Papi bonini e napolitani, polacchi ed argentini

Leggo su Internet, sui social, di tanti cristiani, cattolici e non solo, preoccupati per le ultime dichiarazioni attribuite a Papa Francesco, sui cosiddetti grandi d’Italia. Tra i quali avrebbe inserito Emma Bonino e Giorgio Napolitano.

Rasserenatevi, direi. Per chi crede al dogma dell’infallibilità del Papa, non è certo questo il caso in cui si applica, una qualsiasi dichiarazione televisiva all’ultimo giornalista di turno. Fosse così sai che problema! Il dogma fa riferimento solo ad alcuni ben precisati tipi di dichiarazioni e solo su ben specificati argomenti. Del resto saggiamente non fa parola.

Per chi non crede al dogma dell’infallibilità del Papa (e ci metto dentro tantissimi, numerosissimi cattolici solo nominali) dico di non preoccuparsi. Non è certo il primo caso, nè sarà l’ultimo, in cui ad un pastore, quale è il Papa in quanto vescovo, in quanto uomo e peccatore, scappano di bocca parole imprudenti.

Sul caso specifico cosa penso io, visto che ne scrivo sul mio blog?

Circa Emma Bonino. Ha fatto del bene all’Africa facendone conoscere la situazione? Probabilmente si; mi scuserà ma ho sempre preferito avere altre fonti di informazioni in proposito. Missionari, comunità evangeliche, gente che con l’Africa si è sporcata le mani, le ha dedicato la vita, oltre che una piccola parte della propria carriera politica. Comunque ha fatto del bene? Se si, Dio gliene renderà gloria.

Certo Emma Bonino è la stessa che si è sempre vantata di avere praticato un numero considerevole di aborti, di aver contribuito a cambiare la mentalità relativa alla vita in questo paese. Un abominio agli occhi di Dio, oltre che ai miei. Ha fatto del male dunque? Dio gliene chiederà conto.

Il giudizio ultimo sulla persona è del Signore e solo Suo. Non del Papa e nemmeno mio o di chiunque altro. Personalmente non l’ho mai avuta, Emma Bonino, come modello di donna o di politico. Non ho mai votato per lei alle elezioni. Ma nemmeno mi permetterei mai di demonizzarla. Perchè, come dice giustamente la Scrittura, noi vediamo l’apparenza dell’uomo e della donna, il cuore lo vede solo Dio. Noi possiamo solo intravedere qualcosa, ma possiamo farlo correttamente solo se abbiamo il filtro della Scrittura davanti ai nostri occhi.

Altrimenti, se, davanti ai nostri occhi, mettiamo solo le nostre credenze o tradizioni umane, possiamo solo ‘fare il tifo’ per questo o quello, spesso facendo torto all’altra persona e a Dio che anche per quella persona è morto e risorto.

Stesso discorso per Giorgio Napolitano, di cui anche io a suo tempo ho apprezzato lo spirito di servizio con cui sembrava averci risparmiato una crisi istituzionale, nella quale in realtà siamo ugualmente finiti, a causa principalmente della pochezza morale, prima che politica dell’attuale classe dirigente.

Su Papa Francesco che dire? Da credente cristiano riformato, sia pure con grandi rimandi personali alla mia storia di cristiano cattolico passata, non credo al dogma dell’infallibilità del Papa. Non ho problemi ad ammettere che spesso Papa Francesco mi appare commettere delle ‘cadute di stile’ nel modo di porsi in pubblico e di dichiarare su questo e su quello.

Però comprendetemi. Io sono cresciuto, come cristiano, come cattolico, per un certo tempo anche come presbitero, alla scuola ed all’ascolto di un gigante della fede come Giovanni Paolo II, ben altra statura e ben altra pasta teologica. Uno che comunicava con il massimo della bravura, perchè sapeva farsi ascoltare sia quando parlava ex cathedra, sia quando parlava a braccio. Che anche quando parlava a braccio, non parlava mai a vanvera, e nutriva ogni sua espressione di Parola di Dio, rimandava sempre ed incessantemente a quella. Non dava mai adito ad equivoci!

Sono stato anche in disaccordo con lui, o non avrei lasciato l’esercizio del sacerdozio ministeriale, tanti anni fa (anche se il discorso è molto più complicato, lungo e personale di quello che posso scrivere qui, me la vedrò con Dio quando sarà il tempo). Ma ne ho sempre amato la forza, la parresia, la santità anche, nel senso più vero del termine, il percepirsi come un uomo anzitutto di Dio, sacro, al suo servizio consacrato.

