Riforma è uscire da noi stessi. Circolare 36 “Sentieri Antichi Valdesi”

Se vogliamo riforma dobbiamo indubbiamente cominciare da noi stessi.

Dobbiamo iniziare a far uscire l’Evangelo biblico stesso fuori dall’oscurità, affinché il motto di ogni riforma sia “Post Tenebras Lux”, “Dpo le tenebre la luce”.

Lutero insisteva sul fatto che ogni generazione ha la precisa responsabilità di proclamare di nuovo l’Evangelo annunziato nel Nuovo Testamento (quello e nessun altro, pretendendo di “attualizzarlo” e di fatto falsificandolo). Inoltre, Lutero diceva che ogni qual volta l’Evangelo è proclamato con chiarezza e coraggio esso causerà inevitabilmente dei conflitti, e che coloro ai quali non piace il conflitto tenteranno, proprio per evitare i conflitti, di sommergere l’Evangelo, di diluire l’Evangelo, di equivocare od oscurare l’Evangelo.

L’Evangelo necessariamente “offende”.

Certo, noi stessi potremmo pure indebitamente offendere con la nostra cattiva testimonianza e con un’inadeguata proclamazione dell’Evangelo. Non c’è modo, però, di rimuovere quell’offesa che è inerente all’Evangelo, quella che lo rende una pietra d’inciampo, uno scandalo per il mondo decaduto, quella che crea inevitabilmente un conflitto. Se vogliamo la il risveglio e la riforma, dobbiamo essere disposti a sopportare un tale conflitto per la gloria di Dio.

[Adattamento dall’articolo “Fueling Reformation” di R.C. Sproul (1 Giugno 2010)].

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L’articolo completo è contenuto, assieme a molto altro, nella  circolare numero 36 del movimento dei Sentieri Antichi Valdesi, che vi invito a leggere.

Informazioni su Luca Zacchi

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