L’infallibilità, riflessioni

Il Corriere della Sera, il 28 aprile, ha dato spazio ad un intervista del teologo Hans Kung sull’infallibilità pontificia. Questo diceva di aver ricevuto una lettera da Papa Bergoglio che apriva alla speranza su un ripensamento di questo dogma.

Alcuni fratelli di fede riformata hanno visto la cosa come un auspicio e mi hanno chiesto un parere.

Capisco, che il simbolo “infallibilità” sia importante, però a mio parere non è il dogma, così come è formulato, ad essere il problema vero. E’ quella che Leonardo De Chirico, nel testo che ho appena pubblicato su questo blog, chiama la “struttura imperiale” della chiesa cattolica, per cui conta poco che il Papa parli o non parli ufficialmente ex-cathedra e che parli solo di questioni di fede e morale (le due condizioni per una definizione dogmatica, solo due volte verificatesi secondo la Chiesa cattolica dal 1870 ad oggi, non a caso, per i motivi che poi scriverò sotto, per definire due dogmi mariani, Immacolata Concezione ed Assunzione).

E’ il fatto che un pronunciamento papale venga comunque attorniato da questa, come dire, ‘aureola’ di infallibilità. Il motivo per cui ancora oggi si usa dire che “Roma locuta, causa finita” o soluta, che dir si voglia.

Il problema è l’ecclesiologia cattolica, l’autocomprensione che la chiesa cattolica ha di sè stessa come il luogo teologico dove risiedono in pienezza e perfettamente tutti i mezzi di salvezza. Per cui può accogliere in sè tutto ed il suo contrario perchè trova dei semi di verità che pensa di poter ‘raddrizzare’ o ‘redimere’ nel verso voluto dal Signore, di cui si sente Mediatrice. Maria Mediatrice è nella comprensione cattolica la Chiesa Mediatrice.

Altro auspicio di tanti riformati che andrà sempre deluso, che la Chiesa muti la sua devozione verso Maria, o le forme di essa. Non lo farà mai, perchè dovrebbe mutare l’autocomprensione di se stessa. Non a caso, scrivevo sopra, l’infallibilità è stata usata per due dogmi relativi a Maria, Madre di Dio.

C’è solo una mamma, la mamma è sempre la mamma, si dice nel parlare comune.
Così c’è solo una Chiesa, la Chiesa è sempre la Chiesa ed è la Chiesa cattolica.

Questa autocomprensione di se stessa che è della Chiesa cattolica è il vero motivo per cui ad un certo punto ho scelto di lasciare la chiesa cattolica e di smettere di esercitare in essa il ministero ordinato.

Non perchè innamorato, o perchè non mi piacesse il mio ministero, o perchè avessi qualche motivo per ritenere nulla ed invalida la mia ordinazione.
La mia ordinazione era perfettamente valida, sapevo perfettamente quello che facevo, cosa ricevevo, cosa ne pensava la Chiesa.
Ero formatore in un Seminario Pontificio, avevo persino partecipato come un addetto di segreteria al Sinodo dei Vescovi in Vaticano sulla formazione al sacerdozio ministeriale.

Ma agendo nel ministero, nel ruolo di presbitero ordinato, mi sono pian piano reso conto che era nulla la mia accettazione di questo modo di concepire la Chiesa, come se la salvezza risiedesse in essa e non nel Solus Christus. Come se ci fossero altre fonti della Rivelazione oltre alla Sola Scriptura.

Ascoltavo per lunghe ore, anche, le confessioni, ma credevo che fosse la Parola di Dio, e solo quella, a perdonare i peccati dei penitenti. E non certo il fatto che io agissi a nome della Chiesa. La Parola di Dio perdona, salva, spinge a conversione, io potevo solo annunciarla, accettarne di essere un umile strumento, un servo inutile. Sola Gratia.

Celebravo il Culto al Signore ed avevo due punti di riferimento. La Parola di Dio e l’Eucaristia, la Santa Cena. Tuttora credo che il Cristo sia presente realmente nel Pane e nel Vino, che questi siano il Suo Corpo ed il Suo Sangue. Non mi dilungo ne ho scritto diverse volte. Sola Fide. Il Verbo Incarnato e la Persona reale del Cristo. Il Verbo Incarnato è la Persona reale del Cristo.

Trovo sconsolante, da un certo punto di vista, che ancora ci sia chi guardi con speranza, come Kung, ad un “Vaticano III” o simile. Non cambierebbe nulla. Perchè avrebbe le stesse caratteristiche del Vaticano II. Un semplice, più o meno profondo ripensamento o aggiornamento di forme, ma che non muta in nulla la sostanza della teologia cattolica.

Un po’ come le tante dichiarazioni di Papa Francesco. Che non cambiano nulla a livello dottrinale o teologico, ma solo nell’atteggiamento pastorale. Che però, nella Chiesa cattolica, al di là di quanto comunemente si dice, è già parecchio permissivo, ondeggiante tra un estremo e l’altro. Tra la Fraternità di Lefebvre e Kung per l’appunto.

Nessun decreto dogmatico del Concilio di Trento è stato abolito, cambiato o sconfessato dal Concilio Vaticano II. Non lo è stato e non lo sarà in futuro nemmeno il Vaticano I.
O la Chiesa cattolica dovrebbe negare quella che da secoli è l’autocomprensione di sè stessa.

Ed ora… vado a schiacciare le patate…

Informazioni su Luca Zacchi

http://www.lucazacchi.it - On the ancient path of God, the Holy Bible. Work in #InformationTechnology and #Communication since 1984. Project #digitalstrategy. #PlaySubbuteo since 1973
Questa voce è stata pubblicata in Fede_Cristiana. Contrassegna il permalink.