Ecco, Papa Giovanni Paolo II con Pertini parlava, passeggiava in montagna. Ma, saggiamente, non si sarebbe mai permesso di fare una pubblica dichiarazione su di lui o sulla sua capacità politica. Non era il suo campo. Non era chiamato a fare quello! Ha parlato tante volte dell’Italia e delle sue ricchezze, Giovanni Paolo II, ma senza mai tacere le sue povertà. Perchè consapevole di doversi rivolgere ad un uditorio ben diverso, e di avere altre finalità che quelle di un leader politico.

Certo, incidono tante cose in queste valutazioni. Giovanni Paolo II era polacco, veniva da una comunità di cristiani costretta al silenzio per innumerevoli anni. Ed il silenzio, lo vediamo dal deserto quaresimale, aiuta a concentrarsi sull’essenziale, sulle cose più importanti. La cosa che ricordo più di lui, di questo Papa, con cui, per il servizio che svolgevo nel suo Seminario, ho avuto la fortuna di poter avere una più che discreta consuetudine di vita, era proprio la sua concentrazione. Una capacità di concentrazione assoluta, anche quando aveva migliaia di persone intorno. Da cui emergeva all’improvviso con l’annuncio chiaro ed illuminante della Parola di Dio sull’evento liturgico in cui si trovava. Per Giovanni Paolo II, come l’ho conosciuto io, tutto era liturgia, tutto era servizio a Dio. Perchè senza la Verità, la Carità perde il suo senso ultimo. Perchè l’adesione alla Verità, prima che la Carità, salva l’uomo.

Papa Francesco è argentino, ha una storia ben diversa, viene da una chiesa che ha subito sì anch’essa persecuzioni, ma che ha avuto anche impresentabili connivenze con il potere dittatoriale e populista che ha afflitto l’Argentina. Viene da una cultura teologica forte, quella gesuita, ma anche abituata a cercare sempre, non sempre con oculatezza a mio modestissimo parere, compromessi e mediazioni con i poteri del mondo per meglio poter governare, o permettere a chi deve di farlo. Che si è anche lasciata annichilire dalla Chiesa Cattolica stessa quando questo è servito (il caso delle reduciones e della soppressione della Compagnia di Gesù). Non credo sia un caso se il più grande politico argentino sia stato Peròn, uno che mischiava destra e sinistra, popolare e populista al tempo stesso.

Ecco, forse è qui la chiave. Per Papa Francesco, per come lo vedo, per come mi appare dalla stampa, dalla televisione (ma da uomo di comunicazione, so che mai queste sono state manipolabili e menzognere come ora, e faccio loro attentamente la tara) tutto è servizio all’uomo per la gloria di Dio. L’ordine mi pare invertito. Sembra quasi dire che la Carità ha comunque senso. Un senso di servizio. Sono spesso confuso ascoltandolo, lo ammetto. Alla fine non mi permetto di dubitare della sua fede, non sono nessuno per farlo.

Però osservo che la società attuale, i poteri che operano in essa, sono bravissimi a mettere in opera una strategia per cui rovesciano tutto questo non contro di lui, perchè in questo senso egli appare funzionale ai loro scopi, ma contro la Verità ultima di Dio e della fede. Vogliono farci credere, con tutte le loro forze, che è possibile la Carità senza Dio, è possibile essere veramente buoni semplicemente volendosi bene, senza Credi o Confessioni di Fede. Retaggi del passato, a che servono? Oggi anche molte chiese o comunità cristiane pensano, in modo del tutto erroneo, di poterne fare a meno.

La Verità divide, meglio dire che non ce n’è alcuna. Se non l’uomo stesso, che viene messo al posto di Dio. La Fede divide.

Badate. E’ vero che la Verità divide. Perchè o si è dalla sua parte, o non lo si è. Il vostro parlare, dice Gesù, sia si, si, no, no. Si o no. Non c’è una terza opzione, non c’è una terza via. Io sono il Signore, io sono Uno. O servi me, o non mi servi, o fai finta di servirmi, ed io ti vomiterò dalla mia bocca.

In conclusione, l’unica cosa sensata da fare, in questi tempi dove tutto ci viene volutamente fatto apparire come confuso, non chiaro, è avere una unica, sola, fonte certa di Verita. Sapete come la penso. Sapete quale sia per me.

L’Eterno salvi i suoi eletti, salvi il povero che grida. Sia la Sua e non la mia volontà. Amen.

bibbiaaperta

 

Informazioni su Luca Zacchi

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