Lettera al Carnevale

Carnevale mi piaceva poco da bambino. Perché non mi piacevano due cose. Non mi piaceva mascherarmi (da 7a 10 anni ho messo lo stesso costume da indiano, poi ho smesso). E non mi piaceva, nemmeno ora mi piace, quell’atmosfera per cui ti devi divertire per forza. Lo stesso motivo per cui, stare con gli amici a parte, non mi piace il Capodanno. Meno male che c’è chi mi vuol bene lo stesso!

il blog di Costanza Miriano

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di Emanuele Fant

Caro Carnevale, non fare coriandoli della mia missiva. Tu lo sai che ci portiamo rispetto da lontano, ma non siamo mai riusciti a legare. Provo un brivido se passo accanto ai mimi-statue-egiziane in piazza Duomo, immagina i miei sentimenti nei giorni in cui le strade si chiudono con le transenne perché tu possa trionfare. Non mi piace sentire gridare, né l’odore della schiuma da barba sui muri. Al passaggio dei tuoi carri io mi concentro sulle ruote dei trattori, e mi si avvia la riflessione su quanto siamo poca cosa se persino uno pneumatico può superarmi in statura.

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