Sabato dell’Ottava di Pasqua, andate e predicate

9 Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demòni. 10 Questa andò ad annunciarlo a coloro che erano stati con lui, i quali facevano cordoglio e piangevano. 11 Essi, udito che egli viveva ed era stato visto da lei, non lo credettero.
12 Dopo questo, apparve in modo diverso a due di loro che erano in cammino verso i campi; 13 e questi andarono ad annunciarlo agli altri; ma neppure a quelli credettero.
14 Poi apparve agli undici mentre erano a tavola e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che l’avevano visto risuscitato.

La missione affidata ai discepoli
=(Mt 28:16-20; Lu 24:46-49, 50-53; At 1:1-12) Gv 21:1-24; 1Co 15:6-7

bibbiaaperta

15 E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura.

(Marco 16)

Il commento alla Parola di Dio oggi lo lascio a Leone Magno, teologo di grande spessore, come testimoniano i suoi numerosissimi scritti, combattente in prima linea, contro l’eresia manichea sul piano religioso e sul piano politico per l’indi pendenza e la libertà dei cristiani. Fu Papa, primate della Chiesa di Roma per ben ventun anni (all’undicesimo posto in questa particolare ‘classifica’ dove, lo riporto per vostra curiosità, ai primo posti sono Pio IX, 31 anni, Giovanni Paolo II, quasi 27 e Leone XIII, 25 e spiccioli).

Leone Magno nel commento si sofferma sulla nuova condizione del cristiano, che deve essere rivolto verso il cielo più che verso la terra, che deve abbandonare del tutto la decadenza verso cui lo porta il proprio peccato, e che ha in sè la forza per vincere le passioni sbagliate della carne. Per chi se lo chiedesse si, ci inserisco anche le deviazioni sessuali, di qualsiasi tipo, anche quelle che oggi parte della nostra società ci vuoe convincere siano “normali” e lecite.

Ma la Parola di Dio aggiunge e sottolinea anche un’altra cosa, che non basta fare questo per sè, per la propria vita, ma bisogna anche andare e predicare, ovvero affermare la Verità sull’essere umano. Senza mai stancarsi e senza fare ‘sconti’.

E qui il mio pensiero è andato anche alla prossima esortazione post sinodale sui temi della famiglia, Amoris Laetitia si chiamerà, di prossima uscita da parte del Papa Francesco. Anche da cristiano riformato, è un documento che aspetto di leggere e che spero non dia adito a dubbi o incertezze su quelli che sono i valori irrinunciabili e inderogabili per un cristiano sul tema. Perchè comunque, vista la fonte autorevole sull’opinone pubblica, è destinato ad influenzare orientamenti e costumi di tanti. Quindi spero che sia il più fedele possibile a quanto afferma la Parola di Dio, sine glossa e senza aggiustamenti pastorali di comodo come sperano in tanti, troppi a mio modo di vedere, nel mondo cattolico. Specie in Italia e nel cosiddetto primo mondo (cosiddetto, perchè la decadenza di questo è tale che presto si ridurrà ad essere l’ultimo, forse già lo è sul piano morale e spirituale…).

Leone Magno (? – ca 461), papa e dottore della Chiesa
Discorso 58, 20° sulla Passione; SC 74, 252

« I suoi seguaci erano in lutto e in pianto… Disse loro: ‘Andate i tutto il mondo e predicate il Vangelo’ »

Non ci prenda lo spettacolo delle cose di questo mondo; i beni della terra non distolgano i nostri sguardi dal cielo.

Riteniamo superato ciò che è ormai quasi nulla; il nostro spirito, attaccato a quel che deve rimanere, fissi il suo desiderio sulle promesse dell’eternità. Benché ancora solo “nella speranza, noi siamo stati salvati” (Rom 8,24), benché assumiamo ancora una carne soggetta alla corruzione a alla morte, possiamo proprio affermare tuttavia che viviamo fuori della carne, se sfuggiamo al potere delle sue passioni. No, non meritiamo più il nome di questa carne, dal momento che ne abbiamo fatto tacere i richiami.

Il popolo di Dio si accorga dunque che è “una creazione nuova in Cristo” (2 Cor 5,17). Capisca bene da chi è stato scelto e a chi sceglie di appartenere.

L’uomo nuovo non ritorni nell’incostanza del suo stato antico. Colui “che ha messo mano all’aratro” (Lc 9,62) non cessi di lavorare, vegli sul grano che ha seminato, non ritorni verso quello che ha lasciato.

Nessuno ricada nella decadenza dalla quale si era rialzato. E se, per la debolezza della carne, qualcuno giace ancora in una di queste malattie, prenda la ferma risoluzione di guarire e di rialzarsi.

Tale è la via della salvezza; tale è il modo di imitare la risurrezione iniziata da Cristo… I nostri passi abbandonino le sabbie mobili per camminare sulla terra ferma, poiché sta scritto: “Il Signore fa sicuri i passi dell’uomo e segue con amore il suo cammino. Se cade, non rimane a terra, perché il Signore lo tiene per mano” (Sal 37,23).

Fratelli carissimi, tenete ben presenti in mente questi pensieri, non solo per la festa di Pasqua, ma anche per santificare tutta la vostra vita.

Informazioni su Luca Zacchi

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