8 febbraio : Giornata mondiale contro la schiavitù. A Sutri (VT) il 14 Febbraio un film sulla tratta delle donne nigeriane

Oggi, 8 febbraio, si celebra la Prima giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone sul tema: “Accendi una luce contro la tratta”.

Sento già il lamento di chi dice, giustamente, che ogni giorno si deve essere contro la tratta degli esseri umani (ma poi magari che fa, concretamente, nel corso dell’anno?). Le giornate servono perchè siamo peccatori facili all’autogiustificazione (dovevo seppellire mio padre, mi erano scappati i buoi, dovevo fare da mangiare….), servono perchè almeno un giorno! ce ne ricordiamo.

Perchè la schiavitù non è mai finita. La tratta delle donne e dei bambini destinati al mercato del sesso, cui ora si sono aggiunte le donne indiane e del terzo mondo destinate agli uteri in affitto!, sempre meglio ricordarlo (del terzo mondo; perchè quelle del primo, a detta dei sostenitori di questa pratica aberrante, sono ben felici di farlo… a pagamento, oppure anche gratis, sempre ‘alla faccia’ dei diritti del bambino). Per finire con la tratta di uomini, donne e bambini destinati al mercato di compravendita degli organi. Ed anche qui, tanti “progressisti del regresso” che parlano. “Ma si vive anche con un rene…” E poi così almeno hanno da mangiare!” e giù con robaccia di questo stampo.

Il film presentato a Sutri parla principalmente di tratta verso la prostituzione ‘classica’. Ma non scordiamoci che al male nonc’è confine, come alle destinazioni d’uso degli esseri umani considerati merce, fin dal grembo materno ormai.

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“La tratta è un crimine transnazionale che sconvolge la vita di migliaia di persone ed è causa di inaudite sofferenze”

Affronteremo questo argomento a Sutri (VT) il 14/02/2016 presso il Colle Diana Cafè alle ore 17.30 dove insieme a Giuseppe Carrisi e alla sua associazione, Pizzicarms, assisteremo alla visione del film: ” Le figlie di Mami Wata”, sulla tratta delle donne nigeriane per sfruttamento sessuale.

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Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno, le donne nigeriane arrivate via mare in Italia a fine settembre 2015 sono state 4.371. L’anno scorso, nello stesso periodo, erano state 1.008.

“Stimiamo che l’80 per cento delle ragazze nigeriane siano vittime di tratta”, dice Federico Soda, dir. Uff di Coordinamento per il Mediterraneo dell’OIM. “molte di loro provengono dalla regione di Edo, dove vengono adescate e sottoposte a cerimonie voodoo: riti attraverso i quali viene loro imposto un ricatto psicologico, nella convinzione che qualsiasi tentativo di…

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