Riflessioni sull’AGESCI

Semel scout, semper scout. Spesso, anche di recente, l’ho detto e scritto.

Chi conosce il mondo scout sa che esistono, in Italia, un percorso scout che è detto “a-confessionale” (quello del CNGEI) ed uno confessionale (quello di AGESCI ed FSE, meglio conosciuti come Scout d’Europa).

L’associazione di gran lunga maggioritaria nel nostro paese è l’AGESCI la cui sigla sta per “Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani”.

Ieri ho letto la dichiarazione dei suoi responsabili relativa al “Family Day”, che ho trovato degna di un moderno Ponzio Pilato, come è da un bel pò che va di moda.

Per intero la trovate cliccando su questo collegamento che rimanda al sito nazionale dell’Associazione.

Perchè la trovo pilatesca?

Perchè ad un apparente adesione, come si conviene ad una Associazione che si qualifica di religione cristiana e e di confessione cattolica, al Magistero del Papa (“Nel percorso sinodale sul tema della famiglia, che il Signore ci ha concesso di realizzare nei due anni scorsi, abbiamo potuto compiere, in spirito e stile di effettiva collegialità, un approfondito discernimento sapienziale, grazie al quale la Chiesa ha – tra l’altro – indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. Dopo aver ascoltato queste parole pronunciate qualche giorno fa dal Santo Padre, pensiamo che una Associazione educativa che appartiene alla Chiesa ed in essa si riconosce pienamente, non possa che tacere, in quanto ogni parola detta potrebbe sminuire la potenza e la forza di quel messaggio chiaro ed inequivocabile.”), le cui parole sono definite un messaggio chiaro ed inequivocabile (tradotto: esiste naturalmente un solo tipo di famiglia, che è quello uomo/donna, marito maschio/moglie femmina con figli o figlie secondo la volontà del Signore) seguono una quantità di distinguo e di frasi ambigue che in pratica non solo defilano l’Associazione dall’aderire al giorno di manifestazione e testimonianza che pure a parole si dice condivisa (“il Magistero della Chiesa e le parole del Santo Padre rappresentano appieno la posizione di tutta la comunità ecclesiale”) ma neppure troppo velatamente invitano a non andare se non a titolo personale e soprattutto senza l’uniforme scout!

E badate che non si parla di scout bambini qui, ma di adulti, al quale si dice, con un periodare che trovo di un politichese senza pari, non solo che ogni dichiarazione di un adulto che sia capo Agesci non impegna l’Associazione (più che legittimo) ma che “L’utilizzo strumentale e inappropriato dell’uniforme AGESCI non appartiene, peraltro, allo stile ed alla tradizione della nostra Associazione”.

Che ci azzecca, verrebbe da dire. Ma soprattutto, dove mai è la coerenza? Se il Magistero del Papa ed il suo modo di definire la famiglia è “chiaro ed inquivocabile” per l’intera Associazione, tutta, allora perchè fare un comunicato del genere? Avrei capito il contrario! Ovvero se non la pensate come il Magistero della Chiesa e come il Papa, non impegnate l’Associazione su un messaggio opposto o contrastante con esso.

In realtà, parla, dice la verità, più che ogni altra cosa, la foto messa a corredo dell’articolo, che non riporto qui, ma che rappresenta il logo AGESCI tra un florilegio di foglietti, post-it, arcobaleno. Certo, l’ho scritto anche io, l’arcobaleno è un simbolo biblico, ripreso da Genesi 9; la diversità è preziosa, sono il primo a dirlo, lo ero anche quando ero Capo nell’Agesci. Però qui mi sa tanto di messaggio subliminale.

Il Magistero è chiaro ed inequivocabile, si scrive, ovvero, l’idea di famiglia cristiana è una ed una sola, però poichè il cuore di buona parte dell’Associazione, o almeno dei suoi Capi, è più altrove che lì, allora scegliamo di non essere nè carne nè pesce.

Diciamo ufficialmente che le nostre istanze sono quelle del mondo cristiano e cattolico a cui formalmente apparteniamo, però non andiamo a testimoniarle al Family Day. Ma neppure ci azzardiamo, ovvero, non abbiamo il coraggio di prendere una posizione decisa in favore delle famiglie cosidette arcobaleno e quindi su di loro non scriviamo neppure una riga. E speriamo che nessuno scout vada al Family Day con l’uniforme AGESCI perchè altrimenti dovremmo schierarci e questo, si vede, non ci riesce tanto bene.

Non sono più un capo dell’AGESCI da tempo ormai. Mi rimangono i fazzolettoni, i ricordi dei campi e delle uscite, le foto ma soprattutto mi rimane lo spirito scout, nutrito, corroborato e con un senso proprio in virtù dell’idea biblica e cristiana di uomo, di famiglia, di educazione.

Mi chiedo perchè, visto che questa, a mio parere palese, ambiguità della maggiore Associazione scoutistica nazionale va avanti da anni, essa non abbia il coraggio di togliere quella C dal suo logo e dalla sua sigla identificativa. Non ha senso essere “C”(-attolici) e prima ancora essere “C”(-ristiani) in modo ambiguo. Anche se, va detto, l’AGESCI è in ottima e numerosa compagnia.

A pensar male, diceva qualcuno, si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Senz’altro è comodo sotto tanti aspetti qualificarsi come cattolico ed usufruire di conseguenza di spazi cattolici quali parrocchie, oratori e chi più ne ha più ne metta, come di tanti privilegi ed altri benefit che non sto qui ad elencare. Rinunciarvi, di questi tempi, significa ritrovarsi poveri e precari, e questo piace poco (ma lo spirito scout? lo spirito di avventura?  la frugalità?).

Molto meno comodo, ma, ribadisco, grande è la compagnia in cui si trova l’AGESCI a riguardo, essere testimoni del Vangelo senza se, senza ma e senza ambiguità, essere “chiari ed inequivocabili” prima che a parole con la propria testimonianza cristiana.

L’AGESCI di fatto è sempre più aconfessionale. Lo dicono la realtà e comunicati come quest’ultimo. Considerei auspicabile che avesse il coraggio di ammetterlo. Ma se uno non ce l’ha, come si dice, non se lo può dare.

Altro che Aquile Randagie, altro che Baden… Qui si vola (ribadisco, a livello nazionale, nulla mi permetto di togliere alla testimonianza cristiana coerente e forte di tanti associati) molto ma molto più in basso.

Ed a me dispiace. Il post l’ho scritto per questo.

Informazioni su Luca Zacchi

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