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Sradicati

Leggere, leggere, leggere, e chiedersi dove stiamo andando. A me, francamente, non piace nemmeno un po’.

“E’ da parecchio che vi faccio notare come in ogni parte del mondo si stia sempre più usando la legge per colpire la coscienza delle persone, imponendo loro la scelta tra essere schiavi del potere e perdere tutto. Se non è aborto è gender, omosessualità, o qualunque altra scusa.
Certo che, leggendo quella sentenza, uno si chiede in quali altri casi potrebbe essere applicata. Mi domando se davvero il “non uccidere” sia così poco radicato nella coscienza e nella tradizione, negli Stati Uniti o in qualsiasi altro posto. Una nazione omicida e senza coscienza? E dove sta andando questa nazione?
Questo lo so. Dove stiamo andando anche noi, se quella coscienza non si risveglia.”

Berlicche

“I giudici affermano di non essere convinti che il diritto di possedere, operare o lavorare in una impresa professionale dotata di licenza libera da regolamenti che richiedono all’impresa di essere coinvolta in attività che uno sinceramente crede portino al prendere una vita umana sia così radicato nella coscienza e nella tradizione della Nazione da essere considerato come fondamentale”

Il linguaggio giuridico è faticoso e involuto, non so se abbiate compreso cosa viene affermato in questa sentenza americana. Detto in termini più semplici: rifiutarti di ammazzare qualcuno non è un tuo diritto.
Il caso è di qualche anno fa.   

Margo Thelen, Rhonda Mesler, e la famiglia Stormans lavorano nella professione farmacistica da oltre settant’anni. Quando un cliente chiede un farmaco abortivo lo indirizzano ad una delle oltre trenta farmacie nel raggio di cinque miglia che lo vende. Per decenni questa è stata la scelta comune praticata e approvata dalla American…

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L’amore gratuito

9 Poi Gesù, partito di là, passando, vide un uomo chiamato Matteo, che sedeva al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli, alzatosi, lo seguì.
10 Mentre Gesù era a tavola in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. 11 I farisei, veduto ciò, dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia con i pubblicani e con i peccatori?» 12 Ma Gesù, avendoli uditi, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. 13 Ora andate e imparate che cosa significhi: “Voglio misericordia e non sacrificio“; poiché io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori».

(Matteo 9)

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Commenta il brano il fratello Robert Cheaib:

La trasformazione della vita di Matteo avviene in un lampo. Basta uno sguardo di Gesù e questo uomo è stravolto, liberato dal giogo di una ricchezza che lo distanziava dai fratelli e da Dio.

Cosa libera Matteo? Non ce lo dice esplicitamente il testo, eppure è chiaro da tutto il contesto. È la scandalosa gratuità dell’amore di Dio.

Quell’uomo abituato ad attribuire un prezzo a tutto viene amato gratuitamente con un amore senza prezzo.

E in questo amore smisurato, in questa gratuità infinita, trova il riscatto dal circolo vizioso della ricchezza che impoverisce.

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Alziamoci e camminiamo

1 Gesù, entrato in una barca, passò all’altra riva e venne nella sua città. 2 Ed ecco gli portarono un paralitico disteso sopra un letto. Gesù, veduta la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, coraggio, i tuoi peccati ti sono perdonati». 3 Ed ecco alcuni scribi pensarono dentro di sé: «Costui bestemmia». 4 Ma Gesù, conosciuti i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nei vostri cuori? 5 Infatti, che cos’è più facile, dire: “I tuoi peccati ti sono perdonati” o dire: “Àlzati e cammina”? 6 Ma, affinché sappiate che il Figlio dell’uomo ha sulla terra autorità di perdonare i peccati, àlzati», disse allora al paralitico, «prendi il tuo letto e va’ a casa tua». 7 Ed egli si alzò e se ne andò a casa sua. 8 Visto ciò, la folla fu presa da timore e glorificò Dio, che aveva dato tale autorità agli uomini.

(Matteo 9)

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Visto ciò, la folla fu presa da timore e glorificò Dio, che aveva dato tale autorità agli uomini. 

Non pensiamo mai abbastanza a questo potere. Non ci soffermiamo mai abbastanza sul perdono.

Siamo simili, troppo simili, agli uomini del tempo di Gesù, a quelli che lo vedevano camminare in mezzo a loro, e si stupivano dei prodigi che egli compiva sulla fisicità dei suoi contemporanei.

