Il lavoro e l’identità digitale

Leggo un bel post dell’amico ferrarese Riccardo Scandellari, in rete @skande, sul tema “Crearsi un lavoro” (qui per leggerlo tutto, come sempre garantisco che ne vale la pena).

Leggo e mi soffermo su una sua citazione di Pablo de Echanove, Business Development Manager di Philips, che tra l’altro scrive:

“«La nostra identità digitale deve essere il più vicino possibile alla nostra vera identità. La costruzione del Personal Branding non significa creare un personaggio falso ed effimero».

Sacrosanto, ma siamo sicuri che paghi?
In una realtà sociale come la nostra che, sarò pessimista, mi sembra sempre più centrata sull’effimero, sul liquido, sul variabile?

Spesso ho la sensazione che il mio avere una identità ferma su alcuni principi e valori, oggi in gran parte negati o vilipesi, sia tutt’altro che un vantaggio (per trovare un lavoro, intediamoci, non in assoluto!).

Specie ad oltre cinquant’anni, ed in mobilità.
Ma magari sono solo preoccupato ed un po’ amareggiato…

Voi che ne pensate?

Informazioni su Luca Zacchi

http://www.lucazacchi.it - On the ancient path of God, the Holy Bible. Work in #InformationTechnology and #Communication since 1984. Project #digitalstrategy. #PlaySubbuteo since 1973
Questa voce è stata pubblicata in Fede_Cristiana. Contrassegna il permalink.