Mercoledì dell’Ottava di Pasqua, tre porte in Una

Χριστός ἀνέστη
Ἀληθῶς ἀνέστη

Il Signore è Risorto
E’ veramente Risorto

Guarigione di uno zoppo
At 4:9-22; 9:32-35; 14:8-10

1 Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera dell’ora nona, 2 mentre si portava un uomo, zoppo fin dalla nascita, che ogni giorno deponevano presso la porta del tempio detta «Bella», per chiedere l’elemosina a quelli che entravano nel tempio. 3 Vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, egli chiese loro l’elemosina.

4 Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: «Guardaci!» 5 Ed egli li guardava attentamente, aspettando di ricevere qualcosa da loro. 6 Ma Pietro disse: «Dell’argento e dell’oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!» 7 Lo prese per la mano destra, lo sollevò; e in quell’istante le piante dei piedi e le caviglie gli si rafforzarono. 8 E con un balzo si alzò in piedi e cominciò a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.

9 Tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Dio; 10 e lo riconoscevano per colui che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta «Bella» del tempio; e furono pieni di meraviglia e di stupore per quello che gli era accaduto. 11 Mentre quell’uomo teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico detto di Salomone.

Guarigione in tre atti, quella dello storpio alla porta detta “Bella”.

Primo atto, primo momento, primo elemento. Porta della Presenza.
Si entra alla Presenza del Padre. 

Perchè “Bella”? Non semplicemente perchè era quella dove i poveri potevano chiedere l’elemosina a quelli che entravano nel tempio ma perchè si riteneva che la Skekhinah, la Presenza Divina, si manifestasse a questa porta e da questa porta, detta anche Porta d’OroSha’ar Harachamim,  ovvero Porta della Misericordia, secondo il profeta Ezechiele sarebbe transitato il Messia. In arabo è chiamata anche Porta della Vita Eterna.

1 Poi egli mi ricondusse verso la porta esterna del santuario, che guarda a oriente. Essa era chiusa. 2 Il SIGNORE mi disse: «Questa porta sarà chiusa; essa non si aprirà e nessuno entrerà per essa, poiché per essa è entrato il SIGNORE, Dio d’Israele; perciò rimarrà chiusa. 3 Quanto al principe, siccome è principe, potrà sedervi per mangiare il pane davanti al SIGNORE; egli entrerà per la via del vestibolo della porta e uscirà per la medesima via».

(Ezechiele 44)

Riepilogando, secondo la tradizione ebraica, quando il Tempio fu distrutto, la presenza divina (Shekhinah), che dimorava nel Sancta Sanctorum, se ne andò attraverso la Porta d’oro e proprio da lì rientrerà quando il Tempio sarà riedificato.
Secondo la tradizione cristiana lo stesso avverrà con il Secondo Avvento di Cristo mentre i Vangeli riportano come Gesù già fece attraverso questa porta il suoIngresso in Gerusalemme (Baioforos) il giorno della Domenica delle Palme.
Nel testo greco di Atti 3 la porta è indicata con il termine tecnico specifico di Oraia (Ωραια=bella), ossia quella porta che si trovava non all’entrata del recinto sacro, com’è oggi, bensì all’interno e precisamente nell’Atrio delle donne. Una cattiva traduzione dal greco al latino deve aver fatto nascere, per assonanza della parola oraia con aurea, la denominazione di T.

La comunità musulmana la temeva e la teme. Solimano il Magnifico nel 1541 la fece sigillare. E la comunità musulmana vi fece costruire di fronte un cimitero! E continua ad essere chiusa…

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Secondo atto, secondo momento, secondo elemento. Porta della Misericordia.
Si riceve nuova vita dal Figlio. 

Tornando alla guarigione in tre tempi, perchè all’Ora Nona, alla Porta della Presenza Divina? Perchè il Messia si era manifestato, nella persona del Figlio, di Gesù Cristo, che proprio all’Ora Nona aveva reso lo Spirito al Padre, e che era Risorto, comunicando lo Spirito agli Apostoli che ora, in virtù di quello stesso Spirito e per la fede nel Risorto, possono compiere le Sue stesse opere di guarigione.

La Porta di Misericordia non è più tale per una semplice elemosina in beni terreni, in denaro, ma perchè, passando attraverso lo stesso giogo per cui è passato il Cristo, si acquista una nuova vita. Sia l’Apostolo, che diviene capace di agire in Suo Nome, sia il misero, che viene risanato e restituito a nuova vita.

“Guardaci!” dicono Pietro e Giovanni allo storpio. Guardaci, riconosci in noi il Cristo che agisce, abbi fede in Lui e sarai guarito. La fede in Lui guarisce, non quella in Pietro o Giovanni, nè tantomeno quella nell’oro o nell’argento. Lui li guarda, ma nel modo sbagliato. Allora è la mano di Pietro, la mano del Cristo che agisce attraverso Pietro, che si china su di lui e lo rialza.

Così, con la guarigione piena dello storpio, non per oro ed argento, ricchezze di questo mondo, che non interessano nè mai devono interessare ad un cristiano, si chiude il secondo tempo dell’episodio di Atti 3 che leggiamo oggi (versetti 4-8). Si chiude con il non più storpio che entra nel Tempio, alla Presenza divina, sottolinea Luca, autore degli Atti, camminando, saltando, lodando Dio! Tre azioni, tre sottolineature che stanno ad indicare come l’incontro con il Cristo trasformi completamente. E come l’incontro con il Cristo sia in grado di rimetterci alla Presenza di Dio, del Dio Uno e Trino, Padre, Figlio e Spirito. Tutti e tre presenti in questo episodio.

Terzo atto, terzo momento, terzo elemento. Porta della Vita Eterna.
Si riconosce l’azione dello Spirito e lo si invoca. 

9 Tutto il popolo lo vide che camminava e lodava Dio; 10 e lo riconoscevano per colui che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta «Bella» del tempio; e furono pieni di meraviglia e di stupore per quello che gli era accaduto. 11 Mentre quell’uomo teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico detto di Salomone.

Il momento dello Spirito.

Tutti vedono un uomo, che era storpio, che non aveva nulla, completamente trasformato, che manifesta questo passando sotto la porta che prima lo vedeva immobile e seduto a terra, incapace di agire se non chiedendo pietà.

Il popolo lo vede, lo riconosce. E vede Pietro e Giovanni perchè, dice Luca, quell’uomo, che tramite loro aveva incontrato la Presenza di Dio Padre nella Misericordia di Dio Figlio che lo aveva guarito, ora se li tiene stretti.

E come se li tiene stretti? Come ciascuno di noi, incontrata la Misericordai del Figlio, può tenersi stretta la Presenza del Padre che agisce? Attraverso la preghiera incessante allo Spirito. Attraverso una preghiera incessante, fedele, gioiosa che renda presente Dio agli altri.

Non solo e non tanto con gesti plateali o che cercano lo stupore, ma proprio così, tenendosi stretto il Signore, tenendosi stretta la Sua Parola, facendo percepire agli altri sempre, nella gioia come nel dolore, che senza Parola non può stare, che senza Parola la sua vita perde di senso, che senza Parola non sa saltare gli ostacoli che la vita di ogni giorno gli pone, che senza Parola non sa nemmeno camminare per le strade di questo modno, che si perde, si smarrisce.

L’uomo non più storpio ora pende dalle parole di Pietro e Giovanni perchè le loro sono la Parola di Dio fatta carne attraverso la Morte e la Resurrezione del Cristo. L’uomo non più storpio si tiene stretta la Parola di Dio invocando lo Spirito sulla sua vita, sul suo ascolto, sulle proprie azioni.

E quando un uomo fa così gli altri lo vedono, lo percepiscono, si aprono anche essi all’azione di Dio.

Conclude Luca che “11 Mentre quell’uomo teneva stretti a sé Pietro e Giovanni, tutto il popolo, stupito, accorse a loro al portico detto di Salomone.“.

Che anche noi, fratelli e sorelle, possiamo far parte di quel popolo stupito. Che anche noi, fratelli e sorelle, possiamo invocare lo Spirito con quella stessa fede. Che anche noi, fratelli e sorelle, che riempiamo il portico di Salomone, possiamo esser guariti, sciolti dai legami che ancora ci tengono stretti al peccato del mondo.

Tre porte in Una.

«In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.»
(Giovanni 10,7)

Amen.

Χριστός ἀνέστη
Ἀληθῶς ἀνέστη

Il Signore è Risorto
E’ veramente Risorto

Informazioni su Luca Zacchi

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