Il combattimento (Luca 11,14-23)

Il Vangelo del giorno, e la lettura di Origene che vi propongo di seguito, hanno per tema il combattimento del cristiano. Il combattimento contro il demonio, contro i mille demoni di questo mondo.

Occorre essere bene armati, sappiamo di che da Paolo: di fede, di speranza, di preghiera incessante, con la spada a doppio taglio della Parola sempre nelle mani, nella bocca, nel cuore.

Non è possibile, lo dice chiaramente Gesù, alcuna forma di convivenza o connivenza con il demonio. O si è con Gesù, o si è contro di Lui.

Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.

Chi è con Lui può sperare nella salvezza. Chi è contro di Lui non solo è perduto, ma disperde, ovvero provoca anche la dannazione altrui. E gliene sarà chiesto conto l’ultimo giorno.

bibbiaaperta

14 Gesù stava scacciando un demonio che era muto; e, quando il demonio fu uscito, il muto parlò e la folla si stupì. 15 Ma alcuni di loro dissero: «È per l’aiuto di Belzebù, principe dei demòni, che egli scaccia i demòni».16 Altri, per metterlo alla prova, gli chiedevano un segno dal cielo.

17 Ma egli, conoscendo i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso contro se stesso va in rovina, e casa crolla su casa. 18 Se dunque anche Satana è diviso contro se stesso, come potrà reggere il suo regno? Poiché voi dite che è per l’aiuto di Belzebù che io scaccio i demòni. 19 E se io scaccio i demòni con l’aiuto di Belzebù, con l’aiuto di chi li scacciano i vostri figli? Perciò, essi stessi saranno i vostri giudici. 20 Ma se è con il dito di Dio che io scaccio i demòni, allora il regno di Dio è giunto fino a voi.

21 Quando l’uomo forte, ben armato, guarda l’ingresso della sua casa, ciò che egli possiede è al sicuro; 22 ma quando uno più forte di lui sopraggiunge e lo vince, gli toglie tutta l’armatura nella quale confidava e ne divide il bottino. 23 Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.

(Luca 11)

Origene (ca 185-253), sacerdote e teologo
Omelie sul libro di Giosuè, 15,1-4 ; SC 71, 331,345
Il combattimento spirituale

Se le guerre [dell’Antico Testamento] non avessero simboleggiato le guerre spirituali, ritengo che i libri storici dei giudei non sarebbero mai stati trasmessi ai discepoli di Cristo, lui che è venuto per insegnare la pace. Mai sarebbero stati trasmessi dagli apostoli come lettura da fare nelle assemblee. A cosa infatti avrebbero potuto servire tali descrizioni di guerre per coloro che hanno sentito dire da Gesù: « Vi do la mia pace, vi lascio la mia pace » (Gv 14,27), per coloro ai quali è stato ordinato da Paolo: « Non fatevi giustizia da voi stessi » (Rom 12,19) e « Perché non subire piuttosto l’ingiustizia? Perché non lasciarvi piuttosto privare di ciò che vi appartiene? » (1 Cor 6,7)

Paolo sa benissimo che non abbiamo più da fare battaglie materiali; invece occorre combattere con ogni sforzo, nel nostro animo, contro i nostri nemici spirituali. Come farebbe il capo di un esercito, egli dona questo precetto ai soldati di Cristo: « Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo » (Ef 6,11). E affinché potessimo guardare alle azioni degli antichi, come a modelli per le guerre spirituali, ha voluto che ci fosse letto nell’assemblea il racconto delle loro imprese. Così, se saremo spirituali, noi che impariamo che la « legge è spirituale » (Rom 7,14), ci avvicineremo a tale lettura delle « cose spirituali in termini spirituali » (1 Cor 2,13). Così possiamo considerare attraverso quelle nazioni che hanno combattuto visibilmente Israele, quale è la potenza di queste nazioni di nemici spirituali, di questi « spiriti del male che abitano nelle regioni celesti » (Ef 6,12), che sollevano guerre contro la Chiesa del Signore, nuovo Israele.

Informazioni su Luca Zacchi

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