Ne costituì Dodici

Ne costituì Dodici che stessero con lui… Infinite, grandiose, ci dicevano i Vangeli degli ultimi giorni, erano le folle che seguivano Gesù. Grande anche il numero dei discepoli ovvero di coloro che regolarmente lo seguivano per discere  ossia per imparare da Lui e dai contenuti delle sue predicazioni.

Ora Gesù si ferma, si reca su un monte, il luogo per eccellenza delle teofanie, ovvero, dove il Signore si mostra in tutta la sua forza e grandezza e stavolta solo pochi lo seguono, quelli che egli volle dice Marco.

Tra questi ne costituì Dodici che stessero con lui. Che stessero con lui è la prima ragione per cui vengono istituiti gli Apostoli. Il loro compito è stare con lui,ma ad un livello più alto dei discepoli. Non dovevano limitarsi ad ascoltarlo, ma dovevano diventare guide a loro volta dei loro fratelli e sorelle. Quindi dovevano avere una vicinanza specialissima con il Maestro, condividerne ogni passo, osservarne ogni gesto, ascoltare ogni parola, sostenerne l’azione con la preghiera.

Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni. Notare “e anche” la subordinazione della seconda parte della frase. Se non sei veramente con lui, con tutto te stesso, potrai magari anche predicare o scacciare i demoni, ma saranno gesti fini a sè stessi, fatti per vanagloria, e non per l’unico motivo per cui Gesù si muove, dice e fa, ossia dare gloria al Padre che l’ha inviato.

Chi, come gli Apostoli ed i loro successori, è chiamato ad essere a capo di una comunità di cristiani, non importa quanto numerosa o di quanta importanza storica, deve manifestare in modo trasparente ai fedeli ed ai discepoli, non suoi!, ma di Cristo!, l’essere un tutt’uno con il Cristo Gesù, il suo incessante spirito di preghiera, l’anelito ad annunciare in ogni momento la Parola del Signore.

Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; poi Giacomo di Zebedèo…

Gesù costituisce i Dodici chiamandoli per nome, in alcuni casi variandolo, in altri aggiungendo un soprannome. Ciò indica che sceglie degli uomini, non dei super-uomini! Uomini, con tutta la loro storia, anche storia di peccato quindi, anche storia di paure, di mancanze, di tentazioni di potere (e si vedrà chiaramente in seguito come ognuno di essi lotterà, con più o meno o nulla determinazione contro questi ‘vizi originali’).

Ma uomini veri. Chi aveva assunto su di sè tutta l’umanità, eccetto che il peccato, doveva farlo anche in tal senso. E come Cristo Gesù, il Figlio, assumendo su di sè tuta la condizione umana, non solo si assume il rischio della Croce, ma vive questa Croce sulla sua pelle, per superarla, certo, ma la vive!, così la Chiesa, la comunità di chi lo segue, si assumerà il rischio di non avere forse ogni volta le guide migliori del mondo, si assumerà il rischio delle croci anche essa, avrà, ha delle croci essa stessa, persecuzioni, apostsasie, eresie, ma saprà che rimanendo nel solco del Vangelo, tracciato da quell’aratro incomparabile che è la Croce del nostro Signore, e seguito dai suoi apostoli rimasti fedeli, avrà l’indefettibilità della fede, avrà la capacità di restare fedele, resto di Israele, popolo degli eletti a quanto il Signore Gesù le ha insegnato,con le parole e con l’esempio.

La prima lettura del giorno (Primo libro di Samuele 24,3-21) ci mostra la miseria di un re, Saul, unto dal Signore, scelto dal Signore, che per la brama di potere ne insegue un altro, Davide; e ci mostra questo che si ritrova il primo in suo potere ma non lo uccide. Non lo uccide proprio perchè è unto, è scelto, è mandato, come lui: Non stenderò la mano sul mio signore, perché egli è il consacrato del Signore.

E per questo gesto raccoglie le lacrime del primo e fa sì che il Signore che aveva scelto entrambi, raccolga il pentimento e la confessione di Saul. Un esempio, prima della Croce, di cosa voglia dire avere misericordia dell’altro, prenderne su di sè la sofferenza, aiutarlo a riconoscerla ed a venirne fuori.  Aiutare l’altro, con la fedeltà alla Parola, a cacciare fuori di se il demonio che lo abita.

Il Signore accresca la nostra fede, perchè cresciamo nella sequela a Gesù Cristo, edificati sulla roccia della Sua Parola, nel solco tracciato dagli Apostoli fedeli. Amen.

Invocherò Dio, l’Altissimo,
Dio che mi fa il bene.
Mandi dal cielo a salvarmi
dalla mano dei miei persecutori,

Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia.
Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria,
perché la tua bontà è grande fino ai cieli,
e la tua fedeltà fino alle nubi.

(dal Salmo 56 (57))

bibbia2

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 3,13-19.

In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui.
Ne costituì Dodici che stessero con lui
e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni.
Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro;
poi Giacomo di Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè figli del tuono; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananèo e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì.

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