Carne e Sangue

52 I Giudei dunque discutevano tra di loro, dicendo: «Come può costui darci da mangiare la sua carne?»

53 Perciò Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me, e io in lui. 57 Come il Padre vivente mi ha mandato e io vivo a motivo del Padre, così chi mi mangia vivrà anch’egli a motivo di me.

58 Questo è il pane che è disceso dal cielo; non come quello che i padri mangiarono e morirono; chi mangia di questo pane vivrà in eterno».

59 Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga di Capernaum.

(Giovanni 6)

bibbiaaperta

Carne e Sangue. Gesù chiede di essere partecipi della sua vita completamente, con tutto sè stessi. Con la debolezza della nostra carne, di cui Egli è consapevole, che però viene rinvigorita e resa forte dalla partecipazione della Sua, e con tutto il nostro sangue, con tutta la nostra vita, la nostra vitalità, da mettere al suo servizio.

Non è un caso che in questa stessa giornata, venerdì della terza settimana di Pasqua, si legga (Atti 9:1-20) il racconto della conversione di Saulo di Tarso, poi Paolo.

1 Saulo, sempre spirante minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al sommo sacerdote, 2 e gli chiese delle lettere per le sinagoghe di Damasco affinché, se avesse trovato dei seguaci della Via, uomini e donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme.

3 E durante il viaggio, mentre si avvicinava a Damasco, avvenne che, d’improvviso, sfolgorò intorno a lui una luce dal cielo 4 e, caduto in terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» 5 Egli domandò: «Chi sei, Signore?» E il Signore: «Io sono Gesù, che tu perseguiti. 6 Àlzati, entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». 7 Gli uomini che facevano il viaggio con lui rimasero stupiti, perché udivano la voce, ma non vedevano nessuno. 8 Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla; e quelli, conducendolo per mano, lo portarono a Damasco, 9 dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda.

10 Or a Damasco c’era un discepolo di nome Anania; e il Signore gli disse in visione: «Anania!» Egli rispose: «Eccomi, Signore». 11 E il Signore a lui: «Àlzati, va’ nella strada chiamata Diritta, e cerca in casa di Giuda uno di Tarso chiamato Saulo; poiché ecco, egli è in preghiera, 12 e ha visto in visione un uomo, chiamato Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista». 13 Ma Anania rispose: «Signore, ho sentito dire da molti di quest’uomo quanto male abbia fatto ai tuoi santi in Gerusalemme. 14 E qui ha ricevuto autorità dai capi dei sacerdoti per incatenare tutti coloro che invocano il tuo nome». 15 Ma il Signore gli disse: «Va’, perché egli è uno strumento che ho scelto per portare il mio nome davanti ai popoli, ai re, e ai figli d’Israele; 16 perché io gli mostrerò quanto debba soffrire per il mio nome».

17 Allora Anania andò, entrò in quella casa, gli impose le mani e disse: «Fratello Saulo, il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada per la quale venivi, mi ha mandato perché tu riacquisti la vista e sia riempito di Spirito Santo». 18 In quell’istante gli caddero dagli occhi come delle squame, e ricuperò la vista; poi, alzatosi, fu battezzato. 19 E, dopo aver preso cibo, gli ritornarono le forze. Rimase alcuni giorni insieme ai discepoli che erano a Damasco, 20 e si mise subito a predicare nelle sinagoghe che Gesù è il Figlio di Dio.

Egli è grandemente peccatore verso il Cristo, ed i cristiani, ed il Cristo lo sbatte a terra, lo acceca, lo rende consapevole del nulla che è la sua carne peccaminosa senza di lui.

Poi lo rialza e lo invita a partecipare della Sua Carne con tutta la sua esuberanza, a mettere il suo sangue, la sua vitalità a servizio del sangue del Cristo, della vita del Cristo, di cui da quel momento in poi Paolo diventa il più grande annunciatore, il più grande angelo.

Da Saulo angelo del male, a Saulo angelo di Dio, araldo del Cristo.

Ma, sempre in Atti, Luca ci fa vedere come il Cristo operi anche nel discepolo Anania. Questi era incerto, sapeva chi era Saulo, si chiedeva come potesse cambiare nella sua carne, nel suo peccato. Il Signore lo rimprovera, lo richiama alla realtà nuova di cui è portatore (il nome Anania significa “Il Signore è misericordioso”, ovvero, il Signore vede la miseria del cuore ed è capace di cambiarla, di trasformarla):

Ma il Signore gli disse: «Va’, perché egli è lo strumento che ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d’Israele; e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome».

Ed Anania, come avvenne nei tempi antichi per il profeta Giona, ritrova se stesso:

Allora Ananìa andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Sàulo, fratello, mi ha mandato a te il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti la vista e sia colmato di Spirito Santo». E subito gli caddero dagli occhi come delle squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato, poi prese cibo e le forze gli ritornarono.

Anania ritrova se stesso, impone le mani a Saulo (ovvero gli trasmette lo Spirito di cui era stato a sua volta riempito) gli comunica l’avvenuta sua trasformazione nella carne e questo Spirito prende a scorrere, diventa nuovo sangue, ridà vita agfli occhi da cui cadono le squame e che tornano a vedere, ridà nuova forza alle gambe, che rendono Paolo capace di rialzarsi, e così via. Dopo tre giorni senza cibo e bevanda (non certo un numero scelto a caso, è il simbolo della rinascita di Saulo, legato ai tre giorni della resurrezione del Cristo) sono la Carne ed il Sangue di Gesù a restituire le forze a Saulo.

E che forze! Paolo da allora non si sarebbe più fermato. Avrebbe trovato l’unica sua ragione di vita nell’annunciare Gesù.

Chiediamo anche noi, incessantemente, il dono dello Spirito. Combattiamo la carne ed il sangue del nostro peccato, riempiamoci solo della Carne e del Sangue del Cristo, portiamo come Anania la Sua misericordia. Annunciamo come Paolo la Sua salvezza, la salvezza che è solo nel Suo Nome.

Amen, Signore, secondo la Tua volontà.

Informazioni su Luca Zacchi

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