Così creativi, così violenti.

Quando le espressioni occultano e rendono astratte le cose, specie le realtà umane, occorre sempre diffidare. Quando Joseph o Kinu invece di essere chiamati con il loro concreto nome vengono indicati come ‘razza inferiore’ o ‘nero’ o ‘profugo’ diventa più facile manipolare le opinioni e le azioni su di loro. Quando si inventano espressioni così generiche, specie in campi come il diritto, lo spazio per la prepotenza, per l’arbitrio sulla vita si allarga pericolosamente. La comunicazione può decidere se servire il potere o la verità. Se accettare e divulgare espressioni comode per non affrontare la realtà o addirittura per violarla. Oppure resistere, e inventarne altre. E per farlo occorre un interesse al vero almeno pari a quello di chi inventa espressioni in nome del potere e della astrazione.

Betania's Bar

affittoQuando le espressioni ( e astrazioni) del linguaggio comune manipolano la realtà. (Lidia e uno dei nostri giornalisti -scrittori preferiti).

di Davide Rondoni

Verrebbe da dire che siamo in un’epoca di grande creatività. Spuntano nuove espressioni che prendono la scena, si impongono nel dibattito. E verrebbe da dire: bello, un segno di fantasia. Nascono nuove espressioni, spesso colorite, rimbalzano sui media, sui social. E a volte ne sostituiscono altre. E verrebbe da dire: buon segno, una società viva crea sempre nuove espressioni per raccontare di sé. Succedono fatti,

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