Tornate, ma preparati! (Osea 14)

La proposta di lettura per domani è il capitolo 14, l’ultimo del libro del profeta Osea. Che al versetto 2 invita Israele a pentirsi del proprio peccato con questa esortazione:

Preparatevi delle parole e tornate al Signore.

Come a dire, tornate al Signore, se vi pentite sinceramente le porte della sua casa sono sempre aperte.

Ma preparatevi delle parole, pensate a cosa dirgli. Perché non si può prendere in giro il Signore, o pensare che egli “non sappia” quanto davvero abbiamo fatto. O che il nostro peccato gli sia indifferente. Che ci passi sopra e tutto sia come prima.

Non è vero che Dio dimentica! Dio perdona, ma non dimentica! Se dimenticasse non sarebbe giusto. Dio ricorda, perdona e nella Sua misericordia decide, può decidere di riaccoglierci.

Egli, è vero, può rendere lo scarlatto, il rosso sangue del nostro peccato, bianco come la neve. Ma ê per Sua grazia, solo per Sua grazia. Non certo per nostro merito.

Se abbiamo sparso il sangue di un nostro fratello, questo continuerà a gridare verso di Lui. Così come fu per Caino ed il sangue di Abele. Dio protegge Caino dalla vendetta degli altri uomini ma ne denuncia il peccato. Così come fa Gesù con i peccatori del Vangelo. Egli perdona, ma denuncia il peccato e chiede di non peccare più, chiede !a conversione.

Del resto Padre e Figlio, un unico Signore, come potrebbero contraddirsi?

Il giudizio sarà sulla misericordia. Ma ci sarà. Preghiamo di arrivarci preparati. Prepariamoci delle paro!e, nutrendosi senza interruzione della Sua Parola.

Amen.

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O *Israele, torna al Signore, al tuo Dio, poiché tu sei caduto per la tua *iniquità.

Preparatevi delle parole e tornate al Signore!

Ditegli: «Perdona tutta l’iniquità e accetta questo bene; noi ti offriremo, invece di tori, l’offerta di lode delle nostre labbra.
L’Assiria non ci salverà, noi non saliremo piú sui cavalli e non diremo piú: “Dio nostro!” all’opera delle nostre mani; poiché presso di te l’orfano trova misericordia».

«Io guarirò la loro infedeltà, io li amerò di cuore, poiché la mia ira si è distolta da loro.

Io sarò per Israele come la rugiada; egli fiorirà come il giglio e spanderà le sue radici come il Libano. I suoi rami si estenderanno; la sua bellezza sarà come quella dell’ulivo e la sua fragranza come quella del Libano.

Quelli che abiteranno alla sua ombra faranno di nuovo crescere il grano e fioriranno come la vite; saranno famosi come il vino del Libano.

*Efraim potrà dire: “Che cosa ho io piú da fare con gli idoli?” Io lo esaudirò e veglierò su di lui; io, che sono come un verdeggiante cipresso; da me verrà il tuo frutto».

Chi è saggio ponga mente a queste cose! Chi è intelligente le riconosca!

Poiché le vie del Signore sono rette; i giusti cammineranno per esse, ma i *trasgressori vi cadranno.

Osea 14:1-9

Informazioni su Luca Zacchi

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