Il Marsala? Salta come un Grillo!

Il Marsala? Salta come un grillo!

La Sicilia è da sempre al vertice per la produzione di vino tra le Regioni italiane con molti vitigni di qualità. Dal Nero d’Avola, allo Zibibbo, al Grillo (ne ho scordato qualcuno? Suggeriscimelo tu!). Il Grillo, in particolare è famoso per dare corpo al celebre Marsala, vino secco e dolce.

Il Marsala, nascita e crisi del mito

Il mito del Marsala nacque nel 1773 grazie al mercante inglese John Woodhouse e si affermò grazie a due grandi famosissimi produttori, Ingham (dal 1812) e Florio (dal 1832). Si affermò e venne apprezzato in particolare per tutti i due secoli successivi, facendo sì che una modesta zona agricola si trasformasse in un attivo centro industriale. Nel 1900 si contavano a Marsala ben quaranta aziende vinicole!

Botti per l'Invecchiamento

Botti per l’invecchiamento

Per molto tempo il suo mercato non ha conosciuto la crisi, poi, agli inizi degli anni Ottanta, tanto la produzione quanto la vendita, a detta degli esperti del settore non più regolate e controllate circa la qualità, hanno avuto un vero e proprio crollo.

L’enologo Aristide, nel suo blog a tema enologico lo diceva diventato “un vino da supermercato, da 3 euro la bottiglia“.

Ritorno al futuro: riscoperta e rilancio

Negli anni più recenti però è in corso, ormai in fase avanzata, un grande tentativo di far riscoprire al Marsala gli antichi fasti. Questo grazie all’iniziativa dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Sicilia e del Centro per l’Innovazione della Filiera Vitivinicola E. Del Giudice.

Sono stati recuperati gli antichi vitigni della varietà Grillo, il cosiddetto “biotipo B”, che probabilmente già esisteva nella zona dal 1770, caratterizzato dalla vocazione a dare origine ad un vino di alto grado alcolico (fino ai 18°), ottimo anche invecchiato per lungo e lunghissimo periodo.

Sempre il blogger Aristide segnala come particolarmente impegnati in questo lavoro di recupero i produttori Giacomo Ansaldi ed Ercole Alagna.

Vitigni del Grillo

Vitigni del Grillo, coltivati con la tecnica “ad alberello”

Giovani imprenditrici della zona si sono oggi attivate, assieme ai ragazzi di “Marsala e Sapori” per organizzare dei veri e propri corsi, denominati “Educational sul Marsala” pensati per i ristoratori e gli operatori turistici di tutta la zona del Trapanese. Lo scopo dichiarato è quello di far percepire il Marsala come un vino storico, di valore, si, ma anche adatto anche alle giovani generazioni senza complessi di inferiorità verso i vini fortificati spagnoli o portoghesi (tipo il Porto o il Madeira).

Marsala en Primeur

Il rinato vino Marsala, di nuovo di alta qualità, viene ora presentato e degustato nelle fiere e nelle sagre che arricchiscono la zona.

L’ultima a svolgersi, quella delle “Minni di Virgini” (“seni di vergine”) di Sambuca di Sicilia, un particolare dolce che replica la forma di un seno femminile, ricoperto di glassa di zucchero e riempito con crema al latte, scaglie di cioccolato e zuccata, cui è seguita l’appena conclusa “Sicilia en Primeur“, svoltasi nelle Isole Eolie gli scorsi 28 e 29 maggio.

Minni di Virgini

Minni di Virgini

In entrambe il Marsala ha avuto modo di essere degustato ed apprezzato dai visitatori e presto questo tradizionale vino di Trinacria potrebbe replicare il successo avuto dal Nero d’Avola pochi anni fa.

Se lo augura nel suo blog Fernanda Roggero del Il Sole 24 Ore che, recensendo proprio l’evento di “Sicilia en Primeur” afferma che “identità e sostenibilità sono le nuove parole d’ordine (giuste) del vino siciliano”.

Che il Marsala sia di nuovo fedele al suo mito, glielo auguriamo di cuore anche noi! E tu, lo bevi il Marsala? A secco o con l’uovo sbattuto, come me lo faceva la mia mamma?

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