Giovedì dell’Ottava di Pasqua, non a noi Signore, non a noi

11 Mentre quell’uomo teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico detto di Salomone.

Discorso di Pietro nel tempio
At 4:5-12; 2:22-36; 5:30-32
12 Pietro, visto ciò, parlò al popolo, dicendo:

«Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo? Perché fissate gli occhi su di noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare quest’uomo? 13 Il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi metteste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, mentre egli aveva giudicato di liberarlo. 14 Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; 15 e uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti. Di questo noi siamo testimoni. 16 E, per la fede nel suo nome, il suo nome ha fortificato quest’uomo che vedete e conoscete; ed è la fede, che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti.

17 Ora, fratelli, io so che lo faceste per ignoranza, come pure i vostri capi. 18 Ma ciò che Dio aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, cioè, che il suo Cristo avrebbe sofferto, egli lo ha adempiuto in questa maniera.

19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, perché i vostri peccati siano cancellati 20 e affinché vengano dalla presenza del Signore dei tempi di ristoro e che egli mandi il Cristo che vi è stato predestinato, cioè Gesù, 21 che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose; di cui Dio ha parlato fin dall’antichità per bocca dei suoi santi profeti. 22 Mosè, infatti, disse: “Il Signore Dio vi susciterà in mezzo ai vostri fratelli un profeta come me; ascoltatelo in tutte le cose che vi dirà. 23 E avverrà che chiunque non avrà ascoltato questo profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo”.

24 Tutti i profeti, che hanno parlato da Samuele in poi, hanno anch’essi annunciato questi giorni.

25 Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio fece con i vostri padri, dicendo ad Abraamo: “Nella tua discendenza tutte le nazioni della terra saranno benedette”.

26 A voi per primi Dio, avendo suscitato il suo Servo, lo ha mandato per benedirvi, convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità».

bibbiaaperta

Uomini di Israele…, così Pietro inizia il suo discorso alla folla, stupefatta per la guarigione dell’uomo non più storpio, che si accalca intorno a lui ed a Giovanni.

Si accalca con il solito obiettivo, quello di ‘normalizzare Dio,’, quello di pensare che sia un merito dell’uomo, di Pietro o di Giovanni, quanto è accaduto. L’uomo vuole pensare questo, vuole pensare che ci siano degli uomini capaci di compiere miracoli da sè stessi, perchè questo allontana l’Onnipotenza di Dio, allontana in realtà, fingendo di avvicinarla, la signoria assoluta di Dio sull’esistenza e sulla vita.

Perchè, pensateci bene, se degli uomini sono capaci di tanto da soli, che bisogno c’è di Dio alla fine? E’ lo stesso motivo perchè tanti volevano fare re Gesù. Re, alla maniera umana. Come Saul, come Davide, re, scelti da Dio, ma alla fine peccatori come gli altri.

Ma Gesù non era così. Egli era veramente Uomo, ma eccetto il peccato. Egli non conobbe peccato. Egli lo portò su di sè, sul legno della Croce, ma per sconfiggerlo, per vincerlo in maniera definitiva.

Egli era, prosegue Pietro, il Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri, il Dio di Mosè, il Santo, il Giusto, il Principe della vita. Un attributo di Dio dopo l’altro viene riportato al Cristo. Perchè così è.

E’ la fede in Dio, la fede nel Suo Cristo che ha guarito l’uomo non più storpio, non i meriti o le qualità di Pietro e di Giovanni. E’ la misericordia di Dio, del Suo Cristo che ha steso la mano usando di quella di Pietro come di uno strumento, mosso dalla fede, certo, ma dalla fede in Lui.

Solo la fede in Dio guarisce. Solo la Sua Grazia muove la Sua misericordia. Solo nel Suo Nome è la gloria.

Uomini di Israele…, siamo anche noi, fratelli e sorelle. Che anche oggi cerchiamo di portare gloria al nostro mulino. Pietro e Giovanni noi oggi li chiamiamo scienza, tecnica, progresso. Crediamo, come allora, che sia opportuno portare la gloria nel campo dell’uomo, cerchiamo, come allora, di escludere Dio dall’orizzonte della nostra vita, dall’orizzonte di ciò che è necessario alla nostra società.

Siamo talmente spaventati e circondati dal peccato, che invece di ricordarci che esso è stato sconfitto e perdonato, reagiamo aggiungendone altro sperando, chissà, che il nostro non si noti, o passi in secondo piano.

Ma non è così. Non si cambia. E come disse Mosè “avverrà che chiunque non avrà ascoltato questo profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo“.

Solo del Signore è la gloria.

Preghiamo:

1 Non a noi, o SIGNORE,
non a noi,
ma al tuo nome da’ gloria,
per la tua bontà e per la tua fedeltà!
2 Perché le nazioni dovrebbero dire:
«Dov’è il loro Dio?»
3 Il nostro Dio è nei cieli;
egli fa tutto ciò che gli piace.
4 I loro idoli sono argento e oro,
opera delle mani dell’uomo.
5 Hanno bocca e non parlano,
hanno occhi e non vedono,
6 hanno orecchi e non odono,
hanno naso e non odorano,
7 hanno mani e non toccano,
hanno piedi e non camminano,
la loro gola non emette alcun suono.
8 Come loro sono quelli che li fanno,
tutti quelli che in essi confidano.
9 Israele, confida nel SIGNORE!
Egli è il loro aiuto e il loro scudo.
10 Casa d’Aaronne, confida nel SIGNORE!
Egli è il loro aiuto e il loro scudo.
11 Voi che temete il SIGNORE,
confidate nel SIGNORE!
Egli è il loro aiuto e il loro scudo.
12 Il SIGNORE si è ricordato di noi;
egli benedirà,
sì, benedirà la casa d’Israele,
benedirà la casa d’Aaronne,
13 benedirà quelli che temono il SIGNORE,
piccoli e grandi.
14 Il SIGNORE moltiplichi le sue grazie
a voi e ai vostri figli.
15 Siate benedetti dal SIGNORE,
che ha fatto il cielo e la terra.
16 I cieli sono i cieli del SIGNORE,
ma la terra l’ha data agli uomini.
17 Non sono i morti che lodano il SIGNORE,
né alcuno di quelli che scendono nella tomba;
18 ma noi benediremo il SIGNORE,
ora e sempre.
Alleluia.

(Salmo 115)


Informazioni su Luca Zacchi

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