Soli Deo gloria

Il motivo per cui prego il Cristo ed il Cristo solo.

Magari utilizzando la corona del rosario, che serve a ricordarmi quale deve essere l’atteggiamento nella preghiera. Di obbedienza assoluta alla volontà del Padre. Di meditazione costante con la mente e con il cuore della Sua Parola. Di ferma fede, anche quando si è sotto la Croce, nelle difficoltà e nelle angosce, anche quando una spada ti trafigge il cuore.

O magari meditando sull’esempio di figure come Francesco di Assisi, Martin Lutero, Giovanni Calvino e tanti altri ed altre credenti che sono stati capaci di perseverare fino alla fine. E che, soprattutto, hanno insegnato il Vangelo sine glossa, senza togliere o aggiungere nemmeno uno iota, nemmeno uno yod, alla Parola di Dio.

bibbia-dottrina

Soli Deo gloria indica la dottrina per la quale si afferma che solo Dio è degno di ogni gloria ed onore. Nessuno può vantarsi d’alcunché o accampare meriti suoi propri, come se un qualsiasi bene provenisse da lui. “…poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potenze; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui” (Colossesi 1:16); “Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono” (Apocalisse 4:11).

A Dio soltanto ed al Suo Cristo, afferma questa dottrina, deve andare la gloria per la salvezza, per la fede, e per le opere buone eventualmente compiute. “Così parla il SIGNORE: «Il saggio non si glori della sua saggezza, il forte non si glori della sua forza, il ricco non si glori della sua ricchezza: ma chi si gloria si glori di questo: che ha intelligenza e conosce me, che sono il SIGNORE. Io pratico la bontà, il diritto e la giustizia sulla terra, perché di queste cose mi compiaccio», dice il SIGNORE” (Geremia 9:23-24).

Il Soli Deo gloria si contrappone così all’esaltazione di una qualsiasi creatura o prodotto umano, quale che sia la sua elevata condizione, che deve essere così considerata idolatria. Non ci sono quindi “santi”, “madonne”, autorità religiose o civili, ideologie o realizzazioni umane che possano vantare alcunché di per sé stesse, perché tutto ciò che hanno e sono deriva da Dio, al quale solo va rivolto il culto, la lode, le preghiere.

A nessuno è lecito di “essere elevato alla gloria degli altari”. Al riguardo del Cristo la Scrittura dice: “Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre” (Filippesi 2:9-11).

Ne scriveva Martin Lutero:

«L’invocazione dei santi è uno degli abusi dell’Anticristo che contrasta con il primo articolo, quello fondamentale, e distrugge la conoscenza del Cristo. Anche l’invocazione dei santi non è né comandata né consigliata e non se ne trova traccia nella Scrittura; e, se anche fosse un bene prezioso – cosa che però non è – abbiamo tutto ciò mille volte meglio in Cristo.

E benché gli angeli in cielo preghino per noi (come pure fa Cristo stesso) e così anche i santi sulla terra o forse anche in cielo, non ne consegue affatto che dobbiamo invocare e adorare gli angeli ed i santi, che dobbiamo digiunare, celebrare feste, officiare messe, offrire sacrifici, fondare chiese, altari e culti per loro e servirli in tanti altri modi, considerandoli dei soccorritori e attribuendo loro aiuti di ogni tipo, assegnandone a ciascuno uno particolare, come insegnano e fanno i papisti.

Questa, infatti, è idolatria e tale onore spetta solo a Dio. Tu, come cristiano e santo in terra, puoi pregare per me non solo in un’unica difficoltà ma in tutte; non per questo però devo adorarti, né invocarti, né celebrare feste in onore tuo, né digiunare, offrire sacrifici, officiare la messa, né porre in te la mia fede per ottenere la salvezza. Ti posso onorare, amare e ringraziare in Cristo anche in altro modo.

Se questo onore idolatrico sarà eliminato nei confronti degli angeli e dei santi morti, gli altri onori non causeranno più danno e saranno presto dimenticati. Infatti, là dove non c’è più da sperare alcun vantaggio o aiuto né materiale né spirituale dai santi, la gente certamente li lascerà in pace sia nella loro tomba sia in cielo. Perché disinteressatamente, o per puro amore, nessuno coltiverà più molto la loro memoria, né li terrà in grande considerazione o li onorerà».

(Martin Lutero, “Articoli di Smalcalda“)

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