Commento alle letture del giorno, martedì I di Quaresima

6 Cercate il SIGNORE, mentre lo si può trovare;
invocatelo, mentre è vicino.
7 Lasci l’empio la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
si converta egli al SIGNORE che avrà pietà di lui,
al nostro Dio che non si stanca di perdonare.

8 «Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
né le vostre vie sono le mie vie»,
dice il SIGNORE.
9 «Come i cieli sono alti al di sopra della terra,
così sono le mie vie più alte delle vostre vie,
e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.

10 Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano
senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare,
affinché dia seme al seminatore
e pane da mangiare,
11 così è della mia parola, uscita dalla mia bocca:
essa non torna a me a vuoto,
senza aver compiuto ciò che io voglio
e condotto a buon fine ciò per cui l’ho mandata.

(Isaia 55)

7 Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. 8 Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. 9 Voi dunque pregate così:
“Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; 10 venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra. 11 Dacci oggi il nostro pane quotidiano; 12 rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; 13 e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.”
14 Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

(Matteo 6)

I brani che il Lezionario del giorno ci suggerisce, come sempre parlano chiaro. Perchè la Parola del Signore è sempre chiara, limpida e senza sotto-significati o non-detti. Quelli ce li mette o la nostra scarsa conoscenza o, più spesso, il nostro peccato.

Il Lezionario per quanto riguarda la prima lettura, tratta dal profeta Isaia, indica solo i due versetti 10 ed 11,che tuttavia, tirati fuori dal contesto, potrebbero quasi far pensare che l’uomo non debba far nulla, debba solo attendere gli eventi. Ed invero in un certo senso è così. Nel senso che l’Onnipotente può agire indipendentemente dall’agire umano, ma lo stesso Onnipotente non certo per caso ha scelto di fare un’Alleanza con noi, un Patto.

E questo, i nostri doveri verso questo Patto, sono richiamati nei versetti precedenti.

Ai versetti 6 e 7. L’uomo deve cercare il Signore. Se lo farà, il Signore si lascerà trovare. L’uomo deve lasciare i sentieri iniqui, deve lasciare il proprio peccato, deve convertirsi al Signore e soltanto a Lui. Se lo farà, Egli ne avrà pietà.

Ai versetti 8 e 9. Non creda l’uomo di potersi disegnare da solo delle vie di salvezza, secondo ciò che gli dettano i suoi pensieri. L’uomo non è in grado di farlo. E’ un compito troppo alto per lui. Si limiti l’uomo a sforzarsi di guardare in alto, per comprendere, come meglio può, quali sono le vie del Signore, e solo quelle seguire.

Poi certo (versetti 10 e 11), la Parola del Signore comunque agisce. Il Signore non ha avuto bisogno del ‘permesso’ dell’uomo, ma nemmeno della sua comprensione per far incarnare la Sua Parola nella Persona del Verbo, nella Persona di Gesù e far germogliare per noi la nostra unica possibilità di salvezza.

E’ Cristo che è disceso dal Cielo, è il Suo Sangue che ha innaffiato la terra, è Cristo il Pane di Vita che ci è dato da mangiare. L’uomo lasci la sua via, e prenda la Via del Cristo, la Via che è il Cristo. L’uomo non dia retta ai suoi pensieri, ma si sforzi in ogni occasione di avere il pensiero di Cristo.

Se lo farà, si passa così al Vangelo, non avrà bisogno di parole complicate per pregare, per chiedere al Signore di provvedere a lui. Sarà figlio nel Figlio, farà sua la preghiera del Figlio. Il Padre sa già tutto quello di cui abbiamo bisogno, ci dice Gesù. Non quello che ci piace, ma quello di cui abbiamo bisogno.

In ultimo, una cosa sola: la fede.

Perchè per pregare così…

“Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; 10 venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra. 11 Dacci oggi il nostro pane quotidiano; 12 rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; 13 e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.”

…occorre la fede. La fede che ci spinge a non aggiungere altre parole. Perchè la Parola ci basta. La fede che ci spinge a non cercare il superfluo, perchè una cosa sola è necessaria. La fede che chi è Pane di Vita, provvederà al nostro quotidiano, ogni giorno che avremo vita in questo mondo. La fede che chi è Padre Misericordioso, ci riaccoglierà ogni volta con la Sua misericordia. La fede che possiamo fare altrettanto con i nostri fratelli, con i nostri debitori. O al maligno ci consegnamo da soli.

Se ci conformiamo al Figlio, se preghiamo come Lui, siamo del Padre.
Se ci conformiamo al mondo, siamo del suo principe, ci consegnamo al maligno.

A noi la scelta di Chi cercare.

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Informazioni su Luca Zacchi

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