Faceva vedere i ciechi, camminare gli storpi, udire i sordi… Grandi cose, certo, ma cosa c’è di più grande del perdono dei peccati?
Restituire la capacità di camminare ad un paralitico, certo, è una grande cosa. Ma non rende il paralitico migliore, e lo lascia comunque in balia di altre malattie e della morte.
Perdonare al paralitico i propri peccati invece, lo rende capace di gratitudine, lo rende riconoscente, gli apre il cuore, gli instilla nell’animo almeno il dubbio, voglio essere speranzoso, di poter fare lo stesso. Dà al paralitico, ed a ciascuno di noi, la possibilità di vivere una vita nuova, una vita diversa, con un senso più alto.

Dice Paolo che il Signore ci ha affidato la Parola della riconciliazione, ci ha riconciliati con se, attraverso la morte del Figlio, perchè noi possiamo farci a nostra volta parola di riconciliazione con chi ci è vicino, con il nostro prossimo.

L’alzarsi del paralitico deve essere il nostro rialzarci, sulla base della Parola di Dio, solo di quella, per riprendere a camminare, sulle strade della vita, in modo nuovo.

Mettiamo da parte il lettuccio delle nostre certezze, dei nostri pregiudizi, dei nostri giudizi facili e camminiamo a testa alta per andare incontro al Cristo nel fratello o nella sorella che ci troviamo dinanzi.

Preghiamo aiutati anche dalle parole di Agostino di Ippona:

Il medico c’è, è nascosto e sta dentro il cuore. Questo è il vero senso occulto della Scrittura da spiegare.
Se dunque ti trovi davanti a un malato rattrappito nelle membra e colpito da paralisi interiore, per farlo giungere al medico, apri il tetto e fa’ calar giù il paralitico, cioè fallo entrare in se stesso e svelagli ciò che sta nascosto nelle pieghe del suo cuore.
Mostragli il suo male e il medico che deve curarlo.

A chi trascura di fare ciò, avete udito quale rimprovero viene rivolto? Questo: «Non avete reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite» (Ez 34, 4). Il ferito di cui si parla qui è, come abbiamo già detto, colui che si trova come terrorizzato dalle tentazioni. La medicina da offrire in tal caso è contenuta in queste consolanti parole: «Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione ci darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla» (1 Cor 10, 13).

 

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Non illudetevi, non taceremo…

Non smetteremo di proclamare la Verità sull’uomo, non smetteremo di considerare contro questa Verità pratiche come l’omosessualità, lo schiavismo, il razzismo, l’eutanasia, l’aborto, l’omicidio. Nemmeno se, per una o per tutte di queste, i poteri di questi mondo si metteranno d’accordo per considerarle un diritto, per tutti, o per qualcuno più uguale degli altri.

Non smetteremo di batterci per una educazione, una scuola, che insegni la Verità ai bambini, rispettando i tempi del loro sviluppo e della loro maturazione, così come è nella loro natura, e non forzandoli a farli diventare adulti prima del tempo.

Non daremo retta, mai!, ai tanti farisei di cui si sono riempite le chiese e le comunità di credenti, a quelli che adattano la Verità della Parola di Dio al quieto vivere nel mondo, al compromesso, alla falsa bontà che nega la Carità Vera.

Non taceremo! Ci alzeremo in piedi! 

39 Alcuni farisei, tra la folla, gli dissero: «Maestro, sgrida i tuoi discepoli!»

40 Ma egli rispose: «Vi dico che se costoro tacciono, le pietre grideranno».

(Luca 19)

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Non illudetevi!

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Esortazione a fuggire la dissolutezza
Ef 5:3-8; Cl 3:5-10; Tt 3:3-7

Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, 10 né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio. 11 E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio.

1Te 4:1-7 (1P 1:14-19; 2Co 5:14-15)

12 Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare da nulla. 13 Le vivande sono per il ventre, e il ventre è per le vivande; ma Dio distruggerà queste e quello. Il corpo però non è per la fornicazione, ma è per il Signore, e il Signore è per il corpo; 14 Dio, come ha risuscitato il Signore, così risusciterà anche noi mediante la sua potenza.

15 Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo per farne membra di una prostituta? No di certo! 16 Non sapete che chi si unisce alla prostituta è un corpo solo con lei? «Poiché», Dio dice, «i due diventeranno una sola carne».17 Ma chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui.

18 Fuggite la fornicazione. Ogni altro peccato che l’uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo. 19 Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. 20 Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.

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