Come porci di fronte alla verità

Marco 5,1-20

Gesù guarisce l’indemoniato di Gerasa
=(Mt 8:28-34; Lu 8:26-39) Mr 1:23-28; Sl 106:11; Is 49:24-25

1 Giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Geraseni. 2 Appena Gesù fu smontato dalla barca, gli venne subito incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo, 3 il quale aveva nei sepolcri la sua dimora; nessuno poteva più tenerlo legato neppure con una catena. 4 Poiché spesso era stato legato con ceppi e con catene, ma le catene erano state da lui rotte, e i ceppi spezzati, e nessuno aveva la forza di domarlo. 5 Di continuo, notte e giorno, andava tra i sepolcri e su per i monti, urlando e percotendosi con delle pietre. 6 Quando vide Gesù da lontano, corse, gli si prostrò davanti 7 e a gran voce disse: «Che c’è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi». 8 Gesù, infatti, gli diceva: «Spirito immondo, esci da quest’uomo!» 9 Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?» Egli rispose: «Il mio nome è Legione perché siamo molti». 10 E lo pregava con insistenza che non li mandasse via dal paese.

11 C’era là un gran branco di porci che pascolava sul monte. 12 I demòni lo pregarono dicendo: «Mandaci nei porci, perché entriamo in essi».13 Egli lo permise loro. Gli spiriti immondi, usciti, entrarono nei porci, e il branco si gettò giù a precipizio nel mare. Erano circa duemila e affogarono nel mare.

14 E quelli che li custodivano fuggirono e portarono la notizia in città e per la campagna; la gente andò a vedere ciò che era avvenuto. 15 Vennero da Gesù e videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che aveva avuto la legione; e s’impaurirono. 16 Quelli che avevano visto raccontarono loro ciò che era avvenuto all’indemoniato e il fatto dei porci. 17 Ed essi cominciarono a pregare Gesù che se ne andasse via dai loro confini.

18 Com’egli saliva sulla barca, l’uomo che era stato indemoniato lo pregava di poter stare con lui. 19 Gesù non glielo permise, ma gli disse: «Va’ a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatte, e come ha avuto pietà di te». 20 Ed egli se ne andò e cominciò a proclamare nella Decapoli le grandi cose che Gesù aveva fatte per lui. E tutti si meravigliavano.

Il racconto evangelico che ci viene presentato oggi, mi pare si possa dividere in quattro parti. Nella prima (versetti da 1-10) ci viene mostrato Gesù che si trova in un territorio pagano, in un territorio cioè che non conosce, o conosce ed ha abbandonato la Parola di Dio, e quindi non conosce o ha abbandonato la Verità sull’uomo.

Nessuna meraviglia allora del lugubre scenario che viene proposto. Sepolcri, spiriti immondi ed in particolare un uomo posseduto dal demonio che urla e si percuote con delle pietre.

Urla: perchè la voce dell’uomo, priva del fondo, dell’eco della Parola di Dio, diventa rapidamente insensata; ed in un mondo pieno di voci senza senso, per farsi sentire occorre urlare più forte degli altri, occorre aggredire, occorre sopraffare gli altri.
I parallelismi con quanto accade oggi nel mondo della comunicazione e del sociale li lascio a voi.

Si percuote con delle pietre: senza rendersene conto, distrugge la sua stessa vita. Perchè distruggere il rapporto con Dio, che ha in sè il senso della vita, è distruggere sè stessi.

Quest’uomo, questo indemoniato, vede Gesù da lontano. Perchè nella sua vita era molto lontano da lui. Ma qualcosa gli sorge da dentro, perchè ciascuno di noi ha dentro di sè l’essere a Sua immagine e somiglianza, e lo riconosce, riconosce Gesù e lo chiama.

Dice a Gesù di non tormentarlo.

Già, perchè è un tormento per l’uomo del mondo, l’uomo posseduto dal mondo, sentire dentro di sè quella Parola; già sentirla da lontano è una tortura, figuriamoci se qualcuno si avvicina e gliela fa percepire ancora meglio, se qualcuno lo rimette di fronte alla Verità! Perchè l’indemoniato sa che quella, e non altra è la Verità, che quella è l’unica Via che conduce alla Vita, alla vita con un senso, alla vita vera.

Non tormentarmi, allora, gli urla!

Ma la Parola non tace, non può tacere. La Verità non tace, non può tacere. Gesù non tace, e nessuno che si dice cristiano, credente, che dica di essere alla sua sequela può tacere!
Se anche lo facesse, urlerebbero le pietre, ci dice il Vangelo!

La Parola non tace, Gesù non tace e dice la verità su quell’uomo, gli rende il servizio della carità, della misericordia, il primo servizio che è dire la verità! Gesù non dà da mangiare a quell’uomo, non lo veste, non gli cura le ferite per prima cosa! Gli dice la verità su sè stesso, che è posseduto dal demonio, che non vive secondo verità, che deve uscire da quello stato:

«Spirito immondo, esci da quest’uomo!».

Lo mette di fronte alla sua verità di peccato, con tutto sè stesso, vuole che ne sia cosciente appieno, perciò gli chiede il nome. Qual’è il tuo nome, spirito immondo? Qual’è il male, il peccato che ti possiede? Cosa è che ti fa urlare frasi malvage, e fa sì che tu ti autodistrugga percuotendo te stesso con delle pietre?

Ed egli è costretto a rispondere, e mostra a Gesù la sua verità di uomo scisso, frammentato, che ha perso la sua realtà, che è prigioniero della legione di false verità che infestano il mondo. E notate il testo: lo pregava che non li mandasse via.

Egli rispose: «Il mio nome è Legione perché siamo molti». 10 E lo pregava con insistenza che non li mandasse via dal paese.

Lo pregava che non li mandasse via: l’uomo senza la Parola perde la sua capacità di possedere appieno se stesso. L’uomo che segue le mille verità del mondo, perde la capacità di riconoscere la Verità su di esso.
Il singolare diventa plurale, perchè molteplici e diversi sono i peccati dell’uomo, molteplici e diversi sono i suoi demoni. Perchè, come dice Gesù, il principe di questo mondo è abile, abile a presentare le sue menzogne, abile a far si che tanti uomini e donne persi in sè stessi le riportino per ogni dove.

Si credono furbi i demoni, si credono forti. Pensano di ingannare gli uomini, e spesso ci riescono, ma non possono ingannare il Signore, non possono ingannare il Signore della Vita.

11 C’era là un gran branco di porci che pascolava sul monte. 12 I demòni lo pregarono dicendo: «Mandaci nei porci, perché entriamo in essi».13 Egli lo permise loro. Gli spiriti immondi, usciti, entrarono nei porci, e il branco si gettò giù a precipizio nel mare. Erano circa duemila e affogarono nel mare.

Pensano di salvarci passando dall’uomo ai maiali, ai porci, a degli animali considerati immondi, che pure pascolavano sul monte, luogo per eccellenza della presenza di Dio nella Scrittura. E Gesù li lascia andare, ma verso la loro rovina. Perchè sul monte di Dio ci sono le dieci parole, c’è la Parola per eccellenza incarnata nel Verbo. E non c’è posto per la menzogna. Così il branco di porci non può far altro che gettarsi in mare e morire.

Le menzogne del demonio prima o poi muoiono sempre di fronte alla Verità di Dio. La farina del diavolo finisce in crusca, mai sulle tavole dell’uomo giusto. Le musiche dell’uomo pifferaio magico, di Hamelin o delle nostre città, lo fanno inesorabilmente affogare…

Come porci muoiono di fronte alla Verità.

14 E quelli che li custodivano fuggirono e portarono la notizia in città e per la campagna; la gente andò a vedere ciò che era avvenuto. 15 Vennero da Gesù e videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che aveva avuto la legione; e s’impaurirono. 16 Quelli che avevano visto raccontarono loro ciò che era avvenuto all’indemoniato e il fatto dei porci. 17 Ed essi cominciarono a pregare Gesù che se ne andasse via dai loro confini.

La scena che segue è emblematica. Gli uomini che vedono la scena, ed assieme vedono l’indemoniato guarito e seduto tranquillo, vestito e sano di mente, non sono contenti! Incredibilmente non pensano a questo, ma pensano alla perdita economica che hanno subito perdendo i loro maiali, perdendo i loro duemila porci. E chiedono a Gesù di andarsene.

Perchè? Perchè l’uomo vorrebbe la salvezza, vorrebbe essere guarito dal proprio peccato, vorrebbe essere sanato dalle proprie malattie, ma senza pagare alcun prezzo! L’uomo vorrebbe essere salvato, quando gli occorre, ma per poi poter ricominciare a peccare ancora più forte. L’uomo vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca, per citare un noto proverbio.

L’uomo preferisce dirsi credente, ma senza credere fino in fondo.
L’uomo preferisce dirsi cristiano, che abbracciare la Croce del Cristo.
L’uomo preferisce frequentare le Chiese ed i templi, ma senza essere realmente parte dell’assemblea del Signore.
L’uomo vuole studiare il catechismo o farlo studiare ai figli, ma senza cambiare una riga del testo della sua vita.
L’uomo vuole ricevere i sacramenti, ma non viverne gli effetti.

E’ pieno di credenti, di cristiani così. Spesso anche io, anche noi lo siamo. Ma non siamo nè credenti nè cristiani se ci comportiamo così, se cerchiamo di nascondere sotto il tappeto i nostri porci, le porcherie della nostra vita! Perchè prima o poi vengono fuori, prima o poi il Signore ci chiama, ci viene incointro, ci dice “Qual’è il tuo nome?”

E noi dobbiamo rispondere. E dire la Verità. Perchè possiamo ingannare gli uomini, i nostri figli, nostra moglie, nostro marito, i nostri amici, ma non possiamo ingannare chi vede il nostro cuore!  Chi è più intimo a noi di noi stessi!

18 Com’egli saliva sulla barca, l’uomo che era stato indemoniato lo pregava di poter stare con lui. 19 Gesù non glielo permise, ma gli disse: «Va’ a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatte, e come ha avuto pietà di te». 20 Ed egli se ne andò e cominciò a proclamare nella Decapoli le grandi cose che Gesù aveva fatte per lui. E tutti si meravigliavano.

Ecco cosa dobbiamo fare. Non chiuderci nella nostra stanzetta e stare zitti, muti, pensando che questo ci basti per la salvezza. Dobbiamo fare quello che Gesù dice all’uomo che era stato indemoniato ma ora non lo era più; era vestito (vestito di nuovo, vestito di Cristo) ed era calmo, seduto, sano di mente (perchè dalle tempeste della menzogne era nella pace della verità riconosciuta).

«Va’ a casa tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatte, e come ha avuto pietà di te».

Così dobbiamo porci di fronte alla Verità.

Ascoltarla ed obbedienti proclamarla ai nostri prima di tutto, a quelli che abbiamo più vicini, e poi a tutti, a tutto il mondo, perchè la conosca e, se questa è la volontà del Signore, si possa salvare.
Egli, dice Gesù, ha avuto pietà di te, ha avuto misericordia di te e, come scrivevo all’inizio ti ha fatto conoscere qual’è la Verità.

Sta a te, ora, decidere cosa farne. Se ignorarla, e lasciare che le acque tempestose del mondo ti trascinino fino in fondo, senza vita, o obbedirle ed annunciarla, e salire verso il monte del Signore.

Se ne avremo il coraggio, vedremo meraviglie, anche con i nostri apparentemente poveri mezzi.

Accresci la nostra fede, Signore Gesù.

Informazioni su Luca Zacchi

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