Può un cristiano scegliere di non appartenere alla Chiesa?

Articolo molto ben scritto. Ne consiglio la lettura.

“L’appartenenza alla Chiesa si contrappone alla nozione popolare nella nostra cultura che “la religione organizzata” sia diversa dalla “spiritualità”. La prima è denigrata come superata nel migliore dei casi, oppure come intollerante nel peggiore, mentre la seconda è prontamente abbracciata come chic e sana. La religione organizzata è vista come qualcosa di molto particolare, che si manifesta in dottrine rigide, costumi liturgici, e tradizione esclusiva. La spiritualità, d’altra parte, è vista come qualcosa di universale che si può esprimere in una grande varietà di fedi personali e pratiche individuali che in genere cercano un obiettivo comune: l’auto-miglioramento. Influenzati da questo mentalità, molti cristiani professanti credono di poter appartenere alla chiesa invisibile, mentre optano di non appartenere alla Chiesa visibile.

Purtroppo, le cose non sembrano migliorare. Secondo alcuni guru nella ricerca di mercato, le chiese stabilite stanno diventando un ricordo del passato. Alcuni dei cosiddetti esperti spiegano che in futuro molti americani trarranno tutto il loro nutrimento spirituale attraverso Internet. Se questo è vero, alcuni non riescono a vedere l’utilità di essere disturbati dal frequentare una chiesa (per non parlare del diventarne membri) quando possono ottenere gli stessi benefici spirituali in privato.

Perché allora le chiese riformate richiedono l’appartenenza?”

Fede † Riformata

Michael G. Brown –

“Qual è l’utilità di essere membro della Chiesa? Sono già un cristiano e ho una relazione personale con Gesù. Perché ho bisogno di diventare membro di una chiesa?” È probabile che abbiamo posto queste stesse domande quando abbiamo incontrato per  la prima volta una chiesa riformata. Essere membri della Chiesa è un concetto estraneo a molti. A causa dell’individualismo radicale prevalente nel cristianesimo americano, oggi molti trovano l’idea dell’appartenenza formale ad una chiesa stabilita una cosa antiquata e inutile, e forse anche legalistica.

L’appartenenza alla Chiesa si contrappone alla nozione popolare nella nostra cultura che “la religione organizzata” sia diversa dalla “spiritualità”. La prima è denigrata come superata nel migliore dei casi, oppure come intollerante nel peggiore, mentre la seconda è prontamente abbracciata come chic e sana. La religione organizzata è vista come qualcosa di molto particolare, che si manifesta in dottrine rigide, costumi liturgici…

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Una risposta a Può un cristiano scegliere di non appartenere alla Chiesa?

  1. Paul Candiago ha detto:

    Se vogliamo sapere come si vive l’apparteneza alla Chiesa di Cristo, nel suo deposito di fede come dataci dagli Apostoli, basta seguire l’esempio della Vita dei Cristiani del primo secolo. I loro frutti spirituali e materiali sono sicuro cammino spirituale e reale per la nostra individuale santita’: la finalita’ dell’ appartenere alla Chiesa per la nostra salvezza eterna.Buona Pascqua a tutti, Paul.

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