Un falso uso di un bene vero, la procreazione

Leggo, sul blog di un amico, riportato questo brano di Gustave Thibon.

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Non esistono
, secondo quanto insegna un cristianesimo superficiale, beni veri che appartengono al cielo e beni falsi che appartengono alla terra: ma soltanto beni veri situati, ognuno, al loro posto e nei propri limiti, nella gerarchia dell’essere.

Esiste però un uso falso di questi beni veri.
Tale uso falso dei doni veri di Dio, determinato dall’egoismo, dall’impazienza o dall’orgoglio non si limita ai beni temporali: colpisce quasi altrettanto i beni eterni.

Incontriamo forse molto meno devoti sofisticati che amanti egoisti? E qual è il più futile e il più bugiardo degli uomini, colui che prostituisce la carne nei baci o colui che prostituisce Dio nelle preghiere?

Dove trovare censori delle gioie terrestri a cui si possa dire: prima di rimproverarci il cattivo uso di ciò che è transitorio, mostrateci, con il vostro esempio, il vero uso di ciò che è stabile.
Voi condannate la nostra idolatria della vita. Ma quale idolo ancor più vuoto e falso voi adorate sotto il nome di spirito.

(Gustave Thibon, Il pane di ogni giorno, Morcelliana, Brescia 1949, p. 153-154)

Ci riflettevo rapidamente sopra, pensando alle tante discussioni con amici e conoscenti, ad esempio, sull’amore di una coppia dello stesso sesso, verso i figli di uno dei due che fanno parte dell’unione, o verso dei figli comprati come se fossero oggetti.

C’è sicuramente amore vero, in molta parte di queste coppie, verso questi bambini. Ma io direi che è il minimo sindacale! Il bene che essi vogliono a questi bambini, per dirla con Thibon, è un bene vero, è un bene che appartiene al cielo, perchè ogni bene appartiene al cielo, dal cielo viene ed al cielo è destinato a tornare. E’ il modo che il Signore ha di proteggere quelle sue piccole creature.

Il problema non è il bene che, dopo, si vuole a quei bambini, il marcio non è MAI nei bambini. E’ nel falso uso che si fa di un bene vero.
Il bene vero della procreazione, della nascita di una nuova vita, del suo sviluppo, della sua crescita, viene pervertito dal desiderio egoistico del volersi riprodurre contro natura, perchè da due uomini, maschi, mai nessuna creatura potrà nascere, o dal volersi riprodurre oltre la natura, nel caso delle due donne, femmine, perchè in una coppia non potranno mai esserci due madri naturali.
Viene pervertito, in entrambi i casi, dal costringere il figlio ad essere fin dalla nascita orfano di padre o di madre.

E’ un caso classico di bene eterno, la vita, la procreazione, pervertito dall’uso peccaminoso, per desiderio egoistico ed orgoglio dello stesso. Ed il bene che comunque ne può derivare, se questi bambini vengono amati, viene esclusivamente dalo bene che lo Spirito di Dio mette nei cuori di questi uomini e di queste donne per proteggere le sue creature più innocenti.

Informazioni su Luca Zacchi

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