Che cos’è un diritto?

Che cos’è un diritto, si chiede il mio amico Paolo? Il diritto discende dalla natura.

Lapalissiano, ma non così semplice. O io potrei pretendere dalla società un diritto, il lavoro, che mi è stato tolto non perchè non fossi bravo e capace nello svolgere il mio lavoro, ma perchè ‘conveniva’ a questa insulsa struttura sociale che abbiamo realizzato in Italia (mi ci metto anche io, perchè ne ho dati di voti sbagliati in passato!) che io, passati 50 e con figlia a carico, venissi espulso da un mercato del lavoro, dove conviene sfruttare dei trentenni per poco tempo o dove (ma questo è sempre stato in Italia) si privilegiano nepotismi e raccomandazioni invece che le capacità professionali acquisite davvero, sul campo, sul posto di lavoro, con la fatica di tutti i giorni.

Dove si privilegiano le rendite finanziarie di chi già ha, e vuole avere di più, e si fa in modo che chi li ha, polverizzi i suoi risparmi. Soprattutto se, come me, è onesto e le tasse le paga fino all’ultimo spicciolo, senza evadere e sopratutto senza eludere (lo sport preferito, in questo paese, dei commercialisti e dei loro clienti).

Invece, che miseria ragazzi!, di combattere per i diritti che danno a tutti dignità, ci si inventa dei diritti assurdi, dei diritti senza radice, dei diritti allo sfruttamento. Perchè questo è, il diritto per cui due persone omosesuali possono avere un figlio. Il diritto allo sfruttamento del seme o dell’utero di un terzo o di una terza.

In barba al diritto del nascituro, l’unico che dovrebbe averne in questo caso, ad avere una esistenza equilibrata, secondo natura. E perchè lo si fa? Economia, ragazzi, soldi, denaro, tanto denaro mosso da questo business, da dei sentimenti creati a tavolino, sui mass media e sui social.

A differenza di molti, io non mi stupisco affatto che in una società dove, stando ai sondaggi, il 75% è sfavorevole, nella realtà, a ciò di cui si parla, l’80% dei mass media e dei social facciano una propaganda sperticata a quello che Ostellino chiama a ragione “un diritto inutile”, oggi, sul giornale. Già pensate che antiquato che sono. Ancora leggo il giornale. Ancora leggo i libri. Peggio! Ancora leggo la Bibbia come prima Parola del giorno!

Buona giornata! Mi faccio un caffè anche io…

 

Informazioni su Luca Zacchi

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