Nasce il Dio disarmato

Nasce il Dio disarmato… lettera ai parrocchiani del fratello don Fabio Bartoli.

La fontana del villaggio

natale-2016

Carissimi parrocchiani, questo è il quinto Natale che passo con voi ed inizio ormai a sentirmi “in famiglia” qui al quartiere Ostiense. Ho pensato quindi di rivolgermi a voi con una lettera, nel tentativo di raggiungervi tutti per porgervi i miei migliori auguri di Natale, e, così spero, per avviare una tradizione, che spero gradita, di una presenza della Parrocchia nelle vostre case.

È dunque Natale; al di là della festa e del gioioso ritrovarsi delle famiglie, del tutto legittimo e, credetemi, tanto gradito agli occhi di Dio, cerchiamo però di andare più a fondo, per cogliere il senso vero dell’evento che sta alla radice della festa. È Natale dunque, e tutti ne siamo felici, ma cosa festeggiamo? Perché questi giorni sono impressi nella coscienza di tutti noi come giorni speciali, tanto che nessuno, credente o no, può sottrarsi al loro fascino?

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Aborto. La libertà che non c’è in Francia.

Un articolo di padre Maurizio Patriciello scritto per il giornale l’Avvenire, Un articolo che è bene leggere prima che sia “troppo tardi”. Lo metto tra virgolette, perchè, a riguardo, chi, come è, è credente, ha il DOVERE assoluto di non taceredi fronte al valore assoluto della vita.

Betania's Bar

don maurizioIn Francia il nostro Betania’s dovrebbe chiudere…

Padre Maurizio Patriciello

Il rispetto per la democrazia di tanti moderni democratici spaventa. Ci siamo sgolati per ribadire il rispetto per l’altro anche quando la pensava diversamente da noi. Ci abbiamo creduto. Ci crediamo. Forse ci fu un tempo in cui ci credevano anche loro. Ci siamo vantati di essere i paladini della civiltà, anche da esportare altrove.

A volte – è vero – a suon di bombe e di menzogne. Quando la Francia degli Illuministi scoprì la bellezza della legalità, della fraternità, dell’ uguaglianza, non si accorse che quei valori erano già scolpiti nei vangeli da diciassette secoli.

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Cambio di indirizzo

Da oggi il blog di Luca Zacchi è disponibile
unicamente all’indirizzo principale:

http://www.lucazacchi.it

Grazie a tutti i lettori per la pazienza!

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Avviso – Notice

Questo blog non verrà aggiornato fino a lunedì 4 luglio
a causa del cambio di maintainer dello stesso.

 This blog will not be updated until Monday, July 4,
due to the change of maintainer

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Sradicati

Leggere, leggere, leggere, e chiedersi dove stiamo andando. A me, francamente, non piace nemmeno un po’.

“E’ da parecchio che vi faccio notare come in ogni parte del mondo si stia sempre più usando la legge per colpire la coscienza delle persone, imponendo loro la scelta tra essere schiavi del potere e perdere tutto. Se non è aborto è gender, omosessualità, o qualunque altra scusa.
Certo che, leggendo quella sentenza, uno si chiede in quali altri casi potrebbe essere applicata. Mi domando se davvero il “non uccidere” sia così poco radicato nella coscienza e nella tradizione, negli Stati Uniti o in qualsiasi altro posto. Una nazione omicida e senza coscienza? E dove sta andando questa nazione?
Questo lo so. Dove stiamo andando anche noi, se quella coscienza non si risveglia.”

Berlicche

“I giudici affermano di non essere convinti che il diritto di possedere, operare o lavorare in una impresa professionale dotata di licenza libera da regolamenti che richiedono all’impresa di essere coinvolta in attività che uno sinceramente crede portino al prendere una vita umana sia così radicato nella coscienza e nella tradizione della Nazione da essere considerato come fondamentale”

Il linguaggio giuridico è faticoso e involuto, non so se abbiate compreso cosa viene affermato in questa sentenza americana. Detto in termini più semplici: rifiutarti di ammazzare qualcuno non è un tuo diritto.
Il caso è di qualche anno fa.   

Margo Thelen, Rhonda Mesler, e la famiglia Stormans lavorano nella professione farmacistica da oltre settant’anni. Quando un cliente chiede un farmaco abortivo lo indirizzano ad una delle oltre trenta farmacie nel raggio di cinque miglia che lo vende. Per decenni questa è stata la scelta comune praticata e approvata dalla American…

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L’amore gratuito

9 Poi Gesù, partito di là, passando, vide un uomo chiamato Matteo, che sedeva al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli, alzatosi, lo seguì.
10 Mentre Gesù era a tavola in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. 11 I farisei, veduto ciò, dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia con i pubblicani e con i peccatori?» 12 Ma Gesù, avendoli uditi, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. 13 Ora andate e imparate che cosa significhi: “Voglio misericordia e non sacrificio“; poiché io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori».

(Matteo 9)

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Commenta il brano il fratello Robert Cheaib:

La trasformazione della vita di Matteo avviene in un lampo. Basta uno sguardo di Gesù e questo uomo è stravolto, liberato dal giogo di una ricchezza che lo distanziava dai fratelli e da Dio.

Cosa libera Matteo? Non ce lo dice esplicitamente il testo, eppure è chiaro da tutto il contesto. È la scandalosa gratuità dell’amore di Dio.

Quell’uomo abituato ad attribuire un prezzo a tutto viene amato gratuitamente con un amore senza prezzo.

E in questo amore smisurato, in questa gratuità infinita, trova il riscatto dal circolo vizioso della ricchezza che impoverisce.

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Alziamoci e camminiamo

1 Gesù, entrato in una barca, passò all’altra riva e venne nella sua città. 2 Ed ecco gli portarono un paralitico disteso sopra un letto. Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, coraggio, i tuoi peccati ti sono perdonati». 3 Ed ecco alcuni scribi pensarono dentro di sé: «Costui bestemmia». 4 Ma Gesù, conosciuti i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nei vostri cuori? 5 Infatti, che cos’è più facile, dire: “I tuoi peccati ti sono perdonati” o dire: “Àlzati e cammina”? 6 Ma, affinché sappiate che il Figlio dell’uomo ha sulla terra autorità di perdonare i peccati, àlzati», disse allora al paralitico, «prendi il tuo letto e va’ a casa tua». 7 Ed egli si alzò e se ne andò a casa sua. 8 Visto ciò, la folla fu presa da timore e glorificò Dio, che aveva dato tale autorità agli uomini.

(Matteo 9)

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Visto ciò, la folla fu presa da timore e glorificò Dio, che aveva dato tale autorità agli uomini. 

Non pensiamo mai abbastanza a questo potere. Non ci soffermiamo mai abbastanza sul perdono.

Siamo simili, troppo simili, agli uomini del tempo di Gesù, a quelli che lo vedevano camminare in mezzo a loro, e si stupivano dei prodigi che egli compiva sulla fisicità dei suoi contemporanei.

Faceva vedere i ciechi, camminare gli storpi, udire i sordi… Grandi cose, certo, ma cosa c’è di più grande del perdono dei peccati?
Restituire la capacità di camminare ad un paralitico, certo, è una grande cosa. Ma non rende il paralitico migliore, e lo lascia comunque in balia di altre malattie e della morte.
Perdonare al paralitico i propri peccati invece, lo rende capace di gratitudine, lo rende riconoscente, gli apre il cuore, gli instilla nell’animo almeno il dubbio, voglio essere speranzoso, di poter fare lo stesso. Dà al paralitico, ed a ciascuno di noi, la possibilità di vivere una vita nuova, una vita diversa, con un senso più alto.

Dice Paolo che il Signore ci ha affidato la Parola della riconciliazione, ci ha riconciliati con se, attraverso la morte del Figlio, perchè noi possiamo farci a nostra volta parola di riconciliazione con chi ci è vicino, con il nostro prossimo.

L’alzarsi del paralitico deve essere il nostro rialzarci, sulla base della Parola di Dio, solo di quella, per riprendere a camminare, sulle strade della vita, in modo nuovo.

Mettiamo da parte il lettuccio delle nostre certezze, dei nostri pregiudizi, dei nostri giudizi facili e camminiamo a testa alta per andare incontro al Cristo nel fratello o nella sorella che ci troviamo dinanzi.

Preghiamo aiutati anche dalle parole di Agostino di Ippona:

Il medico c’è, è nascosto e sta dentro il cuore. Questo è il vero senso occulto della Scrittura da spiegare.
Se dunque ti trovi davanti a un malato rattrappito nelle membra e colpito da paralisi interiore, per farlo giungere al medico, apri il tetto e fa’ calar giù il paralitico, cioè fallo entrare in se stesso e svelagli ciò che sta nascosto nelle pieghe del suo cuore.
Mostragli il suo male e il medico che deve curarlo.

A chi trascura di fare ciò, avete udito quale rimprovero viene rivolto? Questo: «Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite» (Ez 34, 4). Il ferito di cui si parla qui è, come abbiamo già detto, colui che si trova come terrorizzato dalle tentazioni. La medicina da offrire in tal caso è contenuta in queste consolanti parole: «Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione ci darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla» (1 Cor 10, 13).

 

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