Lettera ad un amico, e a tanti

Mi capita, come a tutti, di discutere. Non di cose futili di solito, che quelle, per come sono io, lasciano il tempo che trovano. Di solito discuto di cose che reputo importanti. L’educazione dei figli, l’origine e la fine della vita, le priorità da avere in famiglia, quelli che molti definiscono i massimi sistemi.

Di queste cose non si parla con tutti, Infatti. Se ne parla con i familiari, gli amici, qualche parente, gli altri genitori della scuola.

Più ci tengo a qualcuno, più ci discuto. Più non gliela faccio passare liscia se mi delude. Più mi inquieto. 

Ma mi sforzo, sempre di non giudicare, so che non tocca a me il giudizio. E se l’amico mi richiama, rispondo… E riprendiamo a parlare. E non smetto comunque di volergli bene.

Ringrazio l’amico, recentissimo,  Piero Cammerinesi per questo brano dell’autore del “Il piccolo principe” che segue per la mia è la vostra meditazione.

E ringrazio l’amico di tanti anni che mi ha telefonato stamani.

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L’amico è innanzi tutto colui che non giudica.

Egli apre la porta al viandante, alle sue stampelle, al suo bastone deposto in un canto e non gli chiede di danzare per giudicare la sua danza. E se il viandante parla della primavera oramai sopraggiunta, l’amico è colui che riceve dentro di sé la primavera. E se egli racconta l’orrore della carestia nel villaggio dal quale proviene, l’amico soffre con lui la fame. L’amico nell’uomo è la parte destinata a te e che apre per te una porta che forse non aprirebbe mai per nessun’altro.

Il tuo amico è un amico vero, e tutto quello che dice è vero.

L’amico nel tempio, quello che grazie a Dio io sfioro e incontro, è colui che volge verso di me lo stesso mio viso, illuminato dallo stesso Dio, anche se tu sei piovuto dal cielo e io sto costruendo la mia cittadella.
Io ti posso incontrare al di sopra di tutte le nostre divisioni, e posso divenire tuo amico.
Quello che riceverai da me con amore è come un’ambasciatore del mio mondo interiore. Tu lo tratti bene, lo fai sedere e lo ascolti. Ed eccoci felici.
L’amicizia è innanzi tutto una tregua e una grande circolazione dello spirito al di sopra delle divisioni particolari.

L’ospitalità e la cortesia sono incontri dell’uomo nell’uomo. Incontrerai fin troppi giudici per il mondo. Se si tratta di plasmarti in modo diverso e di rafforzarti, lascia questo compito ai nemici. Se ne incaricheranno loro, come la tempesta scolpisce il cedro.

Perché Dio quando entri nel suo tempio, non ti giudica più, ma ti accoglie.

Antoine de Saint Exupéry

Informazioni su Luca Zacchi

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2 risposte a Lettera ad un amico, e a tanti

  1. mauriziodones ha detto:

    L’ha ribloggato su Betania's Bare ha commentato:
    Un fratello, Luca, che ci parla col cuore in mano di amicizia.
    Semplicemente grazie!

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  2. lucetta ha detto:

    Grazie Luca. Le tue parole ed il brano mi aiutano. In questo momento sto vivendo proprio il malessere di un’amica che invece di aprirsi con me si chiude sempre di più lasciandomi nell’incertezza e nella preoccupazione. Non so come agire, mi limito a pregare ed a mandarle messaggi di saluto per non risultare invadente…..però il suo mutismo mi lascia perplessa. Chissà forse farei anch’io così? Non lo so ma devo cercare di non giudicare e mettermi nei suoi panni.

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