Hal 9000

Ho appena finito di rivedere questa scena, trasmessa nella rubrica “Hastag” (e come ti sbagli!) che segue il notiziario di Rai News. Introduceva un servizio sull’intelligenza artificiale, quella dei robot, sulla corsa che si va facendo, ormai la fanno tutti, Google, Amazon, ecc…, verso la realizzazione di macchine che apprendano sempre più profondamente, sempre più “umanamente”.

Ci si arriverà, non temete, all’assoluta disumanizzazione di Hal 9000, ci si arriverà alla necessità di avere eroi che disattivino queste macchine, come fa l’astronauta nel film.

In tante cose ci si è già arrivati, a pensare che la tecnologia possa soppiantare l’umano. Cos’altro sono le tecniche di fecondazione e procreazione assistita portate all’estremo se non questo? Ed a cos’altro portano se non alla disumanizzazione?

Si crede che l’uomo sia Dio, che possa sostituirsi a Dio. E decidere che due uomini o due donne possano procreare. Che donne incapaci biologicamente di farlo possano diventare madri. Che si possa diventare padri o madri senza mai essersi messi in gioco in un vero rapporto con l’altro da sè; l’uomo con la donna, la donna con l’uomo. Maschi e femmina li creò. Maschio e femmina è l’uomo immagine di Dio. Ish ed ishà costituiscono l’unico Adam. Ce ne vogliono due, perchè solo Dio è Uno!

Così ora c’è chi vorrebbe lasciare anche altro alle macchine, illudendosi di esserne il padrone ed il signore, illudendosi di poterle sempre controllare. O coscientemente volendole usare come strumento più alto ed assoluto di dominio sugli altri. Macchine costose, costosissime, non certo alla portata di tutti. Costi pagati come sempre dall’umanità povera di questo mondo.

Non sono certo io un luddista, uno che odia le macchine o la tecnologia. Uno che lavora con i computer e la rete dal 1984 non può certo esserlo. Ma proprio perchè conosco bene la tecnologia e le sue potenzialità, conosco bene anche il delirio di onnipotenza che può dare, e soprattutto conosco bene l’animo umano e la sua infinita capacità di peccato, grande solo quanto la sua infinita capacità di far del bene.

L’uomo, come sempre, è la chiave. La scelta che egli fa per Dio e la sua Creazione, che lo ricostituisce nell’Uno, o quella che fa per sè stesso, per il suo illusorio primato, che lo disperderà, per sempre diviso, nell’universo, che lo perderà nello spazio profondo, che lo costingerà dove sarà solo pianto e stridore di denti, rimpianto eterno per l’umanità perduta. In poche parole, inferno.

Informazioni su Luca Zacchi

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