questo il Vangelo proposto per la preghiera e la meditazione di oggi. O meglio, per la lectio divina con cui personalmente ed umilmente cerco di aprire la giornata. Umilmente nel senso che lascio che la Parola di Dio umili la mia vita, mettendola sotto la sua lente di ingrandimento, sotto il suo giudizio.

I primi tre momenti della lectio divina sono per l’appunto la lettura, la meditazione e l’orazione. Detto alla latina, lectio, meditatio, oratio. 

Perchè allora dico che inizio la giornata con la preghiera e la meditazione e non viceversa? Perchè in realtà il primo gesto da farsi, di fronte alla Parola di Dio, edi fronte alla giornata in cui saremo chiamati ad applicarla, confrontandoci con essa, è proprio la preghiera, l’invocazione allo Spirito.

Signore, apri le mie labbra, e la mia bocca proclami la tua lode.
(Salmo 51)

Vieni Santo Spirito e manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.

Prima le mie labbra e la mia bocca, l’invocazione personale, perchè ciascuno di noi è anzitutto responsabile per se stesso. Poi l’invocazione dello Spirito alla prima persona plurale, perchè occorre sentirsi parte della stessa comunità, occorre sentirsi chiesa, occorre sentirsi chiamati fuori dal mondo, ma in una assemblea che a quel mondo deve annunziare senza sosta la salvezza.

Leggiamo allora. Noi siamo quel fico dove Gesù viene a cercare frutto. Ne troverà?

Noi siamo tra quelli che si dichiarano frequentatori del tempio? Cosa ci facciamo? Anzi, poichè sappiamo che noi stessi siamo tempio di Dio, cosa ne facciamo? Lo mettimaoin vendita al migliore offerente di turno, nel mondo, o lo spendiamo per il Regno di Dio?

Nota il fratello teologo Robert Cheaib, commentando brevemente questo brano per la rubrica #pregolaparola:

Come i profeti dell’Antico Testamento, Gesù effettua un’azione carica di simbolismo. C’è un nesso forte tra il fico secco e i capi dei Giudei: è l’esistenza infruttuosa. Il frutto di una vita è garanzia della sua continuità. Chi non dà frutto essicca le proprie radici. E l’unico frutto adeguato alla semina del Sì di Dio è il sì totale dell’uomo.

Un sì totale… Può spaventarci la richiesta di Dio, ma vediamo la risposta di Gesù ai discepoli, anche essi spaventati dalla vista del fico seccato fin dalle radici (giustamente, perchè come dice il Salmo 1, le radici del giusto devono essere piantate vicino a ruscelli, nell’acqua della Parola di Dio, il ruscello dell’Antico e quello del Nuovo Testamento, che in realtà sono l’unico fiume del Verbo Eterno; se non lo sono, esse sono le prime a morire, poi muore tutto il resto…):

24 Perciò vi dico: tutte le cose che voi domanderete pregando, credete che le avete ricevute, e voi le otterrete. 25 Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro, che è nei cieli, vi perdoni le vostre colpe. 26 [Ma se voi non perdonate, neppure il Padre vostro che è nei cieli perdonerà le vostre colpe.]»

Questa la risposta di Gesù. Io Sono per-dono per voi, voi siate per-dono dei vostri fratelli e delle vostre sorelle. Non giudicateli per le loro colpe, lasciate il giudizio all’Unico Giusto Giudice che è il Signore. Voi perdonate ed annunciate di nuovo loro la Parola che senza sosta avete ricevuto e state ricevendo, anche stamani.

E che il Signore, Padre, Figlio e Spirito Santo sia con voi.

Che il Signore sia con noi, sia con me e con il vostro spirito.

E che l’ascolto di questa Parola rimanga costante per tutta la nostra giornata.

Amen.

Informazioni su Luca Zacchi

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