Millerighe e nessun senso

Un articolo scritto magnificamente, sul non senso dell’essere cosmopolitan. Perchè a noi cristiani piace di più essere cosmopoliti, ovvero innmorati del mondo edi ogni vita che c’è in esso. A partire dalla più indifesa. Da quella che ti è appena nata in grembo. Grazie Paola Belletti.

paolabelletti

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Premetto che considero un consistente numero di testate molto più credibili e accattivanti di Cosmopolitan. Come  rivista poi che promuove trend e cose in e out per me non ha rivali Starmale, mensile di cose brutte, malessere e disagi.

Come non fare proprie ad esempio le tecniche per percepire il presente come rimpianto? E come non provare sincero sollievo al sapere che finalmente Wats App propone la terza spunta? Starà ad indicare la banalità di un concetto.

Non posso poi non appassionarmi al racconto delle storie delle start up italiane: da un modesto garage a uno squallido scantinato.

Tremo con chi, come me, percepisce con ansia il movimento rotatorio terrestre.

Va bene basta. Dai pochissimi like che ho preso su Facebook ho capito che questa comicità non è apprezzatissima.

Comunque Cosmpolitan è a mio neanche troppo modesto avviso una fogna glitterata.

Ci rovescia addosso su pagine patinate e costellate…

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Informazioni su Luca Zacchi